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13 Aprile 2022 - 11:55
Potrebbero prospettarsi doppi costi, a Pavone, intorno al nuovo locale da destinare a magazzino per la Protezione Civile comunale in fase di costruzione nella zona usata per le feste, a ridosso della rotonda del campo sportivo e del cimitero.
Rientra, il magazzino, in seno ad un’opera nata sulla carta decenni fa, dai tempi dell’Amministrazione Catozzi e che da sempre ha suscitato in paese discussioni, ripensamenti, polemiche fino alla decisione recente presa dalla attuale amministrazione di realizzarlo, sì, quel progetto, un tempo un’opera faraonica dal valore di 4milioni di euro, oggi ridotta ad una dimensione più realistica.
I lavori sono iniziati, quelli del primo lotto, appunto, e non manca molto perché siano conclusi (il secondo lotto prevederà un salone polifunzionale ed il terzo la sede della Pro Loco). Ma la mosca è saltata subito al naso della minoranza. Non foss’altro che da anni, e ancora oggi, la Protezione Civile utilizza un grande garage a San Bernardo di Ivrea, per il quale il comune paga l’affitto, delle dimensioni di circa 700 mq.
Il nuovo magazzino in costruzione è grande appena la metà. Senza prendere misure precise e senza essere dei geometri è chiaro come il sole che rischia d’essere insufficiente. Anche perché la Protezione Civile svolge attività a livello intercomunale, è il gruppo più solido, numeroso ed attivo in questa zona per risolvere le emergenze od intervenire nelle opere per la prevenzione e la sicurezza, ed una eventuale richiesta, da parte dell’Amministrazione Comunale, di riorganizzarsi tra i vari Comuni (ipotesi che sembra essere sul piatto), potrebbe intaccare proprio il servizio reso sul territorio.
“Non conosco bene il progetto - ci va cauto, e non vuole farsi tirare in polemiche, visto il suo delicato ruolo, Andrea Maccioni, volontario e storicamente alla guida dell’Aib - ma temo che non sia sufficiente, di sicuro non per i mezzi dell’Aib: abbiamo in dotazione tre veicoli, cinque o sei carrelli più tantissima altra attrezzatura”. Nella passata tornata legislativa Maccioni era in maggioranza e il problema di dove riporre mezzi ed attrezzatura si era fatto sentire sonoramente. “Costava troppo, allora, l’affitto del magazzino che pagavamo ed eravamo riusciti a dimezzarlo poi stavamo per costruire il nuovo capannone ma il progetto è stato annullato con il cambio dell’amministrazione comunale che ha deciso per un’altra area”.
La zona in prossimità della rotonda e a due passi dalle scuole e dalla chiesa parrocchiale, era satta indivuata tra una decina di possibilità.
Se lo spazio non sarà sufficiente, però, il magazzino di San Bernardo rischia di restare un punto fermo per altri anni. Sarebbe difficile, infatti, per i volontari, lasciarlo in mancanza di una alternativa adeguata. Con l’ulteriore conseguenza, dunque, di non ottenere alcun risparmio in termini economici.
“Noi non lo avremmo realizzato certo lì, il magazzino per la Protezione Civile - commenta il capogruppo di opposizione Andrea Occleppo - perché la viabilità non è consona, bisogna entrarci tramite una rotonda prima e poi una strettoia. E ci fosse un’emergenza? Se quell’area diventasse il punto di aggregazione dei soccorsi? Qui si rischia di andare a soccorrere i soccorritori. Secondo me tutti i mezzi della Protezione Civile lì dentro non ci staranno mai”.
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