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IVREA. Bono e il “taharrush gamea”. Non tutti gli stupri sono uguali

IVREA. Bono e il “taharrush gamea”. Non tutti gli stupri sono uguali

molestia collettiva

A Milano, dopo le aggressioni di Capodanno, di cui sono state vittima almeno 12 ragazze in piazza Duomo, i militanti di Fratelli d’Italia  hanno organizzato una fiaccolata di protesta “per condannare la cosiddetta pratica della Taharrush Gamea, un’espressione in lingua araba che significa letteralmente ‘molestia collettiva’ e che indica, leggiamo da wikipedia “un’aggressione sessuale di massa ai danni di una donna, che può anche sfociare nello stupro...” Anche di questo s’è parlato sul finale di un consiglio comunale a Ivrea che non aveva ancora regalato alcuna acrobazia letterale. In discussione un ordine del giorno firmato da tutta la maggioranza con tanto di invito al sindaco e alla giunta a chiedere “agli organi rappresentativi delle Istituzioni territoriali, alle Prefetture e al Ministero dell’Interno di affrontare questa forma di violenza senza sminuirne l’importanza e la specificità per timore di essere accusati di islamofobia e razzismo”. Ma anche a “sollecitare moschee, centri di cultura e associazioni islamiche affinchè collaborino e intraprendano  a loro volta iniziative rivolte a giovani e famiglie al fine di delegittimare e prevenire simili comportamenti...”. Inutile dire che l’ordine del giorno così costruito più che difendere la donna, puntava diritto il dito indice sullo straniero. Talmente offensivo da indurre il grillino Massimo Fresc e Francesco Comotto a non partecipare al voto. “Io studio l’Africa e so di che cosa parlo....  - ha inforcato la leghista Anna Bono portandosi a spalle tutta la maggioranza - La pratica è stata documentata per la prima volta in Egitto nel 2005, quando fu utilizzata dalle forze dell’ordine come strumento di repressione contro le donne che protestavano al Cairo in piazza Tahir. Si è poi diffusa e, in Egitto, i casi si sono moltiplicati soprattutto a partire dal 2011, l’anno della rivolta popolare che ha portato alla caduta del presidente Mubarak. In Europa il primo caso noto di questo tipo di violenza sessual e si è verificato in Germania, a Colonia, nella notte tra il 31 dicembre 2015 e il 1° gennaio 2016, quando centinaia di donne hanno subito molestie sessuali di massa da parte di giovani di origine nordafricana e mediorientale. Episodi analoghi sono stati denunciati ad Amburgo e in altri stati europei tra cui l’Austria, a Salisburgo, la Svizzera, a Zurigo, e la Finlandia, a Helsinki sempre nella notte di San Silvestro, e successivamente, nel 2014 e 2015, in Svezia ...”. E secondo Bono esisterebbe un vero e proprio modus operandi che prevede la formazione di tre cerchi compatti di aggressori. “Il primo cerchio è quello che violenta fisicamente la ragazza. Il secondo cerchio filma, fotografa e si gode lo spettacolo. Il terzo cerchio distrae la folla vicina con urla e rumori per non far comprendere che cosa accade. La vittima svestita subisce palpeggiamenti, percorse, morsi penetrazioni digitali o con corpi estrani e, se ci sono le condizioni di tempo, violenza sessuale vera e proprio...” “Un’azione di gruppo - ha concluso Bono - deliberata e pianificata diversa dalla violenza sessuale individuale (....) Il senso di questa specifica violenza sessuale è esercitare il controllo sulle donne, umiliarle punirle perchè osano mostrarsi, uscire di casa senza gli uomini a cui appartengono, quindi dimostrandosi donne di nessuno, alla portata di tutti...”. Uno spiegone a tratti senza alcun significato, considerando che non si capisce perchè mai una donna dovrebbe fare dei distinguo tra un tipo di violenza e l’altra se sempre di violenza si tratta. O considerare meno violenta la violenza del marito, dell’amico o del vicino di casa italiano rispetto a quella di un nordafricano. Chiedere a chi le violenze le ha subite cosa ne pensa, nel frattempo quel che resta è una sorta di odio nei confronti dello straniero o, come l’ha definita il consigliere comunale Francesco Comotto: Un ritorno delle guerre di religione, al medioevo”. O a Dante Alighieri che nella Divina Commedia pone Maometto e il genero Ali all’Inferno, tra i “seminatori di discordia”. Chissa chi ci metterebbe oggi se fosse ancora in vita? Un ordine del giorno che, secondo la consigliera Gabriella Colosso del Pd si prestava a facili generalizzazioni e strumentalizzazioni politiche. “Le donne vittime di violenza - ha snocciolato alcuni numeri - nel 2020 sono state 24 mila. Nell’80% dei casi c’erano di mezzo degli italiani. ..A luglio 2021 a Legnano una ragazza è stata violentata da 5 ragazzi, di età compresa tra i 17 e i 21 anni, residenti in Veneto., Lombardia e Piemonte. Tutti di buona famiglia...”. Insomma, la violenza è violenza: punto. “Concordo ma sono due cose diverse...” è intervenuta l’azzurra Paola Girelli, l’unica della maggioranza a portar acqua a Bono.  “Il rischio - ha stigmatizzato il grillino Massimo Fresc - è che questo tipo di odg faccia più male che bene alla comunità. A leggerlo sono stato urtato. Come si fa a non temere di essere accusati di razzismo o islamofobia. Di razismo magari no, ma di islamofobia sicuramente sì.... E’ un’offesa alla cultura dell’Islam. Io non vedo una minaccia di questo tipo. Dovremo uscire da questo modo di vedere le cose cristianocentriche e pensare ad un futuro di convivenza... “ Dello stesso avviso Francesco Comotto: “Con questo ordine del giorno  passa il messaggio che le molestie sessuali collettive siano un fenomeno legato a branchi di giovani immigrati nordafricani. Anche volondo emendare il testo non sapresi dove iniziare. E’ un testo inemendabile. Ma come si fa a dire che questa modalità è peggiore di uno stupro occasionale. Se è il figlio di papa, occasionalmente, va bene. ...”. Colpo di scena finale “Vabbè dai, fateci poi vedere la lettera che spedirete...” ha incalzato il capogruppo del Pd Maurizio Perinetti. Risposta del sindaco: “Non penso sia il nostro ruolo mandare lettere a ministro e primi ministri....”. Ed evidentemente, per come lo si è conosciuto in questi anni di governo, non gli passa neanche per l’anticamera del cervello di fare proselitismo in città. Sintonizzato sulle frequenze “radio” dalla Lega per una seconda candidatura a sindaco approva tutto quello che gli dicono di approvare...
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