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RIVAROLO. Frazioni abbandonate all'erba alta, Vittone non ci sta

RIVAROLO. Frazioni abbandonate all'erba alta, Vittone non ci sta

Marina Vittone e Sandra Ponchia

RIVAROLO. Ai bordi delle strade di campagna cresce l’erba alta. La gente passeggia o fa una biciclettata in mezzo a fusti spontanei di erbaccia che non solo solo brutti da vedere, ma occludono anche la visibilità. Se ne è accorta Marina Vittone, consigliere di minoranza di Rivarolo Sostenibile. “Mi piacerebbe che l’amministrazione agisse repentinamente sul problema dello sfalcio del verde pubblico - dice la consigliera - perché proprio in questi giorni, con l’arrivo della bella stagione, tante persone si trovano a passare in bicicletta soprattutto per le strade delle frazioni, e tutti notano che gli sfalci erbosi tardano ad arrivare”. Già, soprattutto nelle frazioni il problema si fa sentire. “I giardini sono stati curati, ma restano le scarpate laterali su cui agire. In questo momento sono indecorose da vedere così disordinate” afferma Vittone. Ma la questione non si ferma qui. Per la rappresentante consiliare di Rivarolo Sostenibile “il Comune dovrebbe anche sollecitare i privati a manutenere gli alberi che sporgono sulle strade comunali. I Vigili hanno mandato degli avvisi, certo, ma non siamo ancora di fronte a un risultato effettivo”. Per Vittone, in generale, “l’amministrazione dovrebbe investire di più e programmare in maniera più assidua gli interventi di questo tipo, anche perché si tratta di dettagli che saltano abbastanza all’occhio”. Secondo la consigliera, c’è qualcosa che non sta funzionando nel meccanismo di programmazione degli interventi e di gestione delle risorse economiche che servono a finanziarli. Il suo gruppo consiliare ne parlerà nel corso del prossimo consiglio comunale, “anche se è una tematica su cui ci concentriamo da diverso tempo” ribadisce. Sempre in tema di decoro urbano e di cura del paesaggio, poi, Vittone ritiene che si debba fare di più e meglio sotto il profilo della sensibilizzazione su temi quali lo spreco dell’acqua o l’abbandono di rifiuti in parchi e giardini. “A questo proposito - dice - ho apprezzato molto la raccolta dei rifiuti organizzata da Plastic Free e patrocinata dal Comune, a cui hanno partecipato soprattutto i ragazzi dell’Aldo Moro. Iniziative di questo tipo dovrebbero diventare più frequenti, perché servono a sensibilizzare”. Assieme alla sensibilizzazione, ovviamente, servono anche “azioni di vigilanza e di repressione dei fenomeni come l’abbandono dei rifiuti, per punire i responsabili delle microdiscariche” spiega. Quando si tratta di rifiuti, però, centrale dovrebbe essere secondo lei la partecipazione del CCA, così come di Teknoservice. “Spero - conclude la consigliera - che nel famoso capitolato d’appalto per il servizio di raccolta e smaltimento rifiuti siano incluse anche delle iniziative di educazione ambientale. Una volta attività di questo tipo venivano svolte, mentre da otto anni a questa parte non se ne vedono più”.
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