“Il nostro Bim è il Titanic che ha urtato un Iceberg. Ritengo sia giunto il momento, senza ulteriori indugi, che ognuno di noi presti seriamente attenzione alla deriva in atto nel nostro Consorzio per chiedere alla propria coscienza di valutare le conseguenze devastanti che si stanno delineando....”, così
Angelo Canale Clapetto, primo cittadino di Quincinetto e ex presidente del “Bacino imbrifero”.
L’altra settimana, con un “gruppo in gola”, ha preso carta e penna e scritto un’accorata lettera a tutti i sindaci
del consorzio, invitantoli a riflettere, ad abbassare le armi, a trovare una soluzione prima che sia troppo tardi. In calce un incontro presso l’auditorium Dante Conrero di Quincinetto (ultima sede operativa Bim) in programma venerdì 18 marzo alle 18.
“Partiamo da dove ci siamo lasciati per ritrovare il bandolo della salvezza...”, scrive e rimugina.
La vicenda è nota ed è una battaglia che fa riferimento al modo in cui ripartire i soldi
(tanti) che spettano ai Comuni coinvolti dallo sfruttamento delle risorse idriche. Si parla di “bacino imbrifero montano” anche se poi, in quello di cui stiamo parlando, chiamato “Dora Baltea”,
gran parte del territorio con la “montagna” ha poco e niente a che fare. Di “Bacino” e di consorzi obbligatori, istituiti in base ad una legge del 1959. Ed è proprio in base a questa legge che i concessionari di grandi derivazioni d’acqua per la produzione di energia elettrica devono versare un canone annuo (lo chiamano sovracanone) per ogni chilowatt di potenza nominale media risultante dall’atto di concessione.
Ciò genera la disponibilità di ingenti somme per i comuni, destinate ad opere di carattere pubblico locali o collettive.
“Mi propongo di assumere l’iniziativa - passa e chiude
Clapetto - di un incontro per un estremo tentativo di recuperare quel minimo di possibilità residuale di salvare il salvabile ed evitare un imperdonabile danno alle nostre comunità amministrate ed il fallimento della nostra missione politica...”.
Non sarà facile mediare considerando che da anni ci si sta parlando insieme solo attraverso gli avvocati. L’ultima sentenza, del Tribunale Superiore delle Acque Pubbliche presieduto dal giudice
Francesco Tirelli, è del 15 dicembre 2021. Dà ragione al sindaco di Borgofranco
Fausto Francisca e torto tutti gli altri.
All’indice i lavori dell’Assemblea consortile riunitasi il 16 dicembre del 2019 quando con un colpo di mano davvero a sorpresa
Sabrina Noro, sindaco di Settimo Vittone, è stata eletta presidente in sostituzione di
Angelo Canale Capletto sindaco di Quincinetto, tra gli applausi scroscianti di
Ellade Peller, sindaco di Nomaglio, a cui si doveva gran parte dell’operazione denominata “#tagliamofuorifrancisca”.
Un’elezione a larga maggioranza: 26 voti a favore su 30 votanti.
Noro per prima cosa che fa? Avvia l’iter di modifica dello statuto e dei regolamenti di riparto delle quote assegnate a ciascuno Comune e a ciascuna area.
Inascoltata la richiesta di
Francisca di sospendere l’assemblea, a suo dire irregolare nelle rappresentanze, per procedere alla nomina di una commissione con il compito di elaborare un nuovo statuto, quindi elaborare un metodo di riparto dei quattrini in base alla nuova legge, la 228 del 2012.
Si aggiungevano i problemi legati alla Valchiusella che facevano e fanno riferimento alle fusioni. Non si capiva più chi doveva dire cosa e se considerare i Comuni che si erano fusi un unico soggetto o meno, sia per la rappresentanza in assemblea, sia per il consiglio direttivo composto da sei membri secondo una ripartizione divisa su tre ambiti con tre rappresentanti della Valchiusella, due dei Comuni della Bassa e uno dei non rivieraschi.
“In assemblea quelli della Val di Chy si sono presentati in tre…. ma stiamo scherzando!” stigmatizzava in quel tempo
Franccisca.
Poi c’era – ed è ancora lì che frigge – la ben più importante questione legata ai soldi
(e sono tanti) quasi due milioni di euro. Con le nuove disposizioni sarebbero stati ripartiti in maniera diversa e ci sono dei comuni che ci avrebbero guadagnato e altri che ci avrebbero perso un bel po’.
In tribunale
Oggi c’è la sentenza che dà ragione a Borgofranco con tutti gli altri comuni che vogliono fare ricorso. Ieri c’era il ricorso della Val di Chy. Di contorno anche una lite con la Valle d’Aosta sulla percentuale che spetta a loro e quella che spetta ai piemontesi, pari al 12 per cento del totale. E se il 12 fa quasi due milioni, pensate un po’ a quanto equivale l’88.
Infine c’è la presidenza, ma di questo nelle denunce non si parla.
Lo statuto (quello del 1956) la assegna di diritto al comune di Borgofranco.
“Non rinuncio ad essere capoconsorzio…. Ricorrerò anche su questo. Da statuto il presidente sono io. C’era Clapetto perché sei anni fa il Comune di Borgofranco ha rinunciato. Nel 70 rinunciò anche l’ex sindaco Mario Balma che delegò l’ingegner Bertino di Settimo Vittone. Io non rinuncio …” aveva
lanciato il guanto di sfida
Francisca.
I nuovi calcoli
In base ai nuovo calcoli del Ministero il 10 per cento del totale dei sovracanoni viene suddiviso in parti uguali, il 25% in proporzione alla superficie territoriale, il 20 per cento alla popolazione e il 45 per cento in parti uguali (78.417 cadauno) solo ai comuni rivieraschi (Carema, Quassolo, Quincinetto, Settimo Vittone, Tavagnasco, Borgofranco, Traversella, Valchiusa, Vidracco e Vistrorio). A rimetterci più di tutti sarebbe la Val di Chy
cioè quei tre comuni (Pecco, Alice e Lugnacco) colpevoli di essersi fusi tra di loro.
Secondo l’avvocato Carlo Emanuele Gallo:
“Esiste un danno grave ed irreparabile perchè Borgofranco viene privato di un’entrata alla quale ha titolo e che potrebbe inserire nel proprio bilancio ed utilizzare così come previsto dalla legge… . Poiché il tempo trascorre, le entrate comunali sono modeste e le esigenze finanziarie notevoli, sussiste l’elemento del periculum in mora. ..”.
Oltre ad accogliere il ricorso di Fausto Francisca, i giudici del Tribunale delle acque ha condannato il Bacino Imbrifero al pagamento dei due terzi delle spese di lite in favore di Borgofranco, liquidati in 4 mila euro e i Comuni di Bollengo, Burolo, Chiaverano e Lesso, in solido, al pagamento di altri 2 mila euro.
I Consorzi
In Piemonte di consorzi ce ne sono sette, oltre a quello della Dora Baltea, di cui stiamo parlando anche quelli denominati Valli Orco,
Bormida, Maira, Pellice, Po e Varaita.
Nel Consorzio Dora Baltea i comuni coinvolti sono: Andrate, Baldissero Canavese, Bollengo, Borgofranco d’Ivrea, Brosso, Burolo, Carema, Castellamonte, Castelnuovo Nigra, Chiaverano, Issiglio, Lessolo, Nomaglio, Quassolo, Quincinetto, Rueglio, Settimo Vittone, Tavagnasco, Traversella, Val di Chy, Valchiusa,
Vidracco e Vistrorio