Cerca

IVREA. 300 mila euro di contributi anti Covid. E se la Procura aprisse un’indagine?

IVREA. 300 mila euro di contributi anti Covid. E se la Procura aprisse un’indagine?

Municipio ivrea

Due bandi del Comune. Uno per assegnare 200 mila euro in contributi alle attività economiche, l’altro per altri 100 mila alle associazioni e alle società sportive dilettantistiche e culturali colpite dall’emergenza Covid. Tanti soldi e tanti buoni propositi. Pubblicati il 10 dicembre scorso all’albo pretorio prevedevano l’inoltro delle domande entro le ore 24 del 21 dicembre. Tempi decisamente ristretti, ma tant’è.  Poi ad un certo punto ci si è accorti (chissà quante telefonate sono arrivate ai cellulari di consiglieri comunali di maggioranza e assessori) che tra i possibili beneficiari erano state escluse le Fondazioni e, ancora, che  l’iscrizione al Registro del Terzo Settore (una delle inderogabili richieste) avrebbe impedito a molti di  partecipare. Morale? Alle 15,10 del 22 dicembre, alla chetichella, la Giunta Comunale si è riunita per approvare una nuova delibera, la n. 361, con la quale sono stati prorogati i termini per la presentazione delle domande alle ore 24 del 26 dicembre. Alla decisione ha fatto seguito un nuovo “bando” e una serie di modifiche per ampliare i potenziali beneficiari alle Fondazioni e a tutti i soggetti iscritti all’Albo delle associazioni e con sede legale, sociale o operativa ad Ivrea, eventualmente iscritte (e non categoricamente iscritte, come in precedenza) al registro del Terzo Settore.  Un bando pubblicato alla Vigilia di Natale con scadenza a Santo Stefano La giunta si è riunita il 22 e il bando è stato pubblicato alla vigilia di Natale con scadenza a Santo Stefano.  A guardarla bene, una roba da Procura della Repubblica (e non è detto che non ci sia già una denuncia), considerando che difficilmente uno passa il Natale attaccato al sito internet del Comune, a meno che non sia davvero tanto malato... Stando ai “tam-tam” pare che in tanti siano stati informati telefonicamente delle modifiche e invitati a presentare domanda.  Ad accendere un riflettore su questa strana “corsa” al contributo, consumatasi tra una fetta di pandoro, un bicchiere di vin brulè,  Asti moscato e panettone è stato il consigliere comunale del Pd Andrea Benedino. Ha chiesto al sindaco Stefano Sertoli e al presidente del consiglio comunale Diego Borla se l’Amministrazione Comunale “ritenga che questo metodo di pubblicare i bandi, modificarli significativamente nel weekend e ripubblicarli tra la Vigilia di Natale e Santo Stefano, avvisando in modo discrezionale solo alcuni dei potenziali beneficiari, sia un metodo ortodosso e corretto di rapportarsi con il modo delle nostre associazioni…”. Chiaro a tutti che se l’Amministrazione avesse dato un’adeguata pubblicità alle “modifiche” probabilmente di domande ce ne sarebbero state di più, non foss’altro che di associazione “iscritte” ce ne sono più di 300. “Poi è vero – ammette Benedinoche sono ancora poche le associazioni culturali iscritte al Registro del Terzo Settore e che le onlus non potrebbero comunque essere iscritte. Così com’è vero che le Fondazioni (inizialmente escluse dal bando e poi riaccolte) non potrebbero iscriversi a tale Registro perché vi è ancora incertezza tra i notai su come iscriverle…”.  Insomma quel requisito, previsto come essenziale nel primo bando, avrebbe impedito l’accesso alla maggior parte dei potenziali beneficiari, tanto che diverse associazioni avevano rinunciato a presentare la domanda. “Il risultato di questa confusione – passa e chiude Benedino  è che alcune associazioni si sono risvegliate dopo Natale con un significativo contributo, mentre altre – più distratte o forse i cui numeri non erano nella rubrica degli assessori – si sono ritrovate solo il “carbone della Befana”. Del tutto insignificante la difesa dell’Amministrazione comunale, sull’iscrizione al terzo settore. “E’ un obbligo di recente istituzione che ha generato parecchie rimostranze presso gli uffici comunali da parte delle associazioni – commentano – lamentavano difficoltà tecniche per l’iscrizione. Le telefonate menzionate dal Consigliere non le abbiamo, quindi, certo fatte noi ma sono state le stesse associazioni a rivolgersi agli uffici e a cercare di ottenere da questi le risposte tecniche. Non c’è stata nessuna malafede ma quella che è mancata è stata la voglia da parte del Consigliere Benedino, prima di rilasciare interviste o far pubblicare pezzi di Interpellanza, di porre domande e ottenere risposte…”. Resta incredibile che i problemi di alcuni si siano risolti tra Natale e Santo Stefano, neanche che in quei giorni, in Municipio, fossero tutti lì ad aspettare le telefonate... “I tempi erano strettissimi. – hanno messo le mani avanti in Comune –  Abbiamo avuto pochi giorni a disposizione per organizzare e chiudere l’operazione. La nostra volontà politica è stata quella di dare mandato agli uffici di utilizzare tutto l’importo e cercare la massima semplicità per l’adesione. Sono quindi veramente infanganti le accuse e la sottintesa malafede che vorrebbe adombrare questa operazione. Il nostro modo di far politica non è quello di favorire gli amici ma di cercare di garantire coloro che ne hanno i requisiti. Chi ha voluto sollevare questa polemica era forse abituato ad altri sistemi….”. Nessun comunicato stampa del Comune, solo un’intervista a Piccoli  Sarà, ma la puzza si sente lontano un miglio, peraltro acuita dal disastro dell’altro bando rivolto alle attività economiche, per 200 mila euro suddivisi in pezzi da mille, duemila e circa 3 mila euro. Non esiste un altro Comune in Italia che lo abbia fatto.  E si faceva riferimento alla riduzione del fatturato 2020 superiore al 25% rispetto alla media del fatturato 2018/2019 (max 70 punti), alle spese sostenute per la sanificazioni dei locali (max 20 punti), alle variazioni del canone di locazione 2020 invariato o incrementato rispetto al 2019 (max 10 punti).  Se gestito bene avrebbe dato all’Amministrazione comunale guidata da Stefano Sertoli una popolarità pazzesca... E invece? Invece nulla, solo polemiche anche in questo caso.  E non c’è un assessore (a parte Piccoli) che ne sapesse qualcosa più di zero. E non c’è un consigliere comunale (a parte Cuomo) che abbia anche solo un pochetto percepito la portata “storica” dell’evento. Peraltro, strano ma vero, chiunque, al posto del  sindaco, alla prima occasione utile, cioè il consiglio comunale di fine novembre quando s’è approvata la variazione di bilancio, si sarebbe lasciato andare a mezz’ora di monologo. Sertoli niente, neanche una parola. Nè lui, nè il vicesindaco Elisabetta Piccoli che è una che con i monologhi  ci va a nozze. Nè monologhi, nè comunicati stampa. Esisterebbe a quante pare  solo un’intervista di Piccoli a La Sentinella e poi la newsletter del Comune. Troppo poco, da qualunque parte la si guardi... In consiglio comunale (meglio tardi che mai) si parlerà di questo lunedì in consiglio grazie ad una mozione del Pd che impegna l’Amministrazione Comunale, quindi il vicesindaco Elisabetta Piccoli di Forza Italia, a non dimenticarsi mai più, specie di fronte ad argomenti importanti come questo, di  passare dalla “Consulta”  o di utilizzare le Commissioni.  Il Pd evidentemente guarda alle lamentele di decine di commercianti sulla non adeguata pubblicizzazione del bando “Risulta – commentano – che siano solo 97, su un potenziale di oltre 500, gli esercenti che hanno fatto  richiesta di contribuzione…”. La domanda è: chi si sarebbe dovuto occupare di farlo?  La risposta, senza andare a cercarla chissà dove, è indicata nella delibera di giunta, la numero 334 del 30 novembre 2021. Toccava allo “Sviluppo economico”, cioè all’area guidata dal vicesindaco Elisabetta Piccoli, tanto è vero che la pec di riferimento a cui rivolgersi e finanze@pec.comune.ivrea.to.it. E non poteva essere altrimenti considerando che i soldi stanziati avrebbero riguardato sia il sociale, sia il commercio, sia la cultura. Morale? Gli assessori Costanza Casali e Giorgia Povolo e gli uffici da loro guidati, non hanno mosso un birillo. Gli assessori Costanza Casali e Giorgia Povolo fuori dai giochi”  Peraltro – e questo è da aggiungere – quel 30 novembre l’assessore Costanza Casali alla riunione di giunta neppure ha partecipato. Non è una giustificazione, ma qualcosa significa. Insomma Piccoli, di nuovo Piccoli, sempre Piccoli. Tutte le volte che c’è un problema, toh guarda, salta fuori il suo nome. E’ stato così con il Movicentro e pure con il Valcalcino.  E delle due l’una: o se le va a cercare o non ha ancora capito qual è il suo ruolo. Ed è indubbio che questa partita è stata gestita male e le direttive su come gestirla sarebbero dovute arrivare da lei. Un’occasione persa per accreditarsi nell’opinione pubblica e con 300 mila euro ci sarebbe, altrochè riuscita. Scendendo  nello specifico secondo Maurizio Perinetti, Gabriella Colosso, Fabrizio Dulla e Andrea Benedino esistono svariate criticità nei criteri di assegnazione dei sostegni alle attività economiche. Ad esempio l’esclusione di chi ha aperto la saracinesca negli anni 2020 e 2021 o la mancata presa in considerazione dei codici ATECO in modo da non escludere alcuna attività. La verità è che per molti, questi contributi, fossero anche stati solo di qualche centinaio di euro, avrebbero davvero fatto tirare un sospiro di sollievo. Non ne sapeva nulla Gisella Facta di Confesercenti e completamente all’oscuro pure il Presidente della Consulta Ciro Lubrano Lavadera.  L’informazione è circolata solo tra gli iscritti di Ascom. “Quel che mi chiedo – commenta Luisa Marchelli dell’Ascom – è come mai Confesercenti e Consulta non ne sapessero nulla. Noi lo abbiamo letto nella newsletter  e sul sito del Comune. Non ci ha chiamato il sindaco o un assessore. Abbiamo letto la notizia e l’abbiamo ribaltata ai nostri associati e non solo. Poi nella vita tutto è migliorabile. Se ci sono spunti e consigli da dare, facciamolo, ma non polemizziamo…”. Sullo sfondo una raccolta firme (ne ha già raccolte una cinquantina) promossa da Annalisa Thielke titolare de Il Baguccio e iscritta all’Ascom di Rivarolo pur essendo titolare di un bistrot in corso Vercelli a Ivrea. “Curioso  – fa notare Thielkeche all’indomani della nascita del primo Distretto del Commercio, con la finalità “di rilanciare il commercio con strategie sinergiche di sviluppo economico” , il primo gesto del Comune di Ivrea sia quello di dare attuazione ad un bando che genera forti disparità tra i commercianti”.
Commenti scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su Giornale La Voce

Caratteri rimanenti: 400

Resta aggiornato, iscriviti alla nostra newsletter

Edicola digitale

Logo Federazione Italiana Liberi Editori