Ecco la lettera inviata da Annalisa Thielke all’Assessore al Commercio Costanza Casali, all’Assessore al Bilancio Elisabetta Piccoli e al Sindaco Stefano Sertoli
Buongiorno, scrivo in merito al bando per la concessione dei contributi pubblici alle attività commerciali per fronteggiare la situazione economica connessa all’emergenza Covid-19, in esecuzione della Deliberazione di G.C. n. 334 del 30/11/2021, in qualità di commerciante con attività situata nel Comune di Ivrea, titolare de “Il Baguccio” in Corso Vercelli 318.
il bando in oggetto è a mio avviso incompleto e assolutamente discriminatorio.
Mi spiego meglio. In primo luogo non è stata data adeguata diffusione. Ho appreso del bando, con mio grande stupore, solo a graduatoria ormai pubblicata. Ho provveduto a contattare l’Ufficio Commercio del Comune di Ivrea - che ringrazio per la disponibilità e gentilezza - il quale mi ha risposto che la pubblicazione sul sito internet comunale è avvenuta ad inizio dicembre, con scadenza, per la presentazione delle domande, fissata al 21 dicembre. Un paio di settimane. Un tempo decisamente ristretto per una platea di potenziali beneficiari così ampia. Oltretutto la modalità di erogazione (ovvero la selezione solo di alcune attività sulle tantissime che hanno sofferto la crisi, presenti in città) non ha certo stimolato il passaparola tra commerciante e commerciante. L’Ufficio Commercio del vostro Comune mi ha riferito di avere informato l’Ascom di Ivrea. Io che ho la contabilità presso l’Ascom di Rivarolo posso confermare che l’informativa non è stata girata. Mi domando, per esempio, se è stata informata al riguardo anche Confesercenti.
Ad ogni modo nel mese di dicembre ho provveduto ad informarmi sui contributi ancora accessibili connessi al Civid-19 e digitando, sul motore di ricerca di Google, parole chiavi quali “Comune Ivrea contributi Covid” non è uscito - e ancora non esce - nulla a riguardo del bando. Pertanto sarebbe stato più trasparente, da parte del Comune, dare un lasso di tempo più ampio e avvisare in maniera più capillare le attività commerciali del territorio.
In secondo luogo il bando non tiene conto di alcuni casi di specie. Osservando i criteri io non avrei potuto, comunque, presentare domanda per un fattore che chi ha redatto il documento ha bellamente trascurato: avendo aperto la mia attività nel 2018, mi trovo a dover fare una media tra il 2020, in cui sono stata chiusa, causa Covid, per circa 4 mesi, e due annualità, il 2018 e il 2019, comprendenti ben nove mesi in cui non ero ancora aperta. La mancanza di una specifica è altamente penalizzante per la sottoscritta che avrebbe potuto partecipare al bando se solo si fosse inserito il raffronto tra 2020 e l’annualità 2019, escludendo il 2018. Il Comune avrebbe dovuto quindi prevedere, così come ha fatto lo Stato, una specifica per le attività di recente apertura.
In terzo luogo, e cosa a mio avviso più importante, il bando, con la formula a punteggio, è assolutamente discriminatorio in quanto elargisce somme tra i mille, duemila e tremila euro (somme quindi decisamente più alte rispetto alle tranches di contributi erogate a livello statale) “pescando” solo alcune attività tra tante.
Ricordo che lo Stato, dal sorgere della crisi, ha previsto aiuti economici per vari codici Ateco, indicandone alcuni inizialmente, poi altri successivi con ulteriori provvedimenti, erogando risorse economiche a TUTTI gli appartenenti tali codici, non solo ad alcune attività ed escludendone altre.
Solo la Regione Piemonte, lo scorso anno, ha erogato un contributo di tali dimensioni (la somma era tra i duemila e i duemilacinquecento euro in base ai codici Ateco). Il contributo, in questo caso, non era, però, a fondo perduto: è stato dato a fronte di interventi di miglioramento strutturali delle proprie attività, da rendicontare.
Il bando del Comune di Ivrea, oltretutto, si basa su dichiarazioni del richiedente e indica la possibilità di effettuare controlli a campione per verificarne la veridicità. Un approccio piuttosto blando se raffrontato alle dimensioni di tale contributo: l’Agenzia delle Entrate, in questi due anni, ha utilizzato controlli assai più rigidi per somme minori.
Ritengo che la modalità del bando a punteggio avrebbe avuto senso qualora fosse servita per proporzionare il contributo da erogare al danno subito, sulla base della diminuzione del fatturato, ma erogandolo a tutti, non solo ad alcuni, alla stregua di quanto ha fatto lo Stato con l’ultimo contributo perequativo.
Per il Comune di Ivrea, insomma, da quello che appare leggendo questo bando, ci sono alcuni più meritevoli di altri, come se la crisi non la avessimo subita tutti.
Sarebbe stato molto più onesto e corretto erogare un po’ meno ma un po’ a tutti. Chiedo pertanto, a fronte di queste osservazioni, di annullare il bando e rivederlo inserendo specifiche per i casi delle attività di apertura recente, come indicatovi, e di distribuire le risorse economiche a disposizione tra una platea più vasta.
In seconda istanza, riconoscendo le difficoltà di riparare ad una graduatoria già uscita e che potrebbe sortire malcontento e ricorsi, chiedo di prevedere una ulteriore tranche di contributi a favore delle attività commerciali colpite dalla crisi legata al Covid-19 ed escluse o che non hanno partecipato perché ignare dell’esistenza del bando.
In attesa di una risposta, mi riservo di avviare una raccolta firme tra i commercianti e di presentare richiesta formale.
Mi riservo altresì di adire a vie legali e di impugnare la Deliberazione di G.C. n. 334 del 30/11/2021.
Annalisa Thielke
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