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IVREA. Diego Borla: “Mea culpa, mea culpa” Fumata nera per la Guelpa...

IVREA. Diego Borla: “Mea culpa, mea culpa” Fumata nera per la Guelpa...

Diego Borla

Ma come si fa ad arrivare in consiglio comunale con un nome già impacchettato per l’approvazione dopo che ci si era fatti belli in giro per la città, raccontando a tutti di una modifica dello statuto che aveva trasferito la competenza sulla nomina dal sindaco proprio al consiglio comunale. E’ successo l’altra sera. Poi  il sindaco e il presidente Diego Borla si sono accorti dello scivolone, hanno capito di aver fatto la pipì fuori dal vaso e, prima che scoppiasse la bagarre (ed è certo che sarebbe scoppiata), hanno tirato i remi in barca e dato ragione alle Opposizioni, sospendendo la votazione.  Della seria: mea culpa, mea culpa, mea grandissima culpa... Chapeau! Fa sorridere che, per un errore, una dimenticanza, un refuso (chiamatelo come volete) la nomina neanche era stato indicata tra i punti all’ordine del giorno. Insomma era destino... In ogni caso un presidente eletto dal consiglio è la prima volta che  capita da quando esiste la Fondazione Guelpa. Due i candidati: Franco Daniele Selvaggio e Bartolomeo  Corsini. La maggioranza ha già opzionato quest’ultimo non foss’altro che il presidente lo sta facendo da giorno dopo  le dimissioni di Roberto Battegazzorre... “Se si fosse svolta la votazione io sarei uscito dall’aula - ha ringraziato il grillino Massimo Fresc.  Prima di arrivare alla decisione, comunque, ce n’è voluto un bel po’. A criticare per primo il metodo definendolo una “occasione persa” è stato Andrea Benedino del Pd. “Speravo che il processo di selezione coinvolgesse il consiglio comunale come indicato nello statuto - ha preso la parola - Mi sono preso la briga di sentire e incontrare Corsini ma avrei preferito sentire entrambi in una sede istituzionale...”. Il grillino Massimo Fresc, Sconfortato e, soprattutto “basito”, ha ricordato non solo le mozioni approvate all’unanimità per arrivare alla modifica dello statuto ma anche i contrasti del passato con i vertici della Fondazione che portarono addirittura alle dimissioni (poi rientrate) dell’ex sindaco Carlo Della Pepa. Una storia di discontinuità e di attriti, di accuse nella gestione, di poca trasparenza  e scarsa comunicazione.  “Il fatto che sia il consiglio a eleggere il presidente ci dice che siamo noi a dettare gli indirizzi - ha più o meno sottolineato - Siamo sicuri che i candidati li condividono? Non vorremmo trovarci di nuovo di fronte ad un corto circuito.. Ricordo che non  tutto il cda era allineato con il vecchio presidente...” Basito Fresc basito pure il sindaco. “Corsini è da mesi che svolge il ruolo di presidente ad interim - ha ribattuto a Fresc - Abbiamo sempre detto che sarebbe stato una scelta di continuità...”. Basiti loro e contro-basito il consigliere Francesco Comotto. “Io - e intervenuto nel botta e risposta - Corsini non so chi sia né che cosa abbia fatto. Non è che uno prende il telefono e chiama come ha fatto Benedino. Anche io mi sarei aspetto di votare un presidente in maniera più consapevole...”. La pensa come Benedino, Fresc e Comotto pure il capogruppo del Pd Maurizio Perinetti: In passato la nomina era una responsablità del sindaco, ora è del consiglio. Un’analisi dei candidati  è necessaria...”. Tutto chiaro? Sì E infatti Sertoli no se lo è fatto ripetere due volte. Ha chiesto la sospensione del punto all’ordine del giorno e la convocazione di una capigruppo per conoscere i due candidati. “Agli errori si può rimediare....”  ha chiuso ogni battibecco, spalleggiato in questo dal presidente del consiglio che solo qualche minuto prima si era preso tutta la “colpa” per il disguido. “Mi prendo questa responsabilità di non aver agito in questo senso. Non ho avuto questa intuizione...”. Ringraziamenti a entrambi dalle file dell’Opposozone per l’onesta intellettuale dimostrata... Corsini in ogni caso è considerato dalla maggioranza di centrodestra una presidenza perfettamente allineata con l’attuale governo della città. Il valore aggiunto di Corsini sarà – anzi è già – la sua recente nomina nel Consiglio di Amministrazione di Film Commission Torino Piemonte FCTP. Da qui in avanti, largo al toto candidati per il posto che Corsini lascerà libero nel cda. Fatto il presidente si cercherà un uomo o una donna per il cda che capisca qualcosa di finanza. Manuale Cencelli alla mano, considerando che la Lega aveva imposto Giacomo Bottino, le Opposizioni avevano indicato Daniela Broglio e l’avvocato Giancarlo Guarini era stato nominato nel segno della continuità con il passato, a pretendere una rappresentanza si precipiteranno “Coraggio Italia”, Forza Italia e i “Fratelli d’italia”. Scorrendo la lista di chi aveva partecipato al precedente bando spunta il nome di Gianberto Manera (oggi dello staff di Icona, Generale nel 1991, ex consigliere comunale e ex dirigente di Confindustria), indicato dal presidente del consiglio Diego Borla, quindi vicino a “Coraggio Italia”. Ma anche di Giuseppe Fragiacomo (ex direttore della biblioteca), di Barbara Manucci (presidente dell’Albo delle Associazioni e molto attiva nella Caritas), di Dario Noascone (consigliere comunale a Cuorgnè, vicino a Fratelli d’Italia), di Angelo Spiller (ex consigliere comunale, ex militante nel partito Udc, ex titolare di Ivreagrafica), di Daniele Salvaggio (giornalista) e di Laura Salvetti (ex direttrice del Museo Tecnologicamente e ex assessore comunale). 
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