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25 Aprile 2022 - 16:37
In foto, la stradina di campagna che collega Loranzè basso al comune di Fiorano
FIORANO CANEVASE. Attenzione a muovervi tra le strade di campagna della Pedanea! Succede da un paio di settimane: un’automobilista, alla guida di un’Audi, un modello di serie, si avvicina a voi, vi dice che lo avete urtato ma va troppo di fretta per aspettarvi per compilare il cid, così vi chiede un piccolo risarcimento, subito. “Devo rientrare a Milano, arrivo da lì - vi dice con il patema di chi deve rincasare alla svelta -, ero qui solo perché sono passato a trovare dei parenti... aggiustiamoci tra noi...”.
E l’odore di truffa c’è, lo sentite anche subito probabilmente. Ma poi vi fate qualche domanda, straniti dal contesto in cui vi trovate. Il fatto è talmente inedito, strano, che cominciate a domandarvi: “magari sì, forse l’ho urtato per davvero, vediamo un po’ se i danni ci sono o meno”.
E ci sono. Tirate fuori il portafoglio e gli mollate qualche centone. In fondo, almeno l’assicurazione non salirà quest’anno.
La questione è che di essere truffati, in quel modo e in una stradina di campagna, non ve lo aspettereste. In fondo, davanti ai vostri occhi si presenta un giovanotto perbene, con accento locale, nessuna cadenza insolita, nessun fare sospettoso, ben vestito e alla guida di un’auto che non è per tutti ma per chi ci tiene e vuole tenerla bene.
Sono tre o quattro, fino ad oggi, i casi di persone che si sono recate presso i carabinieri della stazione di Banchette d’Ivrea, riscontrando di essere stati presi, platealmente, per il naso.
“Stavo percorrendo la strada di campagna tra Loranzè basso e Fiorano, tra una commissione e l’altra e le mille incombenze quotidiane avevo tutt’altro per la testa” ci racconta una delle persone vittime della truffa, un quarantenne del luogo.
“Ho sentito un colpo - prosegue il ragazzo nel racconto - ma ho pensato non fosse successo nulla, ho proseguito sulla mia strada quando quell’Audi, che avevo da poco incrociato sulla carreggiata opposta, mi è corsa dietro. Si è fermato un ragazzo, mi ha mostrato lo specchietto, effettivamente era rotto e quelli sono specchietti che costano anche 400 euro. Mi ha chiesto di aggiustarci tra di noi, perché andava di fretta. Ho accettato e sono andato a prelevare al primo sportello bancario. Lì per lì ha aggiunto di aver notato un bollo sul fianco. Ho guardato: c’era, effettivamente, e sulla fiancata della mia auto compariva una lunga linea bianca”.
Così, questo malcapitato di turno, ha dato 200 euro al forestiero proprietario dell’Audi, come se nulla fosse.
“Tornato a casa, però - ci racconta -, mi sono accorto che la riga sulla mia fiancata era una finta: era stata solo tirata con una gomma e con una spugna andava via. Allora mi sono recato alla stazione dei carabinieri dove ho sporto denuncia e mi hanno riferito che ero già la terza persone caduta nel tranello. Il colpo udito era probabilmente dovuto ad alcune biglie che quel conducente dell’Audi ha lanciato contro la mia auto per simulare un urto. Ci sono cascato ma è bene che altri possibili vittime leggano il mio racconto e stiano attente”.
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