FAVRIA. Ex Casa del Sole: la notizia è che a fine 2021 Favria ha vinto il ricorso con cui si opponeva al pagamento del debito da quasi un milione e mezzo con la MGL Gest, cooperativa che gestiva la “Casa del Sole”, ex Rsa che oggi ha cambiato gestione.
È una buona notizia? Solo a metà. Questo perché secondo i giudici il Comune dovrà semplicemente rimborsare una somma minore (circa 800 mila euro) rispetto a quella richiesta prima della vittoria del ricorso. Per capire meglio la questione, però, bisogna ricostruirne meticolosamente tutti i passaggi.
La storia della Casa del Sole
Tutto comincia nel 2004 con una gara d’appalto per l’assegnazione di una struttura di proprietà del Comune. Si tratta di una Rsa che esiste da poco meno di trent’anni e che il Comune affida periodicamente tramite bandi di gara.
Quell’anno, però, il bando di gara fu pubblicato col fine di affidare la struttura in locazione. Una procedura che, secondo Silvio Carruozzo, attuale assessore della Giunta Bellone, fu quantomeno discutibile: “Quella procedura, di solito, la portano avanti i privati, non gli enti pubblici. Perché fu avviata in quel modo?”.
Ad ogni modo, la Mgl Gest srl vinse l’appalto e firmò il contratto. Tra le carte c’era anche l’articolo 8, che spiega chiaramente che, qualora l’azienda avesse apportato delle migliorie alla struttura in cui operava e non si fosse vista rinnovare il contratto dopo cinque anni, avrebbe potuto pretendere dal Comune il rimborso di tutte le opere.
Cinque anni dopo, però, erano cambiate tante cose. Mgl Gest arrivò alla scadenza morosa, piena di debiti un po’ con tutti, compreso il Comune. Che per questi motivi non rinnovò il contratto, forte anche di una sentenza del Tribunale di Ivrea che nel 2011 aveva accertato la morosità dell’azienda e fatto partire i pignoramenti verso terzi.
Nel quinquennio in cui aveva gestito la Rsa, però, l’azienda aveva avuto modo di apportare effettivamente delle modifiche alla struttura, e impugnando il famoso articolo 8 si organizzò per presentare la fattura all’Amministrazione Comunale. I lavori vennero fatti valutare da un perito. Risultato: due milioni di euro.
A quel punto, la prassi avrebbe previsto l’apertura di un percorso legale per comprendere chi avrebbe dovuto pagare questi soldi. “Ma questo non è avvenuto – spiega sempre Carruozzo – e il Comune ha iniziato a pagare a rate il debito senza che nessuno l’avesse obbligato”.
Un atto di buona coscienza? Può essere, ma resta il fatto che, secondo Carruozzo, quei soldi il Comune poteva benissimo non pagarli. Nel 2016, poi, il procuratore fallimentare, senza aver mai fatto causa al Comune, chiede la mediazione del tribunale di Ivrea per risolvere definitivamente la questione.
Nulla di nuovo: il Comune aveva già pagato circa 800mila euro del debito, ne restavano precisamente 1 milione 364mila 532,40 euro, da rimborsare versando 12 mila 500 euro al mese, che l'Amministrazione avrebbe preso dal canone di locazione della nuova Rsa.
Il resto lo racconta Carruozzo: “La mediazione non fu messa a bilancio. Il sindaco di allora Serafino Ferrino firmò in solitaria la transazione, senza che il consiglio comunale gli desse l’incarico: è un tipo di modus operandi che non è regolare”.
Ferrino firmò il lodo il 6 giugno 2017, pochi giorni prima che la sua Giunta lasciasse il posto a quelle guidata da Vittorio Bellone. Perché una mossa del genere? Carruozzo pensa che “Ferrino sia stato per vent’anni il signore di Favria, la persona attorno alla quale ruotava tutta la vita del Comune…”. A buon intenditor poche parole.
Cosa contesta la giunta Bellone
Venendo ad oggi: cosa contesta la Giunta Bellone al lodo del 2017? Prima di tutto, secondo gli avvocati ingaggiati dal sindaco, le migliorie apportate alla casa di riposo da MGL Gest furono effettuate non col fine di rendere più efficiente la struttura in sé, bensì per ragioni legate al profitto all’azienda: “Hanno aumentato i posti letto, va bene – ammette Carruozzo- ma questo è andato a vantaggio loro e non del Comune”.
In più, “il perito che ha dovuto valutare le migliorie ha contato tanti beni mobili come letti, scaffali, e persino pacchetti di crakers… tutti oggetti che MGL Gest poteva portare via con sé…” spiega Carruozzo.
Il ricorso è stato vinto solo a metà: il debito è stato ridotto a circa 780mila euro: “Per me è già una grande vittoria – conclude Carruozzo – ma non vogliamo accontentarci”.
Il problema è che le elezioni di Favria solo alle porte, e questo solleva delle grosse incognite sul futuro: se Bellone dovesse ricandidarsi ed essere riconfermato, le eventuali ulteriori procedure contro il debito continuerebbero; se ciò non accadesse, invece, le carte in tavola potrebbero cambiare nuovamente.
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