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15 Gennaio 2022 - 09:16
cadigia perini
Eppure si muove, disse Galileo alludendo alla terra. E si muove pure la politica. In vista del congresso cittadino del Pd e delle elezioni amministrative del prossimo anno è iniziato il dialogo tra le tante anime del centrosinistra.
Questa settimana ne abbiamo parlato con Cadigia Perini, segretario del Circolo di Rifondazione Comunista, Sinistra Europea.
Nei giorni scorsi il segretario cittadino del Pd ha cominciato a parlare di future alleanze in vista del congresso ma soprattutto delle elezioni che si terranno nel 2023. Alle precedenti voi avevate fatto una scelta di campo schierandovi con Viviamo Ivrea…
Sì, nel 2018 abbiamo lavorato alla costruzione di una proposta plurale e unitaria di sinistra ispirata alla “Rete delle Città in comune” insieme ad altre forze politiche e civiche che condividevano la nostra stessa idea di città: accogliente e solidale, capace di progettualità sociale e culturale. Ci presentammo, come sinistra alternativa, con la lista “Ivrea Comune” che vedeva insieme candidate e candidati di Rifondazione, Sinistra Italiana, Potere al Popolo e indipendenti. E decidemmo di presentarci in coalizione con Viviamo Ivrea, associazione con la quale avevamo proficuamente lavorato per la campagna in difesa della controriforma costituzionale del 2016, sostenendo Francesco Comotto sindaco.
Come sono oggi i rapporti con Francesco Comotto? E’ il vostro consigliere di riferimento?
I rapporti con Comotto sono di rispetto reciproco e certo è per noi un consigliere di riferimento. Come è naturale che fosse, la diversa posizione sulle indicazioni per il ballottaggio ha reso più difficile un lavoro comune continuo e costante, ma la condivisione delle stesse idee per una buona amministrazione e degli stessi valori ci fa sentire sempre e ancora vicini alla sensibilità del gruppo di Comotto.
Come sono i rapporti con il Pd?
Come Partito della Rifondazione Comunista non abbiamo nessun rapporto con il PD. E’ noto che la nostra linea politica si pone come alternativa non solo, ovviamente, al centro-destra ma anche al centro-sinistra per le sue politiche nazionali, e non solo, sostanzialmente equivalenti, fatto salvo il tema dei diritti civili.
A livello locale, però, esistono anche i rapporti personali che ci fanno condividere e collaborare a iniziative comuni, pur nella differente militanza politica. Penso ad esempio, forse unicamente in verità, alle tante iniziative organizzate e condivise con la consigliera Gabriella Colosso sul tema migranti, accoglienza, contrasto alla violenza contro le donne. Ma il condividere la stessa sensibilità verso certi temi certo non vuol dire avere un rapporto con il partito nel quale milita la consigliera.
Il segretario cittadino del Pd ha già inserito tra gli amici, sia voi, sia Laboratorio Civico. Le cose stanno effettivamente così?
E’ indubbio che se si vuole che l’amministrazione della città non sia più nelle mani del centro-destra qui trainato dalla Lega, occorre fare dei ragionamenti ampi e responsabili. Almeno parlarci …
All’orizzonte già si intravede una coalizione tra Cinquestelle e Viviamo Ivrea. Cosa deve fare il centrosinistra?
La vedo naturale a Ivrea una coalizione M5S e VI, lavorano in sinergia nei banchi della minoranza consigliare condividendo molte mozioni e interpellanze, meno forse nell’attivismo fuori dal palazzo, ma sicuramente i punti in comune sulla visione della città sono molti. Cosa deve fare il centro-sinistra, deve deciderlo appunto il centro-sinistra, o meglio il PD (non so se esista ancora una presenza di Mpd-Leu). Certo che se non vogliono fare un altro mandato nei banchi della minoranza, dei ragionamenti nuovi dovrebbero farli.
Per molti, ricandidando Stefano Sertoli, il centrodestra non avrà alcun problema a vincere le elezioni. Secondo voi?
Penso che il centro-destra grazie ad accadimenti al di fuori dei propri meriti, vedi risorse del PNRR, si ritrovi a chiudere il suo ultimo anno e mezzo di mandato con soldi da spendere che si sa fanno dimenticare i punti bui di un’amministrazione. Questo è il suo vantaggio, a prescindere da Sertoli. Un sindaco che più volte interviene “a titolo personale” in direzione opposta alla sua maggioranza.
Concretamente non s’è ancora visto nulla, ma arriveranno nei prossimi mesi un mucchio di contributi, per il castello e una serie di progetti sulle aree disagiate. Quasi certamente, prima della fine del mandato riusciranno a illuminare il castello e a buttare giù l’ex Cena per poi costruire la nuova biblioteca. Questa amministrazione, secondo te, ha amministrato bene o male?
Tutti i contributi, se ben gestiti, come ho già detto, aiuteranno a favorire questa amministrazione. Intelligenti le scelte sulle destinazioni: dall’edilizia sociale al castello. E probabilmente arriveremo alle prossime elezioni senza che le opere in progetto siano concluse (o forse nemmeno avviate), ma tant’è.
A prescindere da questo tema, penso che questa amministrazione non abbia agito per il meglio, ma per noi nessuno stupore. Avevamo la certezza, purtroppo inascoltata, che Ivrea non sarebbe stata più la città dell’accoglienza, della solidarietà, con certe priorità: il risultato della Lega faceva facilmente prefigurare quanto poi è accaduto. Qualcuno ha sottovalutato la portata, e la legittima e giusta critica in particolare all’ultimo mandato Della Pepa, ha fatto credere a taluni che un cambiamento comunque fosse sarebbe stato preferibile.
La giunta Sertoli e la sua maggioranza consigliare ha lavorato come una tipica coalizione di centro-destra a maggioranza leghista. Così han reso precario lo ZAC!, un’esperienza esemplare in tutta Italia, sono due anni che lo tengono in ballo, bravissimo lo ZAC! a continuare caparbiamente, ma con quanta fatica e rammarico. Han cancellato la stagione estiva “Ivrea Estate” che offriva film, teatro, danza, musica da più di trent’anni in città, peccato fosse organizzata da un’associazione un po’ troppo rossa, persino nel nome, Rosse Torri. Sono state sfrattate associazioni del livello della Casa delle Donne, l’Anpi, i radioamatori (collaboratori della protezione civile), e molte altre dalle loro sedi negli edifici della Valcalcino per una presunta fragilità degli edifici riscontrata dieci anni prima (?).
E non possiamo non menzionare la forte impronta razzista e non antifascista della maggioranza eporediese: gli interventi della consigliera Bono sul tema migranti e accoglienza sono antistorici, disumani, inaccettabili. Ricordiamo ad esempio la bocciatura della mozione sulla Carta di Stazzema che ribadisce i principi dell’antifascismo e i valori della Costituzione. Certo si è trattato solo di una conferma della realtà che solo il sindaco Sertoli non vuole accettare: quella di Ivrea è un’amministrazione di destra fortemente condizionata dalla Lega, e quindi lontana dai valori culturali e sociali di democrazia, uguaglianza, antifascismo radicati nella nostra città, ma evidentemente non rappresentati nell’istituzione locale. E ancora il voto contrario che alla mozione “Uniti contro il razzismo diciamo no all’annessione della Cisgiordania” contro l’occupazione israeliana dei Territori palestinesi. Ivrea è sempre stata città antifascista, antirazzista e amica del popolo palestinese, come di quello kurdo, e lo testimoniano i gemellaggi con città di questi paesi.
E poi la mancanza di un piano di sviluppo economico per la città. Abbiamo visto solo l’eccitazione davanti a progetti di facciata come ICO Valley, l’aeroporto verticale per i taxi volanti, Italvolt, quando la cautela e il pragmatismo sarebbero stati un dovere. Il nulla per la sanità, con l’ospedale sempre più in sofferenza (qui dell’inazione sono parimenti responsabili i precedenti governi della città) nonostante il sindaco di Ivrea sia il presidente della Conferenza dei sindaci dell’area omogenea. Il nulla per il trasporto pubblico. L’area Unesco ereditata dalla precedente amministrazione, lasciata nel limbo e abbandono per anni dopo la roboante inaugurazione ed ora comunque sottosfruttata. E accanto a questo una mancanza di sensibilità verso le problematiche dell’ambiente e clima ribadite con la bocciatura della dichiarazione di emergenza climatica preparata dai ragazzi di Fridays for future di Ivrea.
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