Potrebbe essere una gigantesca, plateale, fantasmagorica presa per i fondelli, ma non c’è nulla che non sia già stato previsto prima, almeno da questo giornale. Come anticipato, la lite tra Canavesani, eporediesi e tiraboschiani, su dove mettere il nuovo ospedale, abràcadabra, ha già prodotto un bell’allungamento dei tempi. Tutto scritto nero su bianco in un comunicato diffuso ieri l’altro dall’assessorato regionale alla sanità subito dopo un incontro con una rappresentanza dei sindaci (Settimo Torinese, Ciriè, Lanzo, Ivrea, Caluso, Cuorgnè e Rivarolo)
“Entro fine mese - si legge - i sindaci dell’Asl To4 sono invitati a presentare le loro osservazioni sullo studio di valutazione dei siti per la costruzione del nuovo ospedale. Sarà quindi il Consiglio regionale a fornire la propria indicazione, prima della decisione finale della Giunta. Il finanziamento tramite i fondi Inail (140 milioni di euro) è già disponibile, ma non è esclusa la modalità di partenariato pubblico-privato. L’obiettivo della Regione è rendere irreversibile il percorso per la realizzazione dell’opera.
All’incontro è stata ufficialmente consegnata la relazione dell’Ires Piemonte con i parametri utilizzati per la valutazione delle tre aree candidate: Ivrea Olivetti, Ivrea ex Montefibre e Pavone Canavese. In sintesi: disponibilità dell’area, accessibilità, vincoli urbanistici, tempi di realizzazione, costi, procedure, flessibilità gestionale, gestione e valorizzazione del transitorio. L’assessore regionale Luigi Genesio Icardi avrebbe ribadito la necessità di operare una scelta il più possibile razionale e condivisa con il territorioe c’è la massima disponibilità a recepire le osservazioni che potranno emergere e a integrare ciò che manca.
Un modo come un altro per allungare i tempi diteci voi che cos’è? Boh! Di sicuro continuano ad esserci seri dubbi sul fatto che ci siano soldi a sufficienza per tutti i nuovi ospedali promessi della giunta del Governatore Alberto Cirio.
“Una panzana dopo l’altra – commentava con noiil consigliere regionale Sean Sacco del Movimento 5 stelle – Dal nulla, come funghi, dovrebbero spuntare fuori otto nuovi ospedali, per una spesa totale di 1,64 miliardi. Nel Vco e nell’AslTo5, Torino, Ivrea, Vercelli, Savigliano-Saluzzo-Fossano, Alessandria e Cuneo…”.“L’Inail - aggiungeva Sacco- non può finanziare in tutto il territorio nazionale più di 200 milioni di euro all’anno, con l’Italia intera alla ricerca di risorse (ad oggi le richieste si aggirano già attorno ai 4 miliardi di euro). I fondi dell’Inail come i carri armati di Mussolini, che vengono spostati qua e là ma sono sempre gli stessi…”
Secondo Sacco, bisognerebbe dire le cose come stanno: non si tratta di progetti già finanziati, ma di opere inserite tra quelle potenzialmente finanziabili.
Più che un elenco un allegato ad un Dpcm firmato dall’ex presidente del consiglio Giuseppe Conte il 4 febbraio del 2021 e pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il 29 marzo, con una lunga serie di opere definite urgenti e di elevata utilità sociale.
Tutto chiaro? A noi sì!
E intanto in Canavese si litiga su come e dove fare l’ospedale, senza una guida politica chiara e netta della Regione, con i consiglieri regionali della Lega che litigano e si spaccano. Esattamente il contrario di quanto avrebbe chiesto l’Inail, che valuterà il finanziamento dei nosocomi per i quali ci sarà chiarezza sull’ubicazione e sul progetto esecutivo.
Cosa succederà nei prossimi mesi è già scritto.
Allo studio paritetico che vede al primo posto l’area Ribes su Montefibre (Palazzo Uffici di Prelios e Tiraboschi non classificato), la giunta raccoglierà pareri e contro osservazioni e poi si piglierà un anno sabbatico.
E dire che per escludere l’area Ribes sarebbe bastato leggere un provvedimento dell’Autorità di Bacino del Fiume PO risalente al 2 agosto del 2002, subito dopo l’alluvione del 2000. Si fa riferimento al rischio idrogeologico e si richiede l’adeguamento dell’autostrada A5 Torino Quincinetto. E’ dell’8 novembre del 2012, invece, un provvedimento della Regione Piemonte (rif. prot. 80773) che, in fase di approvazione del progetto ha prescritto all’ANAS, quale proprietario, e all’ATIVA, quale concessionario, di provvedere tempestivamente anche all’adeguamento dei restanti attraversamenti dell’A5 sul Rio Ribes a tutela della pubblica e privata incolumità. Ha fatto seguito il 26 novembre del 2012 un nota del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare (rif. prot. 28495) in cui si specifica che i lavori sulla rete autostradale sono ritenuti indispensabile per garantire la sicurezza dell’utenza.
Insomma ce n’era già abbastanza per bocciare l’area Ribes e se non lo si è fatto l’unico motivo che ci viene in mente è che la si volesse mettere in caciara, cosa che è venuta.
Altro dubbio sul modus operandi. Ma insomma. Se è vero - e lo è - che esiste un’assemblea dei sindaci (organo politico e di indirizzo dell’Asl To4) che si era impegnata a trovare una sintesi, lavorando per mesi a preparare un documento da inviare alla Regione, com’è potuto venire in mente all’assessore regionale di mettere questo lavoro sullo stesso piano del progetto inviato alla chetichella dalla senatrice Virginia Tiraboschi?
Delle due l’una. O la conferenza dei sindaci dell’Asl To4 non ha più i poteri che la legge gli affida o in Regione, di questi poteri, se ne sono letteralmentefottuti. Aisindaci il compito di riportare la politica nei giusti binari e nelle giuste sedi, evitando, per quanto possibile lo Squid Game e il gioco al massacro.Liborio La Mattina
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