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Se queste non son “bombe” sul nuovo ospedale di Ivrea..

Se queste non son “bombe” sul nuovo ospedale di Ivrea..

Area Ribes

Un’ennesima mozione, in pochi mesi, sul nuovo ospedale di Ivrea.  Parliamo di un edificio di non meno di 46 mila metri quadrati e di un costo stimato di 140 milioni di euro che dovrebbero arrivare (il condizionale è d’obbligo) dall’Inail. E usiamo il condizionale non foss’altro che sui “risparmi” dell’Inail han messo gli occhi in tanti, in tutta Italia, quindi darli per scontati è come pensare di poter fare un terno al lotto. In ogni caso, a spingere il piede sull’acceleratore della discussione e della decisione saranno le Opposizioni al consiglio comunale in programma a Ivrea il prossimo 28 aprile. Lo faranno sull’onda del dibattito in corso che vede scontrarsi due ipotesi, area ex Montefibre da una parte e area Ribes dall’altra. Lo faranno anche per far piena luce su alcune prese di posizione (esternate durante una commissione sanità) della vicesindaca Elisabetta Piccoli, favorevole al riutilizzo in questa direzione di Palazzo Uffici. E qualcuno probabilmente le spiegherà che mai prima d’ora è successo che un assessore non allineato al proprio sindaco continuasse a mantenere le deleghe assegnate. Si dirà: Vabbè! Son novizi... E se sono novizi si concede loro un po’ tutto? “Chiederemo  - dicono Maurizio Perinetti del Pd, Francesco Comotto di Viviamo Ivrea e Massimo Fresc dei Cinquestelle - come già era successo nel gennaio del 2021 che si ribadisca la scelta di collocare il nuovo ospedale nell’Area ex-Montefibre, nella zona adiacente al Poliambulatorio, anche alla luce delle indicazione fornite dal comitato dei 16 sindaci nominato nell’ambito della Conferenza dell’ASL TO4...”. Poi come tutti sanno, in assemblea, era arrivata la proposta per l’area Ribes (promossa dai primi cittadini di Rivarolo, Pavone e molti altri) e si era deciso di rimettere la decisione finale nelle mani della Regione, a cui era anche pervenuta una terza proposta del Fondo Prelios, fortemente caldeggiata dalla senatrice azzurra Virginia Tiraboschi per il riutilizzo di Palazzo Uffici. “L’Area ex-Montefibre - commentano le Opposizioni - è di una dimensione coerente con le indicazioni di spazio necessarie ed è collocata a ridosso della stazione Ferroviaria e della stazione degli autobus (Movicentro), in un contesto urbano caratterizzato dall’esistenza di tutti i servizi utili e necessari alle persone che hanno la necessità di doversi recare presso un ospedale...”. “Un area coerente - aggiungono - anche sotto il profilo urbanistico, immediatamente disponibile, già dotata di tutte le opere di urbanizzazione necessarie e quindi immediatamente cantierabile.. Cosa ancora più importante, la costruzione di un ospedale qui non comporterebbe “nuovo consumo di suolo”. Tutto bene, non fosse che il consenso intorno all’Area Ribes, nelle ultime settimane si è rafforzato grazie ad una classifica (stilata da Ires, dalla direzione regionale alla sanità e dall’Asl/To4) in cui si trova al primo posto con un punteggio di 78 centesimi contro i 58 di Montefibre e i 20 di Palazzo Uffici.  Mancava la bomba ad orologeria pronta a scoppiare tra le mani degli eporediesi ed è arrivata pure quella, lanciata dall’assessore regionale Luigi Icardi con l’annuncio, in chiave Ponzio Pilato, di voler delegare la scelta al consiglio regionale che al massimo dovrebbe essere chiamato a ratificare una decisione presa dalla giunta regionale.  “Porterò in consiglio regionale lo studio comparato così com’è. Se vogliono che lo emendino...” taglia corto. Ed è proprio questo che non riesce ad essere digerito. Agli eporediesei non va giù che  l’esecutivo regionale se ne lavi le mani. Non va giù che si sia fatta carta straccia dello studio tecnico realizzato dal Politecnico di Torino nel non lontano 2009.  “Io non credo che la decisione sul sito debba essere presa dal consiglio regionale - stigmatizza Perinetti del Pd - Nel gennaio del 2022 il Consiglio  Regionale  ha deciso la programmazione degli interventi di edilizia sanitaria comprendenti sei interventi da realizzarsi in via prioritaria, tra i quali il nuovo ospedale di Ivrea ma poi è l’esecutivo che deve assumersi la responsabilità della scelta e delle modalità di progettazione, esecuzione e finanziabilità dell’opera».  Tra le considerazioni di fondo quella di un  polo di riferimento di molti servizi di un’area vasta che in alcuni casi travalicano anche i confini del comprensorio canavesano. “Nell’ambito dei servizi sanitari - tentano il tutto per tutto le Opposizioni - oggi l’Ospedale di Ivrea costituisce un punto di riferimento importante oltre che per Ivrea anche per i comuni del Canavese e della bassa Valle d’Aosta e nel panorama delle città di riferimento territoriale della Città Metropolitana, Ivrea è la più distante dal capoluogo torinese e quindi quella che più necessita di un presidio ospedaliero locale....”. Intanto su questo stesso fronte sta facendo molto rumore la campagna della web community Piazza eporedia dal titolo “Ci vogliono togliere l’ospedale” che invita a scrivere una mail alla Regione a sostegno di Montefibre.  Sull’altro fronte, quello pro Ribes c’è Canavese Riformista. Ha lanciato una raccolta firme e se ne sono già raccolte più di mille. l.l.m.
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