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IVREA. Balzola: l’assessore che c’è ma non c’è!

C’è chi tra le fila della maggioranza (e sottolineiamo “maggioranza”) lo chiama “l’inutile” e contro di lui, nelle riunioni politiche, pare che si scatenino in tanti... Poi arriva il deputato Alessandro Giglio Vigna e vien la quiete dopo la tempesta. Il dito è puntato sul traffico, sulle code e sull’inquinamento che quotidianamente gira  intorno alla rotonda di Piazza Vercelli. A ricordare all’assessore leghista Giuliano Balzola che esiste un problema irrisolto, fin dalla sua realizzazione risalente al lontano 2018 (governava Carlo Della Pepa) è stato, nel corso dell’ultimo consiglio comunale  Francesco Comotto di Viviamo Ivrea con un’interpellanza. “L’8 novembre del 2018 – ha ricordato il consigliere con una certa amarezza  si è tenuta una Commissione Assetto del Territorio allargata e aperta a tutte le persone, associazioni, organizzazioni che avrebbero potuto apportare un contributo. Era stata redatta, con l’obiettivo di non fermarsi alla critica,  una relazione nella quale venivano individuate criticità e una serie di possibili soluzioni…” Poi la giunta aveva affidato un incarico ad una società specializzata che a sua volta aveva proposto alcune soluzioni, attuate solo in parte. “Con la pandemia e le conseguenti restrizioni alla mobilità  – ha ammesso Comotto  il fenomeno si è molto attenuato per riprendere però uguale a prima, se non peggio, alla riapertura delle scuole e della maggior parte delle attività. Nelle ore di punta si riscontra una coda continua sul Lungo Dora, su corso Botta e su corso D’Azeglio mentre il traffico proveniente da via Circonvallazione è decisamente inferiore.” Secondo Comotto la soluzione individuata nell’incrocio tra corso D’Azeglio, via Cappuccini e via Cascinette è inadeguata e pericolosa così come sarebbe evidente anche l’inutilità della doppia corsia in uscita dalla rotonda verso Corso D’Azeglio non potendo le auto che viaggiano sulla corsia di sinistra tagliare la strada a quelle che transitano su quella di destra, che magari vogliono procedere dritto verso via Circonvallazione, per svoltare verso corso D’Azeglio. “Abbiamo  poi – ha aggiunto – più è più volte puntato il dito sulla pericolosità causata dal restringimento della strada a causa dei pochi parcheggi rimasti in corso  D’Azeglio. S’aggiunge la pericolosità di una pista ciclabile solo verniciata sul marciapiede e senza protezioni… Infine, i passaggi pedonali disegnati troppo a ridosso della rotonda che potrebbero essere la causa di incidenti…”. Insomma: quel che si è fatto sino ad oggi non basta. Da qui l’invito di Comotto  a riprendere il dibattito, ma anche a modificare alcune scelte. Tra le richieste anche quella di un totem digitale collegato con la centralina ARPA di Viale Liberazione che riporti in tempo reale la concentrazione almeno delle principali sostanze inquinanti e pericolose per la salute. Tutti concordi a riaprire il dibattito in commissione. Lo è Mara Bagnod della Lega. Lo è il grillino Massimo Fresc molto critico su una pista ciclabile partita zoppa.  Lo è Maria Piras del Gruppo misto convinta che il problema non si risolva con i semafori ma con i passaggi pedonali. Lo è Donato Malpede di Insieme per Ballurio tanto da chiedere l’eliminazione di una decina di parcheggi in corso Massimo D’Azeglio. Vede il bicchiere mezzo pieno e mezzo vuoto il capogruppo del Pa Maurizio Perinetti. “Ho sentito i cittadini che abitano e lavorano a Porta Vercelli - ha sintetizzato - Viene fuori che la rotonda crea problemi negli orari di punta ma durante la giornata la situazione è migliore di quanto non lo fosse prima...” E sul bicchiere mezzo pieno e mezzo vuoto concorda pure il sindaco Stefano Sertoli. Finita qui? Più o meno,  considerando che in tanti hanno ricollegato a questo problema la sconfitta del centrosinistra  alle ultime elezioni. Chiunque al posto del sindaco Stefano Sertoli, avrebbe gli incubi di la notte. Chi se la beve ancora la storiella che è tutta colpa di chi li ha preceduti?   A ricordarlo era stato ormai più di un paio di anni fa proprio il capogruppo del Pd Maurizio Perinetti che ora tutto sommato toccherebbe il meno possibile. “I lavori sono iniziati nel luglio del 2018, poi siete arrivati voi e avete avuto tutto il tempo di correggere gli errori che si stavano evidenziando – aveva inforcato – La verità è che non vi siete mossi. Avete perso tempo lasciando una città in balia di una rotonda…”. Insomma, un argomento da campagna elettorale. Liborio La Mattina
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