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IVREA. Piccoli: “Nessuna mala fede”. E la colpa ora è della Consulta

IVREA. Piccoli: “Nessuna mala fede”. E la colpa ora è della Consulta

Elisabetta Piccoli

Una bomba a mano pronta ad essere sganciata già nell’anteprima del consiglio comunale. Sul piatto una interrogazione del consigliere comunale del Pd Andrea Benedino su quei 100 mila euro di sostegni anti-covid erogati ad una manciata di associazioni tra Natale e Santo Stefano, non prima di una modifica ad hoc del bando per allargare la platea dei possibili richiedenti a tutte le associazioni iscritte all’albo comunale e non invece solo a quelle del terzo settore. Si aggiungeva una mozione del Pd sulla scarsa pubblicità data al secondo bando, per 200 mila euro, rivolto a tutte le attività economiche. Si sarebbero dovute e potute  (e in tanti se lo aspettavano) chiedere le dimissioni del vicesindaco Elisabetta Piccoli, colpevole e pure rea confessa del gran “pastrocchio”, l’ennesimo. Nessuno avrebbe obbiettato, considerando che, nella storia politica del nostro paese, lo si è fatto per molto meno e le si chiesero addirittura ad un assessore per la troppa neve caduta a Torino. Altri tempi. In quest’occasione, comunque, sarebbe stato come sparare sulla Croce Rossa. Le Opposizioni avrebbero potuto “asfaltare” tutta la giunta ma non lo hanno fatto.  Alla fine Benedino ha riconosciuto la buona fede di Elisabetta Piccoli concentrandosi sulle responsabilità dell’esecutivo nel suo insieme. Solo in 97 hanno fatto domanda su una platea di più di 500 commercianti. O non hanno subito perdite (ma non lo credo)  o qualcosa non ha funzionato - ha stigmatizzato il capogruppo del Pd Maurizio Perinetti concentrandosi sulle attività economiche -  Sono andato a cercare e non c’è un comunicato stampa. L’Amministrazione ne fa tanti, ma in questo caso non c’è. La cosa ci stupisce. I casi sono due: o c’è stata carenza o non si voleva informare. La forma è stata rispettata ma era più importante la sostanza...” E poi sulla Consulta...  “Avete sbandierando il gran lavoro fatto sul commercio e poi sulle cose importanti non l’avete consultata e neanche presa in considerazione.  Potevate almeno informare la commissione, ma ci sono commissioni che si riuniscono una volta all’anno. Siamo a livelli minimi.  Ci sono organismi che obbligatoriamente dovrebbero essere consultate.  Fa quasi il mea culpa il grillino Massimo Fresc.  “Questi bandi sono sfuggiti a tutti, anche ai consiglieri comunali - ha sottolineato  - Lo avessimo saputo avremmo presentato delle interpellanze. E’ vero che i tempi sono stati stretti e dovremmo impegnarci tutti a consultare l’albo però il 13 dicembre c’è stata una commissione e non se n’è fatto alcun accenno ... L’informazione è girata solo tra gli iscritti all’Ascom. Non ne sapevano nulla anche in Confartigianato e in Confesercenti. Il presidente della Consulta lo ha saputo dai giornali. Una sorta di corto circuito istituzionale. Un’ingiustizia per alcuni commercianti...”. Tant’è...! Così è se vi pare. E poco importa se il consigliere comunale Andrea Benedino  parlando con Ciro Lubrano Lavadera, che della Consulta è il presidente, è venuto a conoscenza di molti commercianti che potrebbero abbassare le saracinesche per sempre. “Questi nominativi - ha inforcato  - tra i vincitori del bando non ci sono. E loro sì,  avrebbero avuto bisogno di soldi. Risorse così  importanti meritavano un’informazione altrettanto importante...”. Peraltro Benedino ha fatto notare la grande assenza dell’assessore al commercio Costanza Casali sia nei rapporti con la Consulta sia nelle commissioni. “Si è girata dall’altra parte. Ha gestito tutto Piccoli... Facciamo tesoro di questi errori...”: Insomma una questione di “trasparenza” e di “partecipazione” di cui tutti si sciacquano la bocca ma poi....  Ci crede ancora Francesco Comotto: “Sono importanti sempre, ancor di più quando si parla di 300 mila euro. Abbiamo discusso di fondi ben più irrisori. Mi chiedo quanto sia legale un bando che dura da Natale a Santo Stefano, ma questo è un altro discorso....”. Dalle file della maggioranza niente che non sia già stato detto.  “Tutto si può dire anche il fatto che avremmo potuto fare meglio, ma la malafede non c’è stata..” ha messo le mani avanti il vicesindaco Elisabetta Piccoli. E ci si è giustificati con i tempi stretti considerando che i fondi dovevano essere assegnati entro e non oltre il 31 dicembre (in realtà il termine è poi stato spostato, ndr), non prima di aver accertato gli equilibri di bilancio e conteggiato i minori introiti della Tari. “Potevamo non fare nulla e rimandare quei soldi indietro - ha concluso Piccoli - Tutto è perfettibile. Posso però dire che in parecchi si sono interfacciati con il Comune e sono pure uscite delle FAQ. Proprio grazie a questo ci siamo accorti che alcune associazioni sarebbero rimaste ingiustamente fuori...”. Non fosse stato per la capogruppo Maria Piras, poteva finire qui. Lancia in resta ha difeso tutto il lavoro fatto senza “se” e senza “ma”. “Non c’è stato il comunicato ma l’informativa. Poi la newsletter, il sito e i giornali...  Non è colpa nostra se qualcuno era distratto dal lavoro....” .  E se Donato Malpede ha tirato in ballo una “solidarietà tra le associazioni che non c’è stata”  la capogruppo Anna Bono ha puntato diritto il dito su Ciro Lubrano. “Non ho detto che è colpa sua - ha bofonchiato - Sto dicendo che la Consulta evidentemente deve rodarsi. Chi la compone e chi è ai vertici deve assumersi la responsabilità dell’incarico....”. Un solo piccolo siparietto tra il consigliere Francesco Comotto e la vicesindaca Piccoli che di fronte ad una richiesta di dati che giungeva dal capogruppo del Pd Maurizio Perinetti, gli ha risposto per le rime: “Mica siamo qui a fare un dibattito....” “E che cosa ci stiamo a fare secondo Piccoli qui - ha ribattuto Comotto -  Credo che non volesse dire quello, ma dovrebbe pesare le parole e non dire stupidaggini...”.
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