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Le sorelle Rodda si preparano alla guerra contro quel dosso!

Solo silenzi in consiglio comunale

Le sorelle Rodda si preparano alla guerra contro quel dosso!

Le sorelle Rodda

Con il nostro giornale tra le mani e quel “problemino” che le assilla ormai da più di 10 anni. Sono le sorelle Maria Rosa e Giovanna Rodda, ex insegnanti.

Abitano al civico 1 di via Riva proprio di fronte al ponte ferroviario e al tunnel della Ivrea Aosta, diventato simbolo della lotta di Liberazione e fatto crollare da un gruppo di partigiani nel dicembre del ’44 per evitare il rifornimento di armamenti ai tedeschi. A pochi passi da qui, sul lungo Dora, in base ai progetti di Rete Ferroviarie Italiane, per procedere all’elettrificazione, si dovrà alzare la strada di circa un metro.

Proprio così! Tutto scritto nero su bianco nel progetto definitivo elaborato sulla base del “preliminare” che risale per l’appunto ad una decina di anni fa. L’alternativa al dosso?  Abbassare il ponte con il rischio, però, che alla prima piena della Dora Baltea la ferrovia finisca sott’acqua. In ogni caso questa seconda soluzione non è mai stata presa in considerazione.

“Se ne era parlato - ricordano le due donne - poi mancavano i soldi e non se ne fece più nulla. L’allora assessore Elisabetta Ballurio ci disse di stare tranquille. Oggi leggiamo che invece si fa... E non riusciamo proprio a capire con quale logica si voglia distruggere il lungo Dora... Siamo pronte a dare battaglia...!”.

Secondo l’Amministrazione comunale (e come se già li sentissimo) sarà uno di quei problemi capitati tra capo e collo. In verità era da più di un anno che su queste pagine ricordavamo all’assessore ai trasporti Giuliano Balzola e al sindaco Stefano Sertoli  che i soldi stavano arrivando e che i tecnici di RFI avevano già incontrato più di una volta gli assessori e i consiglieri regionali della Valle d’Aosta.

Morire se in Municipio a qualcuno sia venuto in mente di fare anche solo una telefonata. 

E parliamo della bellezza di 146 milioni di euro del PNRR (Piano nazionale di ripresa e resilienza), di cui 36 per il miglioramento delle stazioni che si trovano sull’intera linea e 110 per l’elettrificazione dei 66 km della Ivrea Aosta. “Il progetto definitivo - dicono a RFI - è stato redatto nell’ultimo anno, quando si è avuta una “ragionevole certezza” della copertura finanziaria anche della fase esecutiva...”.

Concentrandoci sulla galleria, una parte (circa 40 metri) verrà ricostruita nel tratto al di sotto di Piazza Perrone così come sarà ricostruito anche il cavalcaferrovia. In corrispondenza di corso Cavour, invece, si procederà con un innalzamento di circa 1 metro nel punto più alto del tracciato stradale nel tratto che sovrappassa la linea ferroviaria.  E chiunque conosca la città sa che il sistema viabile, già compromesso tra la Dora Baltea e la collina, tutto potrebbe sopportare salvo che un “dosso”.

Tant’è! Prendere o lasciare?

“Al dosso ci sono altre soluzioni -  preannunciano le barricate le sorelle Rodda - A Nizza, che conosciamo bene, c’è una linea del tram che va a trazione elettrica e per alcuni tratti procede a batterie. Poi c’è un’altra linea con delle fermate fatte apposta per la ricarica..”. Insomma, per non alzare o abbassare il tunnel ferroviario sotto il lungo Dora basterebbe utilizzare treni a ricarica o con la batteria. Niente di più semplice. Questo per le sorelle Rodda sarà il problema più grosso, s’aggiungerà quello dei garage sotto casa, proprio nel bel  mezzo del cantiere.

“Qualche mese fa abbiamo intravisto due tecnici di RFI fare dei carotaggi in piazza Perrone. Uno di loro ci aveva poi chiesto dove fossero situate le nostre cantine...Adesso abbiamo capito il perchè....”.

Durante i lavori, saranno previsti percorsi alternativi di viabilità (attraverso un ponte Bailey) e garantita l’accessibilità a ridosso dell’opera attraverso i percorsi pedonali, ma dei garage  delle sorelle Rodda proprio non si parla. “Troveremo una soluzione alternativa... Questo è un problema, ma l’altro lo è di più” commentano.

La scorsa settimana (il 24 marzo) i tecnici di Rete Ferroviaria Italiana (non è mai troppo tardi, sigh) hanno incontrato l’Amministrazione comunale  per illustrare tutti i dettagli. 

Da adesso in avanti però si dovrà cominciare a correre e pure veloci per le contro osservazioni. L’iter proseguirà con i 90 giorni previsti per la Conferenza dei servizi e si perfezionerà a luglio con l’adeguamento del progetto alle eventuali prescrizioni che arriveranno. 

A fine 2022 si ipotizza l’avvio della gara con inizio dei lavori nel gennaio del 2024 e conclusione nel giugno del 2026. «Siamo legati ai tempi del Pnrr - commentano da Rfi - Dobbiamo concludere tutto entro il dicembre del 2026.”.

Per la cronaca, sulla tratta, ci saranno tre cantieri base e nove operativi. Gli interventi riguarderanno anche le stazioni di Nus, di Hone-Bard, di Montanaro e di Strambino. In questo caso i lavori si concluderanno entro il 2024.  Si interverrà in tutto su 18 gallerie (ce n’è anche una a Borgofranco di Ivrea): per alcune basterà l’abbassamento del piano del ferro per inserire la «catenaria rigida» della linea elettrica; in altre servirà una «allargamento». 

Il problema del muro che cade a pezzi

E mentre che ci siamo perchè non segnalare quell’altro problema che da anni affligge le sorelle Rodda? Parliamo del muro di contenimento della collina che fa anche da sfondo alla statua di  Camillo Olivetti. Confina con il loro terrazzo è sta cadendo a pezzi. Qualche tempo fa sono state realizzate delle reti di contenimento, che però, anzichè fermare i sassi che cascano giù,  danno a quei sassi una bella spinta per cadere con ancora più forza sulla testa di chi sta sotto. Il muro, evidentemente, è di proprietà del Comune e spetterebbe al Comune sistemarlo. “Il sindaco è anche venuto qui a vederlo -  ci raccontano Maria Rosa e Giovanna Rodda - Ci ha detto che si sarebbe interessato del problema. Speriamo che lo faccia....”.

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