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IVREA. Ufficio tecnico in rivolta e la giunta alza le spalle

IVREA. Ufficio tecnico in rivolta e la giunta alza le spalle

Cimitero di Ivrea

Tutti, chi più chi meno, l’altra sera, in consiglio comunale, sapevano di una lettera inviata dall’Ufficio tecnico alla giunta per dire che loro non ce la potranno mai fare a star dietro a tutti i bandi vinti dall’Amministrazione comunale. Un appello ad assumere altro personale, non foss’altro che nell’area progettazione sono rimasti appena in due. Chiamatela un po’ come volete: formale richiesta di aiuto, appello al buon senso, ragione che vince sull’emotività. Parliamo di opere per 20 milioni di euro spalmate su tre anni non certo di “micio micio miao miao” . E detta così si capisce tutto, a cominciare dal perchè le Opposizioni, l’altra sera, in consiglio comunale, non hanno perso un’occasione che sia una per sottolineare i problemi della pianta organica rivolgendosi sia all’Assessore Michele Cafarelli sia all’assessore, con delega al personale, Giuliano Balzola. Entrambi sordi come una campana si sono fatti portare a spasso, come San Savino alla patronale. “Tutti questi progetti li porterà avanti la prossima Amministrazione, se avrà le forze - ha tuonato il capogruppo del Pd Maurizio Perinetti - Ci riuscirà solo se si assumerà oggi altro personale all’ufficio tecnico...” Dello stesso avviso Francesco Comotto di Viviamo Ivrea. “La situazione è drammatica. -  ha stigmatizzato - Non abbiamo più un ufficio legale e continua il lento depauperamento dell’Ufficio tecnico. Sono andati via tutti gli apicali...”. A cantargliene quattro anche il grillino Massimo Fresc. “Avete progetti per 20 milioni e non ho sentito un’esitazione... neanche un ma - li ha redarguiti -  Chiaro a tutti che con l’organizzazione del personale che abbiamo oggi non sarà possibile realizzare tutti questi progetti. Dovrete fare una scelta. Ma la scelta che è mancata è un piano di assunzioni. Nell’area progettazione sono attualmente in servizio due 2 dipendenti ed  è prevista solo un’assunzione. Letizia Corino è in maternità e restano in due: Fabio Flore e Maurizio Chiei.  Toccherà poi a voi raccontare come mai non si è riusciti a completare un’opera”. Impassibile e inflessibile come una colonna di calcestruzzo l’assessore Michele Cafarelli non solo ha negato che far fare gli appalti alla Centrale Unica di Committenza di Biella sia un vero e proprio depauperamento (e prima le gare si facevano a Ivrea anche per tutti i comuni dell’eporediese) si è pure indispettito con le polemiche sul degrado in cui versa il cimitero, peraltro fotografato di recente anche da noi. “Prima c’era anarchia - ha più o meno ribattuto - Adesso è tutto in ordine...”. E delle due l’una o l’ultima volta che s’è fatto un giro tra i Sepolcri aveva grandi fette di salame davanti agli occhi o non ha chiari i termini di un appalto con il quale si sono raddoppiati i costi. Da circa 110 mila euro all’anno con Barbara B a più di 200 con la “Berlor General Contractor” di Lecce. Per l’esattezza 620.197 euro per il triennio 2021-2024. Insomma, una vergogna da qualunque parte la si guardi. Capitolo a parte per le manutenzioni straordinarie, sempre del cimitero. “Nel 2021 – ha stimagtizzato Perinetti – non è stato impegnato nulla nonostante si fossero stanziati 140.134,18 euro, e nulla è previsto per il 2022. Un intervento straordinario di sistemazione almeno sulla tomba di Adriano Olivetti sarebbe quanto mai opportuno….”. Liborio La Mattina
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