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IVREA. Troveremo i soldi per i contributi “Covid”

IVREA. Troveremo i soldi per i contributi “Covid”

Municipio ivrea

La vicesindaca Elisbetta Piccoli lo ha promesso. Giurin giuretto troverà i soldi necessari per un secondo bando e distribuirà  contributi a tutti quei commercianti che non hanno mai saputo del primo, molti dei quali firmatari di una petizione depositata in Municipio nelle scorse settimane. Lo ha fatto l’altra sera in consiglio comunale rispondendo ad una mozione presentata dal grillino Massimo Fresc e da Francesco Comotto di Viviamo Ivrea.  “L’intenzione c’è compatibilmente con i fondi che riusciremo a reperire” ha specificato Piccoli. A ruota il sindaco Stefano Sertoli pur sottolineando che una petizione perfetta avrebbe dovuto indicare oltre ai nomi pure le carte d’identità dei firmatari.  “Abbiamo preso comunque le firme come buone - ha rimarcato - Non sto insinuando nulla. Lo dico per chi un domani dovesse mettersi a raccogliere delle firme ..”. Fresc ha ricordato l’antefatto puntando il dito su quel  vergognosa bando (pubblicato l’8 dicembre e rimasto affisso sino al 21 dicembre) che ha poi visto assegnare la bellezza di 200 mila euro, suddivisi in pezzi da mille, 2 mila e 3 mila euro, a sole 97 attività commerciali, cioè a un quinto circa dei commercianti presenti in Città, senza contare i liberi professionisti. Troppi, considerando la scarsa pubblicità data all’iniziativa  e la distrazione di chi in quel periodo dell’anno era impegnato a recuperare i mancati incassi dei mesi precedenti, con un’estate che, dal punto di vista dei ricavi, non era stata affatto generosa. Sarà, ma la puzza si sentiva lontano un miglio, peraltro acuita dal disastro dell’altro bando rivolto alle associazioni, per 100 mila euro: pubblicato il 10 con scadenza 21 dicembre e poi prorogato con alcune modifiche (la cancellazione del requisito dell’iscrizione al terzo settore) sino al 26 dicembre. Non esiste un altro Comune in Italia che lo abbia fatto.  Nel bando relativo alle attività economiche si faceva riferimento alla riduzione del fatturato 2020 superiore al 25% rispetto alla media del fatturato 2018/2019 (max 70 punti), alle spese sostenute per la sanificazioni dei locali (max 20 punti), alle variazioni del canone di locazione 2020 invariato o incrementato rispetto al 2019 (max 10 punti).  Se gestito bene avrebbe dato all’Amministrazione comunale guidata da Stefano Sertoli una popolarità pazzesca… E invece? Invece nulla, solo polemiche.  E non c’è un assessore (a parte Elisabetta Piccoli) che ne sapesse qualcosa più di zero. E non c’è un consigliere comunale (a parte Antonio Cuomo) che avesse anche solo un pochetto percepito la portata “storica” dell’evento. Peraltro, strano ma vero, chiunque, al posto del  sindaco, alla prima occasione utile, cioè il consiglio comunale di fine novembre, si sarebbe lasciato andare a mezz’ora di monologo. Sertoli niente, neanche una parola. Nè monologhi, nè comunicati stampa. Esisterebbe a quante pare  solo un’intervista di Piccoli a La Sentinella e poi la newsletter del Comune. Troppo poco, da qualunque parte la si guardi… La verità è che per molti, quei contributi, fossero anche stati solo di qualche centinaio di euro, avrebbero davvero fatto tirare un sospiro di sollievo. “Durante la riunione della Consulta commercio tenutesi nel mese di gennaio – ha incalzato Fresc – risultò evidente e condiviso che molti imprenditori non avessero potuto partecipare perché non informati dell’opportunità. A quel punto l’Assessora Elisabetta Piccoli si rese disponibile a reperire risorse da destinare ad un nuovo bando nel 2022 a sostegno degli imprenditori esclusi…In realtà quei bandi non erano stati presentati nè nella commissione commercio e nella consulta. Se queste informazioni ci fossero state si sarebbe potuto rimediare....”.  La sintesi è tutta di Francesco Comotto:“Un’ingiustizia..”.  E come Comotto anche il capogruppo del Pd Maurizio Perinetti (“Un bando raffazzonato”) e il consigliere di maggioranza Donato Malpede (“Sono favorevole ad un nuovo bando. E’ giusto che i contributi siano equamente distribuiti specie a coloro che hanno appena aperto un’attività”). La mozione è passata all’unanimità. l.l.m.
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