RIVAROLO. Durante l'ultima seduta del consiglio comunale i consiglieri di minoranza del gruppo Riparolium hanno presentato una mozione per contestare le procedure con cui la Giunta rivarolese ha dichiarato il proprio disaccordo col Ddl "Allontanamento zero" in discussione in Regione.
La Giunta aveva infatti fatto richiesta alla Regione di ritirare o di sospendere il Ddl, ritenuto insufficiente ad affrontare le questioni legate all'allontanamento dei figli da famiglie con problemi che non le rendono più adatte ad esercitare il ruolo di tutori educativi.
Rostagno e i suoi hanno così steso una delibera per formalizzare la propria opposizione. Il resto l'ha spiegato l'assessore alle politiche sociali Michele Nastro durante il consiglio: "Il nostro obiettivo era di approvare in Giunta la delibera, perché quando l'abbiamo fatto sembrava che il Ddl sarebbe stato approvato in pochissimo tempo. Le cose sono poi andate diversamente. C'è stato un rimpasto nella Giunta regionale, la delega alle politiche sociali è passata da Caucino a Marrone e i lavori sono andati a rilento".
Nastro è poi entrato nel merito della questione, tirando dal mucchio di articoli del Ddl un esempio di misura insufficiente: "La legge - dice - darebbe dei contributi economici alle famiglie con l'obiettivo di eliminare maltrattamenti, abusi, violenze da parte della famiglia sui minori, e dunque per evitare l’allontanamento del bambino che ne conseguirebbe".
Durante la presentazione della mozione, Bertot ha detto che "avete votato una delibera di Giunta lontana dalle esigenze dei cittadini di Rivarolo". Il consigliere era infuriato: "Avete alzato la bandiera del partito di Bibbiano, spero che almeno il Pd premi Rivarolo facendo arrivare i soldi del Pnrr".
Bertot si riferiva al fatto che la campagna contro l'Allontanamento zero era stata portata avanti soprattutto dal Pd, che lui chiama con un'espressione "vintage" "il partito di Bibbiano". Espressione che in quel caso aveva tutta una sua funzione provocatoria.
"Non siete capaci ad amministrare Rivarolo e volete dare lezioni su come si governa alla Giunta regionale?" ha aggiunto il consigliere.
Complessivamente, tutto l'intervento era fin troppo provocatorio, e infatti Nastro gli ha risposto senza sconti: "Secondo Bertot non ci si deve permettere di criticare la Giunta regionale" ha detto, e alle accuse di scambio di favori col Pd ha risposto che "l'assessore ai lavori pubblici Lara Schialvino ha fatto un grande lavoro per ottenere i fondi del Pnrr, mentre Bertot ha ridotto l'attività di questa Giunta a un mercimonio tra fondi e delibera sull'allontanamento zero".
Aveva già chiarito il punto Fernando Ricciardi, il presidente del consiglio comunale, ricordando che "quattro undicesimi del consiglio sono iscritti al Pd, e nessuno di questi è in Giunta". "A maggior ragione!" aveva esclamato Bertot.
Metà dei virgolettati della maggioranza qui riportati, a dire il vero, Bertot li ha ascoltati dalla stanza adiacente a quella del consiglio. Lui e Aldo Raimondo hanno infatti presentato la mozione e poi se ne sono andati senza neanche ascoltare quella presentata da Lorenzo Vacca della maggioranza, confezionata apposta per rispondere a Riparolium. "E' un argomento di pertinenza del consiglio regionale" hanno motivato i due consiglieri di opposizione.
"Mi dispiace che Bertot abbia presentato la mozione e poi se ne sia andato - ha risposto Vacca -. Evidentemente al gruppo consiliare non interessano i temi sociali. Ma nel nostro territorio possono esserci bambini o famiglie interessati dal problema. Nel Ddl c'è una sfiducia costante nel welfare, e si cerca di evitare a tutti i costi l'allontanamento".
Effettivamente, fino a prova contraria Rivarolo è in Piemonte e i bambini rivarolesi sono anche piemontesi. Dagli scranni dell'opposizione qualcuno se ne è reso conto, pur con qualche riserva "operativa": "Concordo con le critiche di Bertot sulle modalità con cui si è affrontata la questione - ha inforcato Marina Vittone - perché doveva essere discussa in consiglio comunale".
Ciononostante, "il Ddl contiene delle criticità che aumentano la sofferenza del minore e diminuiscono la caoacità dei servizi sociali di intervenire tempestivamente, come ad esempio il Pef". Vittone e Ponchia hanno infatti votato in accordo con la maggioranza.
Chi invece si è allineato a Riparolium è stato Roberto Bonome. Il consigliere leghista non ha infatti preso parte alla votazione. "Sono favorevole all'allontanamento fatto però quando è necessario, e quindi non sono né pro né contro il Ddl. Ritengo ad ogni modo che la discussione sia di competenza della Regione" ha detto.
Alcune voci risalenti a qualche mese fa parlavano di presunti disaccordi tra Bonome la Lega rivarolese, tensioni di cui si sa poco, men che meno se siano veritiere o se siano solo voci di corridoio. Il fatto, però, che il consigliere non abbia difeso a spada tratta un Ddl pensato da una Giunta regionale in cui la Lega è parte attiva potrebbe far presupporre che quelle voci siano vere.
Ad ogni modo la querelle è finita con Bertot e Raimondo che sono rientrati in aula subito dopo le votazioni e che hanno fatto girare un foglietto con cui si chiedeva alla Giunta regionale di interloquire sul nuovo ospedale di Ivrea, da piazzare, secondo Riaprolium, nell'area Ribes.
Il foglio Bertot l'ha pensato per sottoporlo a tutti gli altri consiglieri. Chi avesse voluto avrebbe potuto firmarlo. Se ne è discusso alla fine del consiglio.
Poco prima di abbandonare l'aula, Bertot aveva detto che "dalla Giunta regionale se ne impipano del parere della Giunta [e del consiglio] di Rivarolo sul Ddl". Evidentemente crede di più al potere del consiglio rivarolese di offrire alla Giunta un parere sul posizionamento del nuovo ospedale.
Ma dunque, se Rivarolo ha ancora un qualche peso, allora perché Bertot non è rimasto in aula a difendere la sua mozione e a gridare a gran voce che il Comune doveva schierarsi con la Regione sul Ddl Allontanamento Zero?
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