RIVAROLO. Forse nessuno più di Marina Vittone può avere un'opinione qualificata sul mondo del commercio. Il suo gruppo consiliare, Rivarolo Sostenibile, trova infatti qui una delle sue basi elettorali più consistenti. Vittone ha un'idea molto precisa di come Rostagno e Ghirmu hanno affrontato il problema del mercato di via Ivrea.
"Quello che stupisce - dice la consigliera - è che ciò che è stato ribadito nell’ultima delibera [in cui si diceva che il mercato rimane in corso Meaglia] si sapeva già nel 2021: in via Ivrea ci sono problematiche legate alla sicurezza".
E' anche vero che l'amministrazione sta cercando di trovare una soluzione. E però le minoranze non sarebbero informate di nulla. Il problema che denuncia Vittone è quello che denunciano tutti i gruppi di minoranza consiliare da sempre: Rostagno non comunica abbastanza col consiglio.
Infatti "da due anni l’amministrazione parla di uno studio di fattibilità per riallocare il mercato, ma noi non ne abbiamo nessun tipo di notizia. Non sappiamo con chi si stiano confrontando né cosa stiano facendo".
E ad ogni modo, per Vittone è "inaccettabile la lentezza del processo decisionale dell'amministrazione. Agli ambulanti bisogna dire la verità, cercare strategie e soluzioni". Una di queste l'avevano proposta proprio loro qualche tempo fa in consiglio comunale.
"Avevamo proposto - racconta Vittone - un modello di mercato diffuso per salvare le aree espositive, creare un circuito di ambulanti nel centro e rivitalizzare il flusso pedonale". Vittone rilancia la proposta: perché non farlo ora che la necessità impone di spostare il mercato?
Per ora non è andata benissimo: "Su queste proposte non abbiamo mai avuto risposta e l’assessore al commercio non ha mai portato il tema in commissione - racconta il consigliere -. Per quanto ci riguarda c'è bisogno di una decisione politica: se l’amministrazione ha un piano, allora può riportare il mercato in centro, se non ce l’ha lo lascia lì. Non ci si può nascondere dietro un dito".
Nelle aree mercatali ci sono anche dei problemi legati alle attrezzature come le prese di corrente, che talvolta non bastano: "Le aree devono invece essere attrezzate e sicure - dice Vittone - se vogliamo sostenere il commercio, il turismo e gli eventi in centro".
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