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MAGLIONE. A tu per tu con il sindaco Causone

MAGLIONE. A tu per tu con il  sindaco Causone

Il sindaco Causaone

Le prime notizie storiche su Maglione risalgono intorno all’anno 1000: un atto di donazione dell’imperatore Ottone III al vescovo di Vercelli. Confina con la provincia di Vercelli: prima sotto il dominio di Vercelli, di Aosta, d’Ivrea, di Trino, di Biella e poi, solo nel settembre del 1945, è incluso nella provincia di Torino (ora Città metropolitana di Torino). Già in epoca medievale questo territorio era considerato importante per la qualità della terra, perfetta per la coltivazione, in particolare per il vino e per la frutta. Non a caso secondo alcune teorie il nome Maglione deriverebbe dal latino malones (vigne), oppure da mallenum (mantello). Anche di questo abbiamo parlato con il sindaco Pier Franco Causone, classe 1950. Un motivo per visitare o per decidere di vivere a Maglione? È un meraviglioso borgo tranquillo immerso nel verde. Al contempo è molto ben collegato con Ivrea, Biella e Torino che possono essere raggiunti in breve tempo. Merita attenzione il M.A.C.A.M. (museo d’arte contemporanea all’aperto). Gli abitanti e i turisti hanno la possibilità di osservare le opere d’arte senza vincoli di orario e senza biglietti d’ingresso, passeggiando per le vie del paese». Cos’è che la rende fiero di Maglione? È un gioiello, un piccolo borgo con una storia più che millenaria e poi perché qui sono nati i miei avi. Qual è stato il momento più emozionante nella sua esperienza da sindaco? Il giorno della mia prima elezione. Correva l’estate del 1985. Previsioni per il futuro? Come dimostrano i dati dell’aumento della popolazione residente, lo vedo roseo.

Pierluigi Lamolea

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