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19 Giugno 2022 - 20:40
Sabato sera, per la prima volta dall’inizio di maggio, a Palazzo, l’acqua è ritornata a scorrere nelle tubazioni e sgorgare dai rubinetti delle case anche nelle ore notturne, dalle 23 all’alba. Ed è stato così anche domenica notte. “Le vasche di accumulo sulla Serra si sono riempite. Ma soprattutto i cittadini hanno capito che la risorsa non va sprecata. Specie in momento come questo dove tanti comuni sono in difficoltà” racconta soddisfatto il sindaco Silvano Signora.
Palazzo è stato il primo comune ad allarmarsi sul tema siccità. E dall’inizio di maggio il primo cittadino aveva deciso di chiudere l’acqua dalle 23 alle 6. In quelle ore l’acqua non arrivava più. Oppure sgorgava ma in maniera molto razionata, soprattutto dai rubinetti di quelle attività, come le uniche due panetterie, che si trovano nella parte più bassa del paese. I forni sono situati lungo la strada statale per Viverone, nella parte più a sud del paese. “L’acqua arriva nonostante la chiusura notturna. Magari impiegavamo cinque minuti in più a riempire d’acqua i secchielli, ma è stata una situazione sopportabile e gestibile” raccontava nei giorni scorsi, Mauro Oberto, titolare di Sapori del Canavese.
“Essendo situati nella parte bassa del paese, un po’ di pressione arrivava ugualmente nonostante la chiusura” confidava da dietro il bancone Stefania Menaldo, moglie di Gualtiero Bartoletti titolare di Pancaffè, la panetteria aperta quattro anni fa.
Diverso era per chi vive in paese costretto per un mese e mezzo a farsi una scorta per la notte: secchielli o brocche piene d’acqua lasciate a portata di mano. Come Alfonsina Busca: “Io abito nel centro del paese, ma nelle ore notturne dal rubinetto di casa mia una pressione, anche minima, c’era”.
Il razionamento della risorsa è stata una scelta presa dall’amministrazione comunale in previsione di un possibile periodo lungo di siccità. Come quello che stiamo vivendo ora. E quell’ordinanza di razionamento, il sindaco il sindaco, Silvano Signora l’aveva giustificata così: “Avevamo affidato l’incarico ad un geologo di monitorare la vicenda. Perché la nostra acqua viene captata dalle sorgenti che si trovano sulla Serra morenica, a circa 500 metri di altitudine”.
Ora però l’emergenza sembra terminata e i cittadini possono tirare finalmente un sospiro di sollievo anche se la risorsa non va sprecata.
A Palazzo l’acqua la si può chiudere quando si vuole perché l’acquedotto è gestito direttamente dall’amministrazione comunale e non da Smat. E’ così dal 1956 ovvero da quando è stato realizzato. Poi, dieci anni, l’impianto è stato riqualificato. Ma per questa scelta c’è un ricordo pendente al Tar tra Comune di Palazzo e l’Autorità d’Ambito 3.
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