Cresciuti insieme tra merende e qualche calcio al pallone in quel di Rivarolo, in via Uligini, tra la caserma di carabinieri e al passaggio a livello. Vent’anni più tardi al pallone si è sostituito il dibattito politico, il confronto su temi nazionali e locali. Nasce così, dal ritrovarsi tra amici di lunga data, e dalla fame di “partecipare”, “Canavese Riformista”, nuova realtà canavesana costituita da “cittadini qualunque”, senza bandiera né stemmi di partito né alcuna esperienza in amministrazioni locali.
Partiti lancia in resta dopo la fondazione del 7 febbraio scorso, hanno già preso di petto uno dei temi caldi di cui si dibatte da decenni ed oggi sul tavolo regionale: la collocazione del nuovo ospedale del Canavese. Contrari alla “posizione Ricca” - per riassumere l’idea cavalcata dal sindaco di Bollengo e colleghi a lui vicini -, che spinge per l’ex Montefibre, in Ivrea, i fondatori di “Canavese Riformista” puntano invece verso l’asse viario Ivrea-Castellamonte nella zona tra il casello autostradale ed il Biondustry Park.
“Pensiamo sia palese che l’area migliore sarebbe questa: su 200mila cittadini coinvolti, ce ne sono 150mila che risparmierebbero fino al 40% del tempo per raggiungere l’ospedale, se fosse collocato qui anziché alla ex Montefibre, e non capiamo perché non ci sia stata una presa di posizione in questo senso e perché i sindaci non abbiano fatto fronte comune”. A lanciare la pietra è Lorenzo Nicotra, 44 anni, di Castellamonte. Con “Canavese Riformista”, insieme al direttivo, ha già inviato una lettera aperta a vari sindaci dei dintorni.
E molti hanno già risposto. Il sindaco di Pavone (nel cui territorio si colloca il sito prediletto), di Rivarolo, di Pertusio. “Altri mi hanno scritto in questi giorni - aggiunge Nicotra -. E’ il primo atto di Canavese Riformista. Un grosso tema ma di cui, purtroppo, la popolazione sa poco sebbene gli addetti ai lavori si confrontino da numerosi anni”.
Insieme a Nicotra del direttivo fanno parte Davide Aiesi di Favria, Francesco Baudino di Agliè, Andrea Configliacco di Oglianico, Moreno Allamprese di Rivarolo, Michele Rugilo di Rivarolo, Sandro Maffei di Castellamonte, Mauro Ramondetti di Rivarolo, Andrea Beiola di Banchette ed infine Guido Barone di Rivarolo anche se abita al momento a Madrid (“ma prima o poi - anticipa Nicotra - toccheremo temi europei e avere la partecipazione di canavesano che vive all’estero ci piace”).
Per il 4 aprile hanno già in programma una riunione aperta a tutti in luogo da definire. Raccoglieranno le adesioni e una volta in possesso dei contatti degli interessati invieranno i dettagli.
“Canavese RIformista - aggiunge Nicotra - nasce per un motivo molto semplice: i nostri padri o nonni, e chiunque volesse discutere di politica, avevano tre punti di riferimento. Dall’operaio al rettore universitario, chi voleva informarsi andava nelle sezioni del Partito Comunista, del Partito Socialista o della Democrazia Cristiana. Oggi, sebbene la popolazione sia più acculturata, a livello politico siamo più ignoranti, spesso non sappiamo anche solo come funziona un consiglio comunale. Insieme ad altri nove amici allora ho fondato questo spazio: non è un movimento, non è un partito e non lo sarà. Dal momento che non si possono riportare indietro le lancette non ci è rimasto altro da fare che creare uno spazio senza bandiere senza simboli politici e una volta al mese, per l’esattezza il primo lunedì di ogni mese, ci ritroveremo. La mia intenzione è di rendere le riunioni itineranti”.
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