RIVARA. Gianluca Quarelli è stato sindaco di Rivara dal 2009 al 2019. Due mandati, dieci anni. Il testimone è poi passato a Roberto Andriollo, che attualmente amministra il paese altocanavesano. In dieci anni, un’amministrazione di un comune, seppur piccolo, fa tanto, e cerca di farlo bene.
Abbiamo dunque chiesto a Quarelli di raccontarci cos’ha fatto, cos’ha lasciato da terminare e che giudizio ha dell’amministrazione guidata da Andriollo. Probabilmente, le parole e il punto di vista di un sindaco del passato serviranno a cogliere alcuni aspetti del presente che altrimenti sfuggirebbero.
Bisogna specificare che, dopo il secondo mandato, Quarelli si è ritirato a vita privata.
Secondo lei, quali sono stati i progetti più importanti portati avanti nei suoi due mandati?
La situazione finanziaria del 2009 era abbastanza compromessa. Il pareggio di bilancio era a 3 milioni ma allora eravamo indebitati perché prima della mia amministrazione erano stati fatti parecchi interventi pubblici. Utili, certo, ma che hanno creato debito. Abbiamo riportato i conti sotto controllo e chiuso i mutui ancora aperti. Vista la gravità della situazione finanziaria abbiamo puntato molto sui bandi e sul reperimento dei fondi da enti esterni, perché le casse comunali erano vuote. Abbiamo lavorato bene soprattutto con la Regione e col GAL. Effettuati anche interventi di efficientamento energetico sulle scuole comunali. Sempre sullo stesso solco abbiamo realizzato anche l’impianto fotovoltaico comunale. Ultima ma non meno importante, la valorizzazione del patrimonio artistico: Rivara ha un patrimonio rilevante che abbiamo restaurato sempre ricorrendo a finanziamenti esterni. Nello specifico, abbiamo fatto interventi sul campanile civico e sullo stabile comunale.
Cos’ha lasciato ancora da fare?
Una delle cose che avevo lasciato da terminare e che oggi ha dato i suoi frutti è una variante al piano regolatore per recuperare un’industria dismessa. Dopo che abbiamo finito il mandato, in quella struttura ha aperto un supermercato. Intervento molto positivo che ha creato le condizioni per permettere al privato di investire. Probabilmente apriranno anche altri negozi.
Inoltre, avevamo avviato le procedure per la realizzazione di spazi espositivi permanenti di opere provenienti dalla GAM di Torino, perché la GAM non ha spazio per esporre le sue opere e ce ne avrebbe date alcune. Va detto che Rivara ha una ricca tradizione artistica. Il progetto valeva 120 mila euro, già arrivati nelle casse comunali, e ad oggi non è concluso. Ma questo è un fatto, non vuole essere un giudizio di merito su Andriollo. Abbiamo anche lasciato da terminare il restauro del teatro, e pure quello è tutt’oggi in itinere. Era un progetto da 240mila euro, anche quelli già arrivati
Dunque, due progetti già finanziati ma ancora da terminare. Perché Andriollo non li ha conclusi? Mancanza di volontà politica?
Dopo il secondo mandato non ho avuto intenzione di ricandidarmi perché l’incarico da sindaco stava diventando sempre più stressante e non mi permetteva di continuare a lavorare. Dunque non sta di certo a me giudicare l’operato dell’attuale amministrazione. Non credo sia una questione di mancanza di volontà politica: la pandemia ha sconvolto tutto, conosco persone che amministrano a vario titolo altri Comuni e che sono rimasti traumatizzati per via dell’effetto che l’emergenza sanitaria ha avuto sul loro lavoro. Mi rendo conto che non sia facile fare il sindaco in queste condizioni. Va anche detto che le opere pubbliche, con la pandemia, si sono completamente arrestate. Per questo non voglio avanzare nessuna critica.
Va bene, dunque le riformulo la domanda in modo da renderla più propositiva…
Lei vuole proprio farmi dire delle cose su questo tema!
...cosa farebbe bene a Rivara, specie in un contesto di emergenza pandemica?
Credo che il paese non abbia problematiche legate alla pandemia, o almeno non più gravi che in altri Comuni. In generale, la cittadinanza di Rivara ha bisogno di sentire la vicinanza dei suoi amministratori, che si coniuga a valori quali attenzione e ascolto. Altra questione fondamentale: va gestita la quotidianità così come la progettualità. Anzi, è importante che le piccole amministrazioni non si facciano intrappolare dalla quotidianità: bisogna alzare la testa, guardare più lontano e cercare progetti a lungo termine.
Certo è che spesso le amministrazioni si trovano davanti diverse scadenze, ma poco personale con cui gestirle…
Questo è vero. Il problema si è posto adesso coi bandi del PNRR, ma c’era già quando amministravo io. In quei casi si va avanti e si cerca di fare il possibile.
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