ALTO CANAVESE. La Società di Committenza Regionale, stazione appaltante del bando del Consorzio Canavesano Ambiente per la riassegnazione del servizio di raccolta e smaltimento rifiuti, ha risposto ai nove sindaci che avevano fatto ricorso.
Il bando è scaduto il 18 gennaio, e anche le speranze di vittoria dei sindaci ricorrenti paiono scomparire nella nebbia. E proprio a ridosso di questa data, SCR ha pubblicato un comunicato in cui spiega perché i nove sindaci hanno sbagliato.
In primis, i costi. I sindaci ricorrenti avevano denunciato l'innalzamento dei costi a fronte della sostanziale diminuzione dei servizi. Per SCR l'osservazione non tiene conto di alcuni aspetti: "Nelle considerazioni dei comuni interessati non si tiene conto del fatto che i costi di smaltimento dell’attuale capitolato, a parte la frazione
indifferenziata, sono a carico del futuro appaltatore e non a carico dei comuni medesimi, come avviene
invece nell’attuale appalto". I costi dello smaltimenti, dunque, sarebbero tutti a carico di CCA e non dei Comuni.
SCR ammette poi che l'aumento dei prezzi c'è stato, ma non è imputabile a ragioni interne al bando: "Va considerata la variazione dei costi dovuti all’aumento dei prezzi verificatasi dall’anno 2015". Interpellato in merito, Maurizio Perinetti, Presidente del Consorzio Canavesano Ambiente, aggiunge che "i prezzi non sono comparabili, ci sono otto anni di rivalutazione ISTAT da tenere in considerazione".
Secondo versante: i servizi, che i ricorrenti dicono essere diminuiti. SCR scrive che i ricorrenti trascurano l'introduzione nel nuovo appalto di alcuni servizi aggiuntivi, quali "l’estensione del modello di raccolta domiciliare su tutto il territorio consortile per garantire il
raggiungimento degli obiettivi di raccolta differenziata" o l'incentivo alla pratica del compostaggio domestico. Quest'ultimo viene difeso in quanto, secondo CCA e SCR, ridurrebbe lo smaltimento del verde, che nel nuovo bando viene pagato da tutti, indifferentemente dalle quantità smaltite.
Terzo e ultimo, "un sistema ad hoc di centri mobili di raccolta per garantire il raggiungimento di almeno il 65% di
raccolta differenziata senza il quale sarebbe impossibile raggiungere tali obiettivi". Sistema, questo, che permetterebbe di raggiungere il 65% di raccolta differenziata nei comuni del sub-distretto.
Un obiettivo che con Teknoservice non si è raggiunto: "Occorre precisare, dato che Codesto Spettabile Studio Legale cita il vecchio appalto come esempio di congruità dei costi rispetto i servizi offerti, che le performance di raccolta differenziata per il Sub-Bacino 17 B-D al 2019 erano ferme al 51,58%".
Una questione che aveva sollevato le critiche nel ricorso dei sindaci è quella della pulizia delle aree mercatali. SCR pensa che il fatto di distribuire sui 47 comuni del sub-bacino 17 il costo della pulizia dei mercati di soli sette comuni sia completamente giustificabile: "Relativamente al servizio di pulizia e raccolta differenziata presso i mercati, occorre far presente che la configurazione prescelta è stata tarata sulle reali esigenze del territorio, come peraltro era già previsto nell’attuale appalto".
Ultimo ma non meno importante il tema dell'errore materiale: secondo i ricorrenti vi sarebbe nel bando una incongruità proprio in merito alla gestione delle aree mercatali. In sostanza, nel bando non si precisa chi dovrà pagare la pulizia delle aree mercatali dei sette comuni interessati: solo i sette comuni o tutti quelli del sub-bacino?
SCR, nella sua risposta, chiarisce che saranno tutti i comuni a dover pagare per la pulizia delle sette aree mercatali. D'altronde, continua la Società, non era già così nel bando attuale?
Su questo tema bisogna segnalare che SCR non ha risposto alla vera domanda dei sindaci, che era la seguente: perché dobbiamo pagare tutti per i mercati che si svolgono solo in sette comuni? La Società, invece, si è limitata a rimarcare quanto nel nuovo bando nulla sia cambiato in merito a questo tema rispetto a quello vecchio.
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