Nuovo ospedale di Ivrea dove lo metto? Si parla tanto, in questi giorni, di “decisione politica”. Il consiglio comunale di Ivrea dice che spetta all’assessorato regionale. L’assessorato regionale dice che se la devono vedere i consiglieri regionali e, a loro volta, i consiglieri regionali di Opposizione se ne vogliono lavare le mani per non inimicarsi i sindaci. Tutto giusto? Macchè! La verità è che la decisione spetterebbe di diritto alla conferenza dei sindaci che è l’organo politico dell’Asl To4. Peccato che, guidata dal sindaco di Ivrea Stefano Sertoli, ha fatto di tutto per non prenderla, accampando una serie di scuse, non in ultima sulla difficoltà di riunire tutti i comuni e sull’inutilità di coinvolgere nel dibattito il ciriacese e il chivassese. Da qui in avanti un errore dietro l’altro a cominciare dalla creazione di un comitato ristretto riunitosi a Bollengo, che per i rapporti instauratisi negli anni, già il fatto che ci si dovesse riunire lì, a casa di Luigi Sergio Ricca, alcuni l’han consideratauna provocazione. Chiamiamoli “campanilismi”.
Bene chiarire che il ragionamento di Sertoli è tutto sbagliato. Fosse come dice lui non esisterebbe un’unica Asl e non ci sarebbe un “atto aziendale” approvato proprio dalla Conferenza dei sindaci per dividere “strutture”, “patologie” e servizi distretto per distretto, area per area. E’ chiaro a tutti che spostare un ospedale da un comune all’altro significa senza ombra di dubbio modificare l’atto aziendale? Che costruirlo a Caluso significherebbe chiudere Ivrea e Chivasso? Che costruirlo a Pavone renderebbe inutile continuare a tenere aperto per esempio Cuorgnè e Castellamonte?
Tra le “regole politiche” non sufficientemente chiarite, eppure così chiare fino a prima che arrivasse a governare una nuova generazione di inesperti amministratori pubblici (ridateci Grijuela, Corgiat, Fluttero, Bertot e Pezzetto) ce n’era una limpida e cristallina. In conferenza i sindaci si pesano in base alla popolazione rappresentata. Un voto ogni 2.500 abitanti. Quindi Settimo Torinese vale 19, Chivasso vale 11, Ivrea, Caselle, San Mauro, Leini , Ciriè, Volpiano più o meno 10 a testa. E basterebbero queste poche mani per decidere a maggioranza dove come e quando costruire il nuovo ospedale di Ivrea. E sarebbel’esercizio del giusto ruolo di una conferenza “politica” di un’azienda che è un tutt’uno e non è divisa a compartimenti stagno. Un’azienda che per legge gode di autonomia organizzativa, gestionale, tecnica, amministrativa, patrimoniale e contabile. Ed è questa almeno la dodicesima volta che lo scriviamo. Già! Ma che lo diciamo a fare...
Commentiscrivi/Scopri i commenti
Condividi le tue opinioni su Giornale La Voce
Resta aggiornato, iscriviti alla nostra newsletter
...
Dentro la notiziaLa newsletter del giornale La Voce
LA VOCE DEL CANAVESE Reg. Tribunale di Torino n. 57 del 22/05/2007. Direttore responsabile: Liborio La Mattina. Proprietà LA VOCE SOCIETA’ COOPERATIVA. P.IVA 09594480015. Redazione: via Torino, 47 – 10034 – Chivasso (To). Tel. 0115367550 Cell. 3474431187
La società percepisce i contributi di cui al decreto legislativo 15 maggio 2017, n. 70 e della Legge Regione Piemonte n. 18 del 25/06/2008. Indicazione resa ai sensi della lettera f) del comma 2 dell’articolo 5 del medesimo decreto legislativo
Testi e foto qui pubblicati sono proprietà de LA VOCE DEL CANAVESE tutti i diritti sono riservati. L’utilizzo dei testi e delle foto on line è, senza autorizzazione scritta, vietato (legge 633/1941).
LA VOCE DEL CANAVESE ha aderito tramite la File (Federazione Italiana Liberi Editori) allo IAP – Istituto dell’Autodisciplina Pubblicitaria, accettando il Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale.