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IVREA. Contributi Covid ai commercianti. Il consiglio comunale? Una vergogna! Raccolte più di 60 firme.

IVREA. Contributi Covid ai commercianti. Il consiglio comunale? Una vergogna! Raccolte più di 60 firme.

Annalisa Thielke, Il baguccio

Più di 60 commercianti hanno già aderito alla raccolta firme promossa da Annalisa Thielke, giovane titolare de “Il Baguccio - caffè e bistrot”, locale aperto dall’ottobre 2018 in Corso Vercelli, a Ivrea.  Chiedono a gran voce che il Comune destini una nuova tranche di aiuti pubblici a favore di quelle attività che più di tutte hanno patito i danni dovuti alla pandemia. E ci sono bar, ristoranti, parrucchieri e centri estetici. E poi palestre, e discoteche. Alcuni negozi di abbigliamento e di accessori sportivi. Incavolati neri. Hanno messo nome dell’attività e firme su quelle quattro pagine destinate al sindaco Stefano Sertoli. Senza pensarci due volte. Eh già, perché non occorreva fare grandi riflessioni davanti alla vergognosa graduatoria pubblicata sotto Natale, a seguito di un bando pubblico dal valore di ben 200 mila euro (mai si sono visti in città tanti soldi destinati al commercio!). Nell’arco di soli 15 giorni (durata minima prevista per legge) e per l’esattezza con un documento pubblicato all’albo pretorio dal 7 al 21 dicembre - lo ricordiamo per chi non avesse seguito la vicenda - l’Amministrazione Comunale ha stabilito di dividere quella cospicua cifra tra sole 97 attività commerciali!  Un quinto circa dei commercianti presenti in Città. Di attività con sede in Ivrea ne esistono infatti oltre 500. Senza contare il fior fiore di ulteriori liberi professionisti che avrebbero potuto richiedere gli aiuti. La ragione?  Quasi nessuno si era accorto di questo bando. Non se ne erano accorti i consiglieri comunali - ed infatti a livello istituzionale non s’è fatto il minimo accenno di un dibattito - e figurati i commercianti, impegnati, come di è solito si è impegnati, nell’unico periodo dell’anno in cui si lavora come dei matti, il periodo migliore per recuperare i mancati incassi dei mesi precedenti, con un’estate che, dal punto di vista dei ricavi, non è stata affatto generosa. “Depositerò la raccolta firme a fine mese. Fino ad allora l’invito ad aderire resta aperto a chiunque abbia subito danni legati al Covid” chiarisce Annalisa Thielke. Per aderire basta recarsi presso il suo locale, aperto dal lunedì al venerdì dalle 6 alle 16 ed il sabato mattina. “Sono rimasta stupita io stessa dalle adesioni raggiunte - aggiunge Thielke -. Non ho avuto molto tempo: avrò impiegato cinque ore al massimo a girare in città in queste settimane. Ci sono commercianti anche più imbestialiti di me. E come darci torto: quando leggi che il bar distante da te appena duecento metri riceverà 3mila euro dal Comune e tu zero... La cosa non può non colpire. Ciò che è incredibile è che il Comune si sia completamente dimenticato di alcune categorie. Tra tutte le palestre presenti in Ivrea, soltanto una scuola di danza ha ricevuto i fondi. Le altre palestre stanno lottando solo per riuscire a recuperare iscritti che ormai ci avevano fatto il callo a rinunciare ai loro settimanali allenamenti. Dimenticate, completamente, anche le discoteche. Ecco perché le giustificazioni date dal Vicesindaco in Consiglio Comunale sono inaccettabili. Ho seguito in diretta, in streaming, la seduta dell’altro lunedì. Una vergogna. Credo che gli amministratori non abbiano ancora afferrato la portata del problema. Ed è una vergogna che ci sia qualcuno che dia la colpa alla Consulta, rea, secondo la consigliera di maggioranza Piras, di non essersi interessata a sufficienza della questione! Come se il compito di divulgare le notizie relative ai ristori non dovesse essere compito della politica”. In Consiglio Comunale la maggioranza ha infatti motivato la grande disparità generata dal bando con l’esigenza di fare tutto in quattro e quattr’otto. “E poi - hanno aggiunto - mica potevamo correre dietro ad ogni singolo commerciante”. Insomma - tira le conclusioni Thielke - ci hanno detto: colpa vostra, avete solo da svegliarvi. Ciò nonostante ho avuto il piacere, in queste settimane, di incontrare il Sindaco Stefano Sertoli. Un incontro informale. Ma l’ho visto disponibile ad un confronto e a trovare una soluzione. A fine mese prenderò appuntamento per portare le firme direttamente nel suo ufficio”.  E trovare una soluzione è certamente possibile. Gli spazi di manovra sono contenuti nel Decreto Sostegni ter approvato il 21 gennaio scorso. “Con questo decreto - spiega Thielke - i Comuni hanno ancora la possibilità di destinare le economie di bilancio per riparare ai problemi provocati dal Covid, e quindi anche per definire un nuovo bando a favore delle imprese o per trovare altre forme di aiuto. A mio avviso la soluzione ottimale sarebbe destinare una cifra a bilancio e ripartirla in modo diffuso, magari estrapolando le attività che hanno già beneficiato delle agevolazioni Tari”. R.R
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