Udite, udite: delle 16 città candidate a “Capitale del
libro 2022” la giuria (Presieduta da Marino Sinibaldi del Centro per il libro e la lettura, e composta da Gerardo Casale, Stefano Eco, Cristina Loglio e Valentina Sonzini) ha selezionato solo 8 progetti.
Di Aliano, Barletta, Costa di Rovigo, Nola, Pistoia, Pescara, Pordenone e, fiato alle trombe,
Ivrea.
Dopo la notizia, comunicata dal Ministero della Cultura, in tanti, in Municipio a Ivrea han cominciato ad agitarsi in vista dell’audizione fissata per venerdì 11 febbraio. Insomma ancora pochi giorni e si conoscerà la città vincitrice a cui verranno assegnati la bellezza di 500 mila euro.
Il titolo di “Capitale italiana del libro” è stato istituito dalla legge n. 15 del 13 febbraio 2020. Nelle precedenti edizioni sono state Capitali italiane del libro le città di Chiari nel 2020 e Vibo Valentia nel 2021.
“Sono molto felice di questo risultato - commenta l’Assessore alla Cultura
Costanza Casali - s
ottolinea la qualità del nostro progetto e del metodo di lavoro. Accedere alla fase finale della competizione è già un obiettivo centrato, soprattutto pensando all’alto livello della Giuria. Ora ci prepareremo per l’audizione in cui ci sarà data la possibilità di approfondire i contenuti del dossier e il programma di iniziative che vogliamo realizzare. Il nostro obiettivo è far diventare la lettura un’opportunità di sviluppo per l’intera società”.
In un brodo di giuggiole anche il sindaco
Stefano Sertoli.
“Il lavoro per la candidatura - dice
- ha consentito di progettare e organizzare eventi con ricadute sulla Città nel breve e nel medio periodo. Un grazie particolare va a tutta la comunità eporediese e a coloro che, a livello regionale e nazionale, ci stanno sostenendo nel percorso”.
Più nello specifico il progetto di candidatura, incentrato sulla Comunità, intesa nell’accezione olivettiana, può contare su circa 60 lettere di sostegno arrivate nei mesi scorsi
da Istituzioni e rappresentanti del mondo culturale nazionale, regionale e locale, dai Comuni del territorio e da quelli aderenti al Sistema Bibliotecario di Ivrea e Canavese, da librai, editori, fondazioni, istituzioni scolastiche, associazioni culturali e dalla Casa Circondariale di Ivrea. A questi si aggiungono i 79 sottoscrittori del Patto Locale per la Lettura, volto alla costituzione di una rete territoriale di promozione della lettura per un coinvolgimento complessivo ad oggi di oltre 130.000 abitanti.
La struttura del dossier
Il dossier ha preso il via dal capitale territoriale esistente, che costituisce la base su cui si è sviluppata l’idea della candidatura, prima tra tutte la Biblioteca Civica C. Nigra, che dal 1978 è Centro Rete del Sistema Bibliotecario di Ivrea e Canavese (73 biblioteche per un bacino di riferimento di oltre 240.000 abitanti).
Nel frattempo, la Biblioteca sta lavorando a importanti progetti legati alla qualifica di Città che Legge, concessa nel 2017 dal Cepell (Centro per il libro e la lettura, istituto autonomo del MiC) e alla sottoscrizione del Patto Locale per la Lettura del gennaio 2021, finalizzato alla costituzione di una rete territoriale di promozione della lettura che conta ad oggi 79 sottoscrittori tra Istituzioni, Comuni, biblioteche, librerie, case editrici, scuole e associazioni, con un coinvolgimento complessivo ad oggi di oltre 130.000 abitanti.
Ivrea si riconosce anche ne
La grande invasione – Festival della lettura che, giunto alla nona edizione, ha conquistato un posto di rilievo tra i più importanti festival culturali nazionali. Contribuiscono alla ricchezza legata ai libri e alla lettura: l’Associazione Archivio Storico Olivetti, con la sua Biblioteca specializzata nella storia della Società Olivetti che comprende monografie, letteratura grigia e periodici provenienti dalle biblioteche di fabbrica Olivetti, conferite all’ente grazie alla convenzione di deposito stipulata nel 1998; le Edizioni di Comunità, fondate da Adriano Olivetti nel 1946, che promuovono un dialogo autentico tra la modernità del pensiero olivettiano e l’attualità; la presenza sul territorio dei Codici Miniati della Biblioteca Diocesana.
Il dossier si sviluppa secondo tre linee: sillabico/iconico, che mette in evidenza il rapporto tra immagine e parola; fisico/digitale, che riguarda la forma più materiale del libro, ma anche il modo di fruire la lettura; qualità/quantità, che riguarda molti aspetti, dalla produzione alla lettura.
Il programma del 2022 sarà strutturato in trimestri di attività e si concluderà a dicembre, con la realizzazione del Manifesto per il futuro del Libro. Gli appuntamenti che già animano la Città saranno parte integrante di questa nuova strada, coniugando in maniera virtuosa passato e futuro, patrimonio materiale e immateriale.
L’oggetto-simbolo della candidatura è la macchina per scrivere Lettera 22, quasi a voler creare un legame tra il passato della città eporediese e il suo futuro. Il design caratteristico di questo iconico oggetto, disegnato nel 1950 dall’architetto e designer Marcello Nizzoli, ha ispirato il logo, disegnato da Luca Begheldo.
llm