Il sindaco di Fiorano Lamberto Marchesin prima, durante e dopo la pandemia.
Tante criticità a cui pensare, tante emergenze a cui dare risposta, tante situazioni che cambiano dalla sera alla mattina. Mai come oggi è complicato il mestiere del sindaco.
Com’è amministrare nel 2022, con l’attuale situazione?
“L’esperienza del nostro mandato è iniziata a giugno 2019, quindi purtroppo gran parte della nostra amministrazione è stata influenzata negativamente dalla pandemia. Sicuramente risulta ancora più complicato, va a complicare una burocrazia che in Italia è già complessa di per sé. Lo vediamo anche in situazioni pratiche come nell’organizzare una semplice videochiamata, purtroppo il nostro paese è senza fibra ottica, ma sfrutta la sola adsl, quindi spesso e volentieri la connessione è instabile e complica anche l’interfacciamento con la Regione e la Città Metropolitana. Le responsabilità già molto grandi per un amministratore sono oggi più che mai sempre di più, oserei dire addirittura raddoppiate”.
“Mi sento di poter dire a nome di tutta la comunità che il 2021 sia stato un anno di ripresa per quanto riguarda l’aspetto sociale. Come sindaco posso dire che siamo riusciti a sbloccare vari lavori in cantiere e completare buona parte degli obiettivi in programma.In parte abbiamo contribuito a un po’ di slancio e morale per quanto riguarda la vita sociale, rispetto al 2020 che era stato un anno orribile, in cui c’era vera e propria paura tra le persone. I media secondo me hanno avuto un’influenza pesante sull’opinione pubblica, e questo a scapito delle piccole comunità in cui la paura influenza pesantemente la vita quotidiana. L’impatto era stato molto negativo specie sulle persone più anziane, ovviamente molto più in pericolo e oltretutto più suscettibili”.
Cosa possiamo aspettarci dal 2022?
“Ci auguriamo di realizzare vari progetti, sin da inizio mandato l’obiettivo è sempre stato quello di coinvolgere la cittadinanza senza distinzioni di età. Un Comune più attivo è un Comune più vivo, quindi speriamo di poter agire nel rafforzare la comunità, il senso civico tramite il volontariato, creando coinvolgimento e cercando di completare il programma di mandato”.
La vostra priorità quale sarà?
“Abbiamo un’opera pubblica ferma da 12 anni, impantanata in Regione, che è saltata di nuovo fuori all’inizio del nostro mandato. L’opera è grande da un lato ci emoziona l’idea di poterla realizzare, dall’altra ci spaventa in quanto, pesando fortemente sulle casse comunali rischierebbe di bloccare qualsiasi altra iniziativa. L’opera pubblica sarebbe a difesa del suolo - visto il rischio idrogeologico in cui versa la città - e andrebbe a mettere in sicurezza il canale scolmatore. Gli argini che sono già stati messi in sicurezza in passato rischiano di essere messi a dura prova dalle possibili alluvioni, come successe in passato. Le acque provenienti dalla collina, confluirebbero in un bacino di raccolta e incanalate nella Dora Baltea. Ci attendiamo di fare passi in avanti in questo 2022, magari grazie al contributo di privati, anche se bisogna essere sinceri, un’opera simile metterebbe in sicurezza il paese".
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