ALTO CANAVESE. “Soffre l’agricoltura, ma soffre l’intero sistema naturale, come dimostrano i numerosi incendi nelle nostre valli”. E’ drammatico il primo periodo del comunicato diramato ai giornalisti dalla segretaria del PD Alto Canavese Simona Appino e dalla vicesegretaria del Pd Piemonte nonché consigliere regionale Monica Canalis.“Dalla Regione - proseguono - sono arrivati propositi di aiuto e vicinanza, ma la situazione è talmente grave che servirebbero azioni più concrete, che mettano il settore al riparo da danni irreversibili”.
Nello specifico, “la siccità,la peste suina africana, l’inflazione, il caro energia, l’aumento sconsiderato del costo dei fertilizzanti rischiano di compromettere irrimediabilmente le nostre imprese agricole. La Giunta Cirio batta un colpo, prima che sia troppo tardi!”.
Parole che spronano la Giunta Cirio a fare di più e a fare meglio sul tema.“Vivo in Canavese, lavoro come agricoltore, la situazione la conosco bene - dice a La Voce Simona Appino -. Così ne ho parlato con la consigliera Canalis e abbiamo pensato di lanciare questo messaggio, visto che la situazione non è di certo in miglioramento”.Appino parla da agricoltore, con cognizione di causa, e dice che “quelle poche piogge che ci sono state non hanno migliorato la situazione e gli incendi hanno rovinato tantissimi ettari. Tanti speravano che la situazione sarebbe evoluta in maniera positiva, ma ora questo disastro perdura e bisogna trovare soluzioni. Tra un mese si comincerà a lavorare coi foraggi e le mandrie torneranno agli alpeggi, ma non troveranno erba. La situazione diventa sempre più seria”.Simona Appino aveva già consegnato ai social, qualche giorno fa, un’altra riflessione sul tema dell’agricoltura, vero e proprio nodo centrale per il circolo PD altocanavesano, nonché cuore pulsante dell’economia di questo territorio.
“Per quanto riguarda l’agricoltura - aveva scritto - crediamo che i disastri più gravisiano la grandine, il gelo, il vento forte, ma la siccità non crea meno problemi! Anzi! Dopo più di cento giorni senza o con pochissime precipitazioni la terra si sta trasformando in polvere. I raccolti sono già compromessi e non c’é acqua per irrigare. I bacini montani a differenza degli scorsi anni sono desolatamente vuoti. Per non parlare degli ettari andati a fuoco dove non crescerà l’ erba per cibare le mucche nei pascoli estivi”. La soluzione proposta è forte: “L’ unica cosa da fare in questo momento é chiedere lo stato dicalamità in attesa di prendere provvedimenti più lungimiranti per l’agricoltura e l’ ambiente. Non c’é tempo da perdere!”.
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