ALTO CANAVESE. Scadono tra qualche giorno i termini per presentare domanda di accesso ai fondi messi a disposizione dalla Regione agli operatori turistici che operano negli ottanta Comuni piemontesi che ospitano impianti di risalite, percorsi di passaggio o piste per lo sci di fondo.
Il ristoro ammonta a 5 milioni 646mila 026 euro, ed è stato dato una tantum, dicono dalla Regione, "per favorire la ripresa e la riqualificazione delle attività ricettive in un momento di crescita dei flussi turistici".
L’assegnazione dei fondi, di provenienza statale, ha preso il via il 31 maggio e resterà attiva fino al 10 giugno tramite lo sportello predisposto dalla Regione sulla piattaforma di Finpiemonte al seguente indirizzo
https://www.finpiemonte.it/bandi/dettaglio-bando/ristori-strutture-alberghiere-cat-a.
I Comuni interessati dal provvedimento sono disseminati su quasi tutte le province della Regione: in provincia di Torino sono venti. I beneficiari potranno ricevere fino a 8.450 euro nel caso delle strutture ricettive nei comuni dei comprensori sciistici e fino a 15.400 euro per quanto riguarda gli alberghi, con gli importi di questi ultimi modulati a seconda dalla della grandezza e del numero dei posti letto.
È anche previsto un ristoro una tantum anche per i ristoratori che hanno la sede in uno dei comuni già interessati dal provvedimento, per i quali sarà riservata una seconda chiamata nelle prossime settimane.
Secondo il presidente della Regione Alberto Cirio e l’assessore al Turismo Vittoria Poggio"si tratta di un segnale di attenzione verso gli operatori della montagna che con il loro lavoro contribuiscono a creare ricchezza e posti di lavoro in un settore trainante per l’economia piemontese che in questi mesi mostra segnali di ripresa importanti a dimostrazione del fatto che nella nostra regione possiamo contare su un tessuto turistico apprezzato e di qualità".
Tutto perfetto, non c'è che dire: l'assegnazione dei fondi alle imprese che operano nel settore del turismo è un'operazione di sostegno in perfetta continuità con quanto viene fatto dall'inizio della pandemia da Covid-19 per mettere una pezza sugli squarci che le misure di contenimento del virus hanno inflitto al commercio e al turismo.
Resta però un problema: perché i fondi arriveranno alle strutture di alcuni Comuni mentre altre rimarranno a bocca asciutta?
Se lo chiede il PD Alto Canavese, attraverso le parole della sua segretaria Simona Appino. "Abbiamo letto che la Giunta Regionale del Piemonte, tramite un'iniziativa dell' assessore alla Cultura, Turismo e Commercio Vittoria Poggio, prevede di far arrivare in Canavese, e in particolare su una decina di comuni montani, una cospicua tranche di ristori per le strutture ricettive - comincia Appino -. I fondi destinati sono senza dubbio un sollievo per le strutture, che dopo il difficile periodo pandemico faticano a rimettersi in piedi. Tuttavia, non riusciamo a capire questa differenza sostanziale verso gli altri comuni del territorio".
Eppure la pandemia non si è mica adagiata sui confini politici dei Comuni, colpendone alcuni e lasciandone in pace altri. "Se vogliamo davvero essere considerati un territorio turistico, crediamo ci sia bisogno di una seria programmazione del 'sistema turistico del Canavese'" prosegue infatti Appino.
Più che allungare la coperta qua e là lasciando sempre qualcosa di scoperto, dunque, per Appino andrebbero pensati interventi di sostegno al sistema complessivo del turismo canavesano. Come? Potenziando, in primis, la rete pubblica di supporto al turismo.
"Serve - ad esempio - un numero maggiore di trasporti da/per le località più importanti. Un esempio su tutti: il Sacro Monte di Belmonte. E’ il simbolo del nostro territorio ed è praticamente irraggiungibile se non si dispone di un mezzo proprio. Tranne che si voglia arrivare a piedi, ma questa deve essere una scelta e non un obbligo".
A pagare lo scotto della povertà dei trasporti sono anche altri luoghi come, nelle parole della segretaria PD, il castello di Agliè, che "continua a pagare la distanza da Torino e degli altri edifici del circuito a cui non ha nulla da invidiare", o il Parco Nazionale del Gran Paradiso.
Quest'ultimo "negli ultimi anni ha accolto, contando i turisti dai due versanti piemontese e valdostano, qualcosa come 2 milioni di visitatori. Per quanto aspetteremo la realizzazione della tratta ferroviaria Rivarolo Pont per accompagnare i passeggeri, magari con bici al seguito, fino all' imbocco del Parco?" si chiede Appino.
Insomma, tutto ciò andrebbe venduto meglio. Per farlo, i militanti del PD propongono di "sostenere e valorizzare gli uffici turistici locali o crearne addirittura dei nuovi per accogliere e informare i turisti delle location e degli itinerari da visitare, degli innumerevoli 'tesori' della nostrana gastronomia e delle date programmate dei tanti eventi estivi".
Un'ultima questione: ripensare un territorio e renderlo attraente significa anche assicurare che se qualcuno, su quel territorio, si facesse male, avrebbe la possibilità di essere preso in cura da una struttura ospedaliera funzionante.
Cosa che, ad oggi, non si può completamente affermare. "Tra poco - conclude Appino - le nostre valli si riempiranno di persone che come ogni estate tornano ad aprire le case dei propri nonni facendo alzare il livello demografico soprattutto delle Valli Orco e Soana. Eppure, ancora oggi, in caso di bisogno nessuno potrà accedere alle cure dell'ospedale di fondo valle perché il Pronto soccorso di Cuorgné continua a rimanere drammaticamente chiuso".
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