Affidamento e allontanamento dei figli dal nucleo famigliare per gravi motivi. Due modi di intendere il problema: centrodestra da una parte e centrosinistra dall’altra. Molto hanno influito, a dire il vero, negli ultimi mesi, alcune indagini giudiziarie e la serie televisiva “Veleno” in onda su Prime Video. Se n’è parlato anche in maniera molto vivace, l’altra sera, in consiglio comunale, grazie ad un ordine del giorno presentato dal Partito Democratico, poi bocciato dalla maggioranza.
All’indice un nuovo disegno di legge (“Allontanamenti Zero”)dell’assessore regionale alle Politiche Sociali Chiara Caucino convinta più che mai -e questo lo ha dettoil consigliere comunale Gabriella Colosso - “che su questo fronte si sia dormito...”.
Si chiedeva alla giunta comunale di attivarsi per chiederne il ritiro (o la sospensione) e maggiori risorse per i servizi socio-assistenziali e per le famiglie affidatarie. Ma anche al Comune di stanziare risorse per la tutela dell’infanzia, per l’accompagnamento delle famiglie in difficoltà e per lanciare campagne informative alla ricerca di nuove famiglie affidatarie, contrastando in tutti i modi la “propaganda innescata dal centrodestra contro gli assistenti sociali”.
Il documento, il cui esame sta proseguendo in commissione, si pone come finalità il sostegno delle famiglie tramite interventi di supporto economico, sociale e psicologico ai genitori naturali e, in mancanza di essi, ai parenti entro il quarto grado. Il documento stabilisce che, in Piemonte, l’allontanamento di un minore dal nucleo famigliareper cause di fragilità o inadeguatezza dei genitori possa essere praticato solo successivamente all’attuazione di un progetto educativo (P.E.F) che abbia almeno una durata semestrale.
Insomma secondo Caucino i servizi sociali e le autorità giudiziarie allontanerebbero i minori dalla famiglia d’origine con troppa facilità.
Secondo il Pd, tutto questo è sbagliato è si dovrebbe investire ancora di più sui servizi sociali
“L’attacco dell’Assessore e dei partiti di maggioranza al modello operativo piemontese rappresenta una forma di delegittimazione degli operatori che quotidianamente fanno fronte alle difficoltà delle famiglie, spesso in situazioni di forte criticità a causa della scarsità di personale e della carenza di risorse. La delegittimazione alimenta la sfiducia e concorre all’aumento delle aggressioni nei confronti degli assistenti sociali, considerati i responsabili ultimi degli allontanamenti, sebbene in Piemonte da molti anni l’istruttoria sia sempre effettuata in forma collegiale (équipe) e multidisciplinare e la decisione di allontanare un minore dalla sua famiglia sia sempre assunta o comunque convalidata ad horas dalle autorità giudiziarie...”
Insomma: tutto sbagliato. Sbagliato parlare di “allontanamenti facili”, in numero eccessivo o motivati dalla povertà economica.“Il sistema dei servizi piemontesi - ha rimarcato Gabriella Colosso del Pd - è sano, ricco di professionalità di prim’ordine, fondato su una tradizione normativa, procedurale, operativa e di Terzo Settore che per molti aspetti ne ha fatto un apripista e un modello per il resto d’Italia, ma è affaticato ed indebolito dalla carenza di personale e di risorse e dalla scarsa omogeneità territoriale ed integrazione tra comparto sociale, educativo e sanitario, che rischiano di rendere gli allontanamenti non tanto eccessivi, quanto tardivi...”.
Bene dire che al 31/12/2018 i minori presi in carico dai servizi sociali erano 60.068 (il 9% della popolazione minorile piemontese). Di questi, 2.597 minori erano seguiti fuori dalla famiglia d’origine: 1.050 in comunità residenziale e 1.547 in affidamento familiare. Più nello specifico si parlava di 459 stranieri non accompagnati, 641 affidati a parenti fino al quarto grado, 411 allontanamenti consensuali, cioè disposti con il consenso della famiglia d’origine, 1.086 allontanamenti giudiziali extra familiari
Al 31.12.2019 i minori seguiti fuori dalla famiglia d’origine erano 2.435, di cui 383 stranieri non accompagnati e 352 consensuali. Al 31.12.2020 erano 2.325, di cui 339 stranieri e nel 2020 erano 272 in meno rispetto al 2018.
“In generale -ha specificato il Pd - l’Italia allontana i minori dalla famiglia di origine molto meno di altri Paesi europei. Le famiglie affidatarie ricevono un rimborso spese quasi simbolico che certamente non può generare un interesse economico.Nella maggior parte dei casi l’allontanamento è l’extrema ratio, come previsto dalla Legge 184/1983. Le cause più frequenti di allontanamento sono inoltre legate a carenze educative, problemi psichiatrici o dipendenze dei genitori, incuria e trascuratezza e non alla povertà materiale. ..”
In tutta evidenza un ordine del giorno politico che andava in cerca dello sconto.
“Come si pensa di raccogliere il consenso della maggioranza se poi nell’ordine del giorno scriviamo che si vuole contrastare la propaganda del centrodestra? Togliamolo”: ha stigmatizzato il consigliere Francesco Comotto.
Consapevole delle diverse posizioni il capogruppo del Pd Maurizio Perinetti: “E’ un tipico caso di confronto da visioni diverse, tutte animate dal cercare di risolvere un problema. Alcuni presupposti di tipo ideologico non ci vedono così convinti. Non condividiamo la sfiducia nell’operato dei servizi sociali, un comparto fortemente professionalizzato che viene colpito in maniera pesante...”.
Con il dente avvelenato Gabriella Colosso. “Allontamento zero è solo propaganda - ha inforcato -In Italia abbiamo una bellissima legge la 184 dell’83 che tutela il minore a vivere con la famiglia. Caucino mi sa che se n’è scordata. Si parla di soldi ma sono pochi i soldi stanziati e oltretutto sono fondi che aiutano la famiglia ma non in termini di accesso ai servizi. Ricordo a tutti che lo scorso anno sono morti 447 bambini per mano dei genitori. E su questo che dobbiamo intervenire...”.
Non ha voluto sentire ragioni, del tutto allineata con il Governo regionale la capogruppo della Lega.“Questo è un attacco all’assessore regionale Caucino e a chi la appoggia, considerati responsabile di eventuali aggressioni. L’allontanamento zero è un titolo auspicabilissimo: significa ridurre il numero di situazioni che comportano l’allontanamento e l’inserimento di un bambino in un ambiente estraneo. Conosco il mondo degli assistenti sociali. Ho svolto un corso che era frequentato da giovani che avevano scelto l’indirizzo sociale. Ambiente sano ma difficile. Un periodo bellissimo della mia carriera universitaria...”.
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