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04 Maggio 2022 - 17:43
In foto, il centro commerciale Bennet di Pavone
PAVONE CANAVESE. Crisi economica e del lavoro, aumento dei prezzi con il pane e le farine addirittura in picchiata. Benzina alle stelle e come se non bastasse anche bollette sempre più salate. Infine, le tasse...
A Pavone Canavese è aumentata l’Irpef, nel 2021. Ora aumenta anche la tassa rifiuti. Si stima che nel 2022 ogni nucleo familiare pagherà mediamente 30 euro in più. Tutta “colpa”, se si può dire, del Bennet. Da questo anno la grande multinazionale ha deciso di uscire, per il suo stabilimento pavonese, dal servizio di raccolta rifiuti gestito da Scs per utilizzarne uno tutto suo, privato. Il che vuol dire 80mila euro in meno circa che non entreranno nelle casse comunali. A tanto ammontava il contributo versato ogni anno a compensazione dell’impatto ambientale generato dall’apertura del centro commerciale e della galleria di negozi. Il costo della raccolta, però, resta lo stesso, e sarà spalmato tra gli abitanti.
Noccioline, direbbe qualcuno. E lo hanno pensato davvero, in questo caso, quelli dell’Amministrazione Comunale. Nessun commento plateale. Ma è chiaro quando alzi le tariffe senza mettere la mano al portafoglio con un minimo di contribuzione pubblica. La Giunta Bevolo ha approvato il nuovo piano tariffario senza battere ciglio, giovedì scorso. Chi non ha condivido, in consiglio comunale, è la minoranza. I due gruppi hanno votato contro.
A fare le spese di questi aumenti saranno i cittadini ma anche, e soprattutto, gli esercizi commerciali, che stanno uscendo sofferenti dalla pandemia e che da due anni si leccano ferite non ancora destinate a rimarginarsi. Per loro il comune ha previsto una agevolazione. Una piccola agevolazione, in realtà: 16mila per euro di fondi Covid ricevuti dallo Stato (tutti i comuni hanno percepito aiuti nel 2021 per coprire le maggiori spese e le minori entrate) che andranno ad abbattere l’aumento del 15 per cento. Abbattere appunto, non azzerrare. “Il che vuol dire che se prima i negozi pagavano 100, adesso pagheranno 130. Se il Comune toglie 15, pagheranno comunque 15 in più” mette bene in evidenza Andrea Occleppo. Se contiamo che la raccolta rifiuti costa ai commercianti decisamente più di 100 euro l’anno (si può andare dai 300 ai 1000 euro e passa a seconda dei codici Ateco), possiamo aspettarci aumenti altisonanti.
“Quello che ci sconvolge - commenta Occleppo - è che il Comune ha chiuso il bilancio 2021 con un avanzo di oltre 300mila euro in più rispetto all’anno precedente. Perché non utilizzare questa somma per aiutare la popolazione e i commercianti? Ci sono ancora soldi da spendere correlati all’emergenza. Gli antibiotici vanno dati finché il paziente è ancora vivo. Il Comune di Pavone sembra comportarsi come quell’anziano che fa fare la fame alla famiglia e poi alla morte di scoprono i soldi sotto il letto”.
L’unico piccolo spiraglio è per le famiglie svantaggiate in possesso di Isee: per loro l’Amministrazione ha previsto un esborso di 8mila euro.
E il comportamento di Pavone stride rispetto a tanti Comuni vicini. Strambino ha annullato l’ultima rata Tari. Ivrea l’ha abbattuta, in alcuni casi, quasi totalmente, comunque l’ha ridotta drasticamente.
“La Giunta Bevolo ha aumentato tutto: Irpef, Tari, mensa scolastica, trasporto. Scelte - dice Occleppo - che assolutamente non condividiamo”.
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