Cos’è la poverta? Dice beneJack Dawson, alias Leonardo Di Caprio, nel film Titanic: “Quando non hai niente, non hai niente da perdere. ...”.
Resta, se proprio vogliamo dircela tutta, solo la dignità. E questa nessuna te la può togliere, neanche il sistema fatto di mille cavilli burocratici, impiegati che stan seduti davanti ad un pc a compilar tabelle tutto il giorno e politici che Dio ce ne scambi.
Insomma deve essere così che un po’ si sente Maddalena Perri, 58 anni. Abita in un alloggio che necessita di manutenzione straordinaria al civico 9 di vicolo dell’Ospedale,di proprietà del Comune ma gestito dall’Atc. Quando piove l’acqua entra in casa. L’umidità sta mangiando tutte le pareti (perlopiù di cartongesso) e pure le sue ossa ma nessuno sta muovendo un dito che sia uno. Glielo ha detto in faccia anche l’altro giorno. Convocata in Municipio ha chiesto che si facciano dei lavori urgentemente ma non ha ricevuto rassicurazioni, solo dei generici “forse”. “Forse nel 2023”. Campa cavallo.
Inutile contare i danni ai propri beni dopo ogni pioggia. Inutile quantificare la fatica di ripulire quel che c’è da pulire. Tutto inutile e tutti sordi. Una lotta impari. Da un lato l’ordine categorico di pagare gli affitti, dall’altra il menefreghismo che mai potrebbe permettersi il locatario di una qualsiasi abitazione. Di sottofondo la prepotenza di chi sa di avere a che fare con la povera gente che sta lì perchè non ha alternative.
Morale? A Maddalena non restava che una decisione: smettere di pagaregli affitti. Oggi sempre più convinta d’avere fatto bene...
La situazione è letteralmente precipitata qualche mese fa con una letteraccia di quelle che non ti fanno dormire la notte. Nell’oggetto l’avvio del procedimento di decadenza dell’assegnazione dell’alloggio di edilizia sociale per morosità. A firmarla il dirigente comunale Giovanni Repetto, responsabile (ironia del ruolo) proprio delle “politiche sociali”. Lo ha fatto probabilmente anche sulla scia di quell’andiamo a caccia di chi non paga scatenato dalla vicesindaca Elisabetta Piccoli fin dal primo giorno in cui ha varcato l’ingresso del palazzo municipale.“In poche parole mi vogliono cacciare”. “Vogliono mandarmi a dormire sotto un ponte…” s’era lamentata con noi.
Siamo in pieno centro storico, a due passi da via Arduino. Maddalena fino al 2001 ha vissuto a Salerano. Costretta a cambiar residenza a causa dell’alluvione che nel 2000 in poche ore distrusse la casa in cui abitava. “A trovare questa sistemazione mi aiutò l’allora sindaco Elio Ottino – ci raccontò– fu una grandissima persona. Non fosse stato per lui non ci sarei mai riuscita….”
Di professione OSS (Operatore socio sanitario) all’Ospedale di Ivrea, in questi 20 anni, con uno striminzito stipendio, ha cresciuto un figlio tutto da sola e non ha mai dimenticato di pagare bollette e affitto.
Mai una volta. Anche quando la caldaia si ruppe e rimase al freddo per un intero inverno. Anche se i serramenti non si chiudono perfettamente.
Dal 2016 in avanti però i problemi si sono moltiplicati come le cavallette. Acqua dappertutto. Lungo le pareti di cartongesso e dei pavimenti. Giù dal terrazzo non coibentato. E quindi muffa. Muffa e aria irrespirabile. Con l’umidità arrivano pure gli scarafaggi.
Maddalena si è attaccata al telefono più e più volte. Il Comune le diceva di rivolgersi all’Atc e l’Atcla dirottava agli uffici comunali. Come sempre la mano destra non sapeva e non ricordava quello che doveva fare la mano sinistra. Un classico della “burocrazia” all’italiana.
La decisione di sospendere i pagamenti risale al 2019 e nel 2020 non sapendo più a chi rivolgersi (e con Dio ci aveva provato più volte)scrive e denuncia tutto alla Procura della Repubblica e pure all’Asl to4 lamentando condizioni igienico sanitarie precarie, non in ultima danni alla salute.
“Non ce la facevo più -stigmatizzò - Stavo malissimo. Le avevo provate tutte. Mi ero già rivolta al precedente sindaco Carlo Della Pepa ma era a fine mandato…. Mi ricordo solo che disse: Mio Dio, lei ha ragione!”
Ed è giusto che il Comune possegga degli alloggi di edilizia sociale. Sbagliatissimo non manutenerli come si conviene solo perchè intanto lì ci abitano i poveracci, quelli che pagano appena 157 euro al mese. Perchè 157 euro per alcuni sono una serata passata al ristorante, per altri rappresentano la “sopravvivenza”.
“Gli affitti non pagati ammontanto a 4.902 euro – si disperava Maddalena – Io questi soldi non glieli dò. Mi sento vittima di una ingiustizia. In questi anni mi sono sentita presa in giro. Piuttosto li spendo in avvocati….”.
Perchè è soprattutto una questione di dignità.
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