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RIVAROLO. L'avvocato: zero chance contro il parco fotovoltaico

RIVAROLO CANAVESE. Si riducono sempre di più le possibilità per il Comune di Rivarolo di riuscire a fare ricorso al Tar contro l’approvazione del grosso parco fotovoltaico da parte di Città Metropolitana (trenta campi da calcio) di Argentera. I capigruppo consiliari che si sono riuniti con l’avvocato Martino hanno ricevuto solo cattive notizie. Non ci sono cavilli né buchi dove infilarsi per cavare qualche risultato. L’approvazione del parco fotovoltaico aveva destato la rabbia di Consiglio e Giunta, e così tutti, maggioranza e opposizione, hanno stipulato un armistizio informale per unirsi nella lotta. I dettagli dell’esito dell’incontro li spiega Alberto Rostagno, sindaco di Rivarolo: “L’avv. Martino ha detto che dal punto di vista meramente giurisprudenziale non ci sono grandi possibilità per fare ricorso al tar. Inoltre, il 22 gennaio sono scaduti i 60 giorni dal nullaosta che Città Metropolitana ha dato alla costruzione del parco. Era questa la condizione fondamentale per avviare eventuali procedure di ricorso”. In verità ci sarebbe anche un’altra possibilità ancora percorribile: “ Si può fare ricorso di fronte al Presidente della Repubblica, anche se su questo non è ancora stata presa una decisione”. Rostagno pare poco convinto della fattibilità del progetto di opposizione: non ci sarebbero infatti margini di movimento perché non ci sono vizi di forma nelle procedure di Città Metropolitana e nelle carte dell’azienda che costruirà il Parco. Il sindaco pare credere di più nella lotta ai fondamenti “malati” della decisione di Città Metropolitana:Faremo un’azione nei confronti della Regione e dello Stato centrale per far sì che i terreni come quello di Argentera non vengano utilizzati per realizzare opere come i parchi fotovoltaici. Inoltre abbiamo inviato una lettera alla Regione per discutere i parametri organizzativi e i buchi normativi che riguardano grandi opere di questo tipo”. Il problema, in sostanza, è che per la legge è tutto nella norma, ma per Rostagno e le opposizioni è proprio la legge che va cambiata, eliminando i buchi normativi che fanno sì che grandi aziende possano costruire opere così ingenti dove vogliono e rimanendo indisturbate. Ma questa è una lotta lunga, che richiederà tempo e pazienza. Forse, quando sarà conclusa, il parco sarà già operativo.
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