Era uno di quei personaggi considerati un po’ come il prezzemolo: da quando il genovese Carlo Dapino aveva messo piede a Lugnacco, oltre vent’anni or sono, si era dedicato anima e macchina fotografica al paese in cui aveva deciso di vivere la seconda metà della sua vita.
Presente sempre. Ai concerti di Santa Cecilia così come alle sfilate della banda e alle inaugurazioni del Comune, o ai ritrovi di quando esisteva ancora la Pro Loco, ai tagli nastri e alle commemorazioni dei caduti a Lugnacco e perché no anche nei piccoli paese vicini con i quali, in posti coma la Valchiusella, si suole collaborare. E poi ancora pronto a puntare l’obiettivo alle gare podistiche, alle feste medievali oppure alle feste dei doni ai bambini da parte di Babbo Natale…
Si può dire che non avesse mai trascorso un intero pranzo o cena sociale completamente seduto, dall’inizio alla fine. Era molto più frequente vederlo in piedi, armato della sua Canon EOS 60D. Una bella staffetta ai tempi dell’associazione di promozione turistica del paese: amante della buona tavola, dava anche un aiuto come cuoco, una mano ai fornelli, l’altra stretta alla sua immancabile attrezzatura fotografica.
Se il paese conserva memoria recente dei suoi più peculiari eventi è grazie a lui. Carlo Dapino ha immortalato tantissimi momenti di vita aggregativa, riassaporando una passione sempre avuta ma solo appena abbracciata quando era giovane, con un diploma di un liceo artistico genovese, e sfruttando la libertà data dal pensionamento dopo una vita lavorativa come impiegato Inps.
Davvero tantissimi momenti, fino a pochi anni fa, prima che la pandemia si portasse via la voglia e la possibilità di uscire e di organizzare pretesti per stare insieme. La sua ultima impresa da fotografo risale forse alla patronale dei musici del 2019, la prima senza la sua presidente Liliana Molinario, mancata l’anno prima e a cui Dapino era legato da una sincera amicizia e collaborazione. Da allora la banda non ha più nominato un presidente ma questo non ha impedito ai componenti del direttivo di porgere delle sentite condoglianze ad un personaggio considerato univocamente uno di loro.
“Carlo, è difficile trovare le parole giuste in questo momento. Grazie per la tua costante presenza in ogni occasionee per averci regalato con le tue fotografie una memoria storica fotografica della nostra Banda e di ognuno di Noi” scrive la Filarmonica nel dare l’ultimo saluto a Dapino.
Mancato la scorsa settimana, all’età di 82 anni, lascia due figli. Con uno di loro era andato a vivere nell’ultimo periodo, prima che gli acciacchi dovuti all’età e ad una salute non più di ferro lo portassero via. “
Sei un Amico speciale - lo ricorda ancora il compaesano Guido Scavarda - Abbiamo sempre parlato e dialogato di tutto. Ti ho sempre detto : sei la memoria visiva di un paese, con i tuoi scatti hai visto un po’ tutti vivere tanti bei ricordi e la fortuna di averti sorriso” .
Tra i tanti saluti anche quello di Pier Gianni Cassetto, titolare dell’omonima azienda lugnacchese, con lui in questa foto - una delle poche - che lo ritrae in azione, dall’altra parte dell’obiettivo, con il cappello da chef in testa, insieme alla Pro Loco.
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