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FAVRIA. "Furono anni belli, ma non senza difficoltà"

FAVRIA. "Furono anni belli, ma non senza difficoltà"

Luca Cattaneo con l'attuale minoranza consiliare

FAVRIA. Che Luca Cattaneo sia il candidato sindaco di UniAmo Favria è cosa nota. Raccoglierà attorno a sé l’attuale minoranza consiliare più i nuovi candidati, che il gruppo sta snocciolando a cadenza settimanale su Facebook. “In questi cinque anni - dice il candidato sindaco - c’è stata una forte riduzione dell’orario degli uffici comunali. Una delle prime cose che vogliamo fare è proprio ampliare l’orario degli uffici, includendo anche il sabato mattina”. E’ solo una delle componenti del “programma dei cento giorni” che il gruppo proporrà agli elettori. C’è anche “il coordinamento e la gestione dei nostri cantonieri: sono tre, vanno gestiti e io mi avvocherò questo compito”. L’idea è quella di cominciare a passo lento, spendendo poco e producendo risultati concreti. Poi, dopo qualche mese, si comincerà ad alzare il tiro, “e inizieremo a pensare a interventi più strutturati con un impegno economico maggiore”. Quel che secondo Cattaneo è certo è che “ci aspetta un periodo difficile, e quindi vogliamo arrivare preparati. Il nostro obiettivo è evitare di alzare le tasse ai cittadini tentando al contempo di mantenere un elevato standard qualitativo dei servizi”. Un occhio di riguardo, anzi due, sarà dedicato alla valorizzazione delle associazioni: “Noi proveniamo da lì, ne conosciamo l’importanza. Ci investiremo molto”. Il programma completo uscirà presto, ma il succo, per ora, è questo. Come detto, gli altri candidati della lista escono di settimana in settimana. “Ad esempio - racconta Cattaneo - c’è Samantha Fornesi, laureata in architettura con specializzazione in urbanistica, che ha lavorato per un importante studio canavesano e che ora lavora in un’agenzia immobiliare”. Poi Cattaneo nomina un professore di scuola media: “Si chiama Daniele Vivaldi, e l’abbiamo voluto perché sono fortemente convinto che la scuola debba dialogare col territorio. Abbiamo la fortuna di avere un polo scolastico di eccellenza, su cui convergono i plessi di Busano, Oglianico e Front. Lavoreremo per calarlo sempre di più sul territorio”. Tanti candidati, tutti diversi in provenienza e, magari, anche in tradizione politica. La lista però è civica, e Cattaneo ci tiene a ribadirlo: “Siamo una lista civica, io e i miei candidati non abbiamo tessere di partito”. E a Cattaneo non interessa più di tanto: “Ho vissuto le mie passate esperienze amministrative con sindaci e consiglieri di estrazioni politiche diverse, così come di estrazioni diverse sono i nostri candidati. Io rispetto tutti, ognuno in cabina elettorale vota ciò che vuole ma, ma quando ci si siede in Giunta il partito di riferimento va abbandonato e si deve cominciare a lavorare per il paese”. E lui? Cosa vota di solito? “Io mi definisco - risponde - tra gli ultimi baluardi del berlusconismo, arrivo da quell’area lì e ho votato Forza Italia”. Cattaneo è schietto, non nasconde nulla, parla con franchezza di tutto ciò che gli si chiede. Lo fa anche parlando delle sue passate esperienze amministrative: “Sono stato undici anni in amministrazione, dal 2007 fino al 2017, per due mandati” dice. “Ho fatto tutti i passaggi, sono stato consigliere di maggioranza e anche assessore al bilancio. Ho avuto anche le deleghe a cultura, turismo e spettacolo”. L’assessore al bilancio l’ha fatto dal 2007 al 2012 con Giorgio Cortese. “Erano gli anni in cui ci siamo beccati il patto di stabilità, e abbiamo quindi dovuto affrontare una serie di vincoli restrittivi in fatto di spesa” racconta Cattaneo. “Quegli anni furono semplici - continua il candidato sindaco - nel senso che furono belli, ma affrontammo anche diverse difficoltà”. Ce n’è una in particolare, che ha segnato la storia favriese di quegli anni, e che Cattaneo non vuole nascondere, neanche sotto campagna elettorale: di nuovo, ci tiene a essere trasparente. “Si tratta delle vicende legate alla ex Casa del Sole” dice senza mezzi termini. “Fu un periodo difficile, non fu bello ricevere gli avvisi di garanzia, ma tutto per fortuna è terminato bene”.  E secondo Cattaneo è andato bene non solo per l’esito dell’iter giudiziario (i reati contestati all’amministrazione in quell’occasione, dal falso in atto pubblico al riciclaggio, dal peculato all’appropriazione indebita, sono di recente cadute in prescrizione). Ma anche perché “ci siamo impegnati per trovare un nuovo gestore alla casa di riposo dopo la gestione Mgl Gest. Oggi la struttura funziona ed è un fiore all’occhiello sul nostro territorio, e noi questo lo rivendichiamo”. Nel 2010, Giorgio Cortese assieme ai suoi assessori si incatenarono di fronte alla struttura, ancora gestita da Mgl Gest: “Lo abbiamo fatto proprio per questo, per ribadire che la casa di riposo non doveva chiudere. Il gesto dell’incatenamento ci ha permesso di essere ascoltati. Mgl Gest non pagava più le rate dell’affitto, la situazione era terribile. Ci chiamò la dottoressa Mortoni del distretto di Cuorgnè e ci disse chiaramente: gli anziani non possono stare al freddo, bisogna fare qualcosa. Sarebbe stato semplice, per noi, disinteressarci della casa di riposo e lasciare che chiudesse; invece, abbiamo trovato la forza, la determinazione e il coraggio di farla riaprire”. In merito a quegli episodi ci sono ancora nove persone che si presenteranno tra qualche settimana di fronte ai giudici. Tra queste c’è Pasquale Motta, figura apicale dell’intera vicenda. “Per me quegli anni furono poi particolarmente difficili - continua Cattaneo - perché avevo mia madre in fin di vita”. Anni complessi, dunque, che però Cattaneo legge come anni di lavoro amministrativo speso per tenere aperta quella struttura. Su quella casa di riposo e sulla gestione Mgl Gest si era poi aperto un altro capitolo quando, nel 2017, si insediò la Giunta Bellone. La nuova amministrazione cominciò a lavorare per contestare una transazione siglata dall’ex sindaco, Serafino Ferrino, con cui il Comune si impegnava a versare 1 milione 364mila 532,40 euro nelle casse della Mgl Gest in virtù di alcuni lavori che la cooperativa aveva svolto dentro la struttura. Secondo l’amministrazione Bellone quella transazione non era valida, perché Ferrino non passò dal consiglio comunale prima di siglarla e perché il debito in sé non era giustificato dall’entità e dallo scopo dei lavori fatti da Mgl Gest alla struttura. “Quella casa di riposo - replica Cattaneo - fu costruita nel 1973 con degli standard datati. Era una struttura vecchia che Mgl Gest ha trasformato facendo un investimento importante, che va riconosciuto, perché intanto la struttura ha acquisito un valore maggiore. Ad esempio, può ospitare molte più persone di prima”. Oltre alle esperienze amministrative, tante sono quelle che Cattaneo ha fatto nel mondo del volontariato: “Nel volontariato ci sono nato. Ho fatto parte della filarmonica, ho collaborato con la Pro Loco, e per dieci anni ho fatto uscire ‘Il Favriese’, un giornale che parlava del nostro territorio”. Facendo volontariato, secondo Cattaneo, “si ha l’occasione di stare in mezzo alla gente, di capirne i problemi”. E se c’è un gruppo in cui Cattaneo ha affinato questa capacità è stata la Protezione Civile. “Dal 2006 - spiega - sono stato ininterrottamente volontario del gruppo comunale di Protezione Civile, con un’esperienza da referente e coordinatore del gruppo, fino alle mie dimissioni”. Il volontariato in Protezione Civile gli ha permesso di raggiungere luoghi disastrati e di toccare con mano la disperazione: “Ad esempio, sono intervenuto in Emilia all’indomani del terremoto. Quella, come le altre, sono state esperienze di estrema crescita”. Alle amministrative, Cattaneo dovrà affrontare Vittorio Bellone con la sua lista “Vivere Favria”. Sarà una sfida tra due candidati di comprovata esperienza amministrativa, con delle idee precise su come si gestisce un paese come Favria. Alle urne l’ultima parola. fm
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