Un grande progetto di valorizzazione dei prodotti agricoli dell’anfiteatro morenico di Ivrea e una seria concertazione con agricoltori e cittadini sono le proposte emerse nell’incontro tra Regione Piemonte, Comuni che si è svolto oggi presso la sede di Coldiretti Torino.
Nella sede di palazzo Carpano si sono incontrati: Sergio Barone, presidente di Coldiretti Torino; Andrea Repossini, direttore di Coldiretti Torino; Giovanni Rolle, vicepresidente di Coldiretti Torino; Massimo Ceresole, responsabile Coldiretti Ivrea; Silvio Ferrarese, presidente di sezione dell’anfiteatro Morenico. Presenti anche questi amministratori: Davide Guarino, sindaco di Cascinette; Giuliano Balzola, assessore all’Agricoltura di Ivrea; Fausto Francisca, sindaco di Borgofranco di Ivrea. Per la Regione Piemonte era presente il vicepresidente, con delega ai parchi, Fabio Carosso.
L’istituzione della nuova area protetta è di competenza regionale ma il parco sarà “provinciale” e sarà gestito dalla Città Metropolitana di Torino. Del progetto di Parco dei Cinque Laghi nell’anfiteatro morenico di Ivrea se ne parla da 40 anni. Nei decenni scorsi l’istituzione di un parco sembrava la via migliore per proteggere un sito che in seguito è stato posto sotto diversi vincoli. L’area dei Cinque Laghi comprende il lago Sirio, il lago San Michele, il lago Pistono, il lago di Cascinette e il lago Nero. Questi laghi sono parte del SIC-Rete Natura 2000 dell’Anfiteatro morenico di Ivrea e sono compresi all’interno di un’Oasi di protezione con divieto di caccia. Quindi si tratta di un’area già vincolata. Il timore delle 35 aziende agricole che insistono sul territorio del futuro parco e nell’area contigua è che con la nuova area protetta non si eseguano più controlli sui cinghiali e che ogni attività economica subisca un inutile appesantimento autorizzativo. Il progetto è sostenuto dalle amministrazioni comunali che non si sono mai confrontati con le rappresentanze agricole.
Riunione Coldiretti per il parco dei 5 laghi
Le parti si sono trovate d’accordo sulla proposta dell’assessore regionale Fabio Carosso: «Un parco fine a se stesso non ha più senso – ha detto il vicepresidente della Regione –. La nuova area protetta deve semmai stimolare un progetto di valorizzazione ambientale e delle eccellenze agricole del territorio. Il futuro sarà sempre più legato alla sostenibilità: l’agricoltura deve essere inclusa nei progetti di sviluppo della nuova economia verde. Trasformiamo il progetto di parco in un’occasione per un grande progetto di crescita legata ai prodotti agricoli e alla loro promozione».
Per Sergio Barone, presidente di Coldiretti Torino: «l’istituzione di un parco provinciale rischia di penalizzare le aziende agricole esistenti, mettendo a serio rischio la continuità produttiva. C’è anche il rischio che il problema dei cinghiali non venga più gestito e che il nuovo parco si trasformi in una riserva protetta per i cinghiali».
Il sindaco di Borgofranco si è detto disponibile al confronto, così come l’assessore eporediese e il sindaco di Cascinette. «Da oggi inizia una fase nuova di coinvolgimento del mondo agricolo, nell’interesse di tutti» è stato detto.
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