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IVREA. Beiletti: “ Valcalcino: Siamo indignati”. Le "visioni" di Elisabetta Piccoli

IVREA. Beiletti: “ Valcalcino: Siamo indignati”.  Le "visioni" di Elisabetta Piccoli

Elisabetta Piccoli

L’Amministrazione comunale continua a promettere che entro quest’estate troverà uno spazio adeguato a tutte le associazioni sfrattate lo scorso settembre dall’ex caserma Valcalcino. Sfrattate ancora non si è capito per quale motivo considerando che non esiste una perizia, salvo quella a suo tempo commissionata dall’ex sindaco Carlo Della Pepa, in cui tutto si dice tranne “si salvi chi può...”. E’ vero che gli edifici sono vecchi e sono stati costruiti con altre logiche. E’ vero che le controsoffittature andrebbe eliminate ma, prima di  sbattere fuori tutti, si sarebbe dovuto riflettere un pochetto di più, non foss’altro che la stessa logica potrebbe essere applicata a tutti gli uffici pubblici della città... Tant’è! Rien ne va plus. Nelle scorse settimane, a disquisire, soletta e raminga, su questa questione era rimasta, su altri giornali, il vicesindaco Elisabetta Piccoli. Non aveva in mano un vero e proprio piano, se per piano si intende un crono-programma con soggetto, tempi di attuazione e spazi, solo idee e pure parecchio confuse. Alt! Fermi tutti. Pare abbia avuto una visione, non Olivettiana o paragonabile a quelle della senatrice Tiraboschi, ma poco ci manca e quasi sembra di stare a Medjugorje. E da un lato parlava di spazi provvisori da assegnare a breve, dall’altra di sistemazione definitiva (tra chissà quanti anni) nell’ex Istituto Jervis trasformato in “luogo” di tutte le associazioni cittadine. I soldi?  Arriverebbero, toh guarda, proprio dalla vendita delle due palazzine dell’ex Caserma (campa cavallo). Sempre nell’ex Istituto Jervis (e sempre nella visione di Piccoli) dovrebbe poi trovare spazio una parte dell’archivio del Comune e nel vicino ufficio tecnico, senza più l’ufficio tecnico, qualche aula della scuola media Arduino.  Le visioni continuano con la Casa delle donne, l’Aism e i Radioamatori al Meeting Point, nei locali oggi occupati  dall’incubatore di imprese. E poi c’è l’appartamento di via Cappuccini  che il Comune aveva dato all’Asl, quello in corso Vercelli, dietro il Centro per l’impiego, infine i locali di via Perotti, dove c’è la sede degli aranceri della Morte.  Basteranno tutti questi spazi anche per Pifferi e tamburi, per la Giovane montagna, per l’Associazione nazionale della Polizia di Stato, per  il Quincy Blue Choir, per l’associazione Eshorouk e per l’Anpi?  Boh... La visione finisce qui... Nella realtà gli unici ad aver trovato uno spazio, anch’esso provvisorio, sono stati quelli del Cpia, il Centro provinciale per l’istruzione degli adulti. In via Varmondo Arborio, in un edificio della Curia, dove un tempo esisteva la scuola per geometri Capitini. Cinque aule e un ufficio per la segreteria al modico costo di 800 euro al mese,  a carico del Comune. Il contratto d’affitto terminerà con l’anno scolastico e poi, da lì in avanti, o il canone se lo paga il Cpia o qualcuno dovrà contribuire del suo... Con il dente avvelenato il presidente dell’Anpi Mario Beiletti. “Durante una riunione anticipatrice della chiusura del Valcalcino - stigmatizza Beiletti - L’Amministrazione comunale ci aveva promesso che avrebbe risolto tutto già dalla settimana successiva. Ancora non lo hanno fatto. Non lo hanno fatto neanche con la Casa delle donne che aveva più urgenza di tutti. Tante parole al vento. Questa è mancanza di rispetto. Siamo abbastanza indignati ...”. E quindi che si fa? “Beh, continueremo ad utilizzare il Politeama come stiamo già facendo... - commenta Beiletti - Stiamo anche lavorando per una soluzione...”
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