Lo hanno scritto un po’ tutti. L’altra settimana, in via Miniere, a portare il suo aiuto alla famiglia Sensi, a Giuseppe, a Lia Avalle e alla figlia Agnese, con gli occhi lucidi e le lacrime che cadevano giù dal viso, si era precipitato anche il primo cittadino Stefano Sertoli. Lì, a dare coraggio a chi era rimasto senza più una parola di fronte al fuoco che stava rendendo cenere la casa e i sogni di una vita. Lì a prestare soccorso, ma soprattutto lì, attaccato al telefono a cercare disperatamente i vigili del fuoco che tardavano ad arrivare.“Abito a pochi metri - ha raccontato in consiglio comunale l’altra sera - Mi sono affacciato. Ho visto il fuoco. Mi sono messo i pantaloni e uno camicia e sono sceso. Era l’inferno....”.
La prima squadra dei vigili è arrivata circa 40 minuti dopo la chiamata al 112 e la reazione degli abitanti nel vederli non è stata delle più felici. “Dove eravate...” si sono messi a urlare. Tutto comprensibile, considerando la disgrazia.
Vigili del fuoco da Rivarolo, da Cuorgnè, da Mathi e da Torino, infine da Ivrea...
“E dire che la stazione è a pochi metri da qui, ma i nostri erano impegnati a spegnere gli incendi da altre parti, credo in Valle d’Aosta.... ”, ha commentati Sertoli.
Morale?
“Non essendo del posto - ha aggiunto - i primi ad arrivare non sapevano dove erano le torrette. Dico questo ma considero i pompieri degli angeli sulla terra. Non è in discussione la professionalità. Il problema non è loro è di chi li organizza. Banalmente hanno una sola autoscala e sta fissa a Volpiano....”
Premesso tutto questo Sertoli ha annunciato di voler coinvolgere tutti i sindaci dell’eporediese e poi chiedere un incontro al Comandante provinciale e pure al Prefetto.
In verità l’organizzazione dipende dal Ministero dell’interno e la dislocazione delle stazioni, degli uomini e dei mezzi segue determinati criteri, uguali per tutta Italia.
Oltre alla stazione dei vigili effettivi di Ivrea, il Canavese può contare sulle stazioni di Castellamonte, Rivarolo, Caluso e Cuorgnè dove sono di stanza i “volontari”.
Resta qualche dubbio sul fatto che si sia considerato un territorio particolarmente parcellizzato con più di 100 comuni da controllare.
“Effettivamente l’area di competenza è molto vasta - commenta il comandante di Ivrea Luca Poma - però una serie di coincidenze, come quello dell’altra sera si verificano raramente.Chiaro a tutti che se sono a Ceresole e devo andare a Piverone non mi basta un’ora. Chiaro anche che dopo la telefonata al 112 ce n’è una seconda di verifica. L’intervento non è mai immediato... Non ci sarebbe stato alcun clamore se fosse bruciato un deposito di attrezzi agricoli...”.
Intanto a Ivrea e Banchette la solidarietà continua. Presso “Lalla Flyzone” e presso“Parrucchiera Marina” è in corso una raccolta di abiti (info 3282857604). E’ in corso anche una raccolta fondi su Paypall (Se.agne7@gmail.com).
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