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Tutti contro l’inceneritore di Cavaglià a soli 20 km da Ivrea

Tutti contro l’inceneritore di Cavaglià a soli 20 km da Ivrea

inceneritore (foto archivio)

Tutti contro l’inceneritore di Cavaglià ma con dei distinguo. Questa la sintesi del dibattito dell’altra sera in  consiglio comunale  a Ivrea. All’ordine del giorno una mozione dei cinquestelle, firmata anche a Francesco Comotto di Viviamo Ivrea, sull’impianto della società A2A per la produzione di energia elettrica e termica attraverso la combustione di 278.000 tonnellate all’anno di rifiuti speciali non pericolosi. Si chiedeva un impegno da parte della giunta ma anche l’attivazione, tramite SCS e CCA (Consorzio Canavesano Ambiente) di politiche territoriali di area vasta in grado di contrastare (facendo massa critica) decisioni calate dall’alto che potrebbero impattare pesantemente sul futuro di “un territorio già soggetto a notevoli pressioni sull’ambiente e sulla salute dei cittadini”. Infine di adottare gli atti necessari per favorire la riduzione dei rifiuti urbani, la raccolta differenziata porta a porta, l’attivazione del sistema di tariffazione puntuale.  “Il sito di Valledora  è da sempre luogo di escavazione di sabbia e ghiaia – ha specificato Fresc – E’ situato ad una distanza inferiore a 20 chilometri da Ivrea.  Una parte è diventata discarica e qui sono stoccati 4 milioni di metri cubi di immondizia. Gli ispettori inviati dalla Commissione europea hanno accertato un inquinamento alle falde e invitato le Istituzioni alla bonifica. Con l’inceneritore si andrebbe ad aggravare una situazione già fortemente compromessa.   Una storia molto simile  all’inceneritore che si voleva costruire a Borgofranco e che siamo riusciti a bloccare...” Bene aggiungere - anzi lo hanno aggiunto i firmatari della mozione -  che l’impianto prevede una canna fumaria di 90 metri di altezza con una portata di fumi intrisi di sostanze cancerogene e tossiche, come la diossina, pari a 160 mila metri cubi all’ora, che interesseranno un’area fino a 30 km di raggio e che potrebbero diventare molti di più in ragione del vendo e delle correnti naturali... In sostanza rappresenterebbe una minaccia anche alla salute degli eporediesi perché andrebbe a peggiorare la qualità dell’aria, dell’acqua e del suolo che già oggi sono in condizioni critiche. Inaccettabile, secondo Massimo Fresc anche da un punto di vista turistico.  “Il settore – ha stigmatizzato il grillino - è una importante possibilità di sviluppo del nostro territorio. E’ necessario operare per il mantenimento e il miglioramento delle condizioni ambientali, per la difesa dei nostri vigneti e delle produzioni agricole di eccellenza, per la tutela delle aree protette e percorsi come la Via Francigena, il Cammino d’Oropa, la Serra Morenica, l’area dei 5 Laghi d’Ivrea, il lago di Candia, il lago di Viverone…”. Secondo il consigliere Francesco Comotto la verità è che siamo in piena “crisi della democrazia”: “Ci sono cose che calano dall’alto, imposte dai potentati... La politica non esiste più e i territori non riescono più a esprimere le proprie attitudini e potenzialità. Viviamo in una delle aree più inquinate d’Europa e io abito a 20 km da Cavaglià ma di queste cose non si sente parlare. Cavaglià è in provincia di biella, ma in linea d’aria siamo vicinissimi...”. E se il consigliere Donato Malpede ha concordato su tutto (“Cavaglià e dietro casa nostra. Facciamolo per i nostri figli e i nostri nipoti...“), il capogruppo del Pd Maurizio Perinetti qualche domanda se l’è fatta. “Guardiamoci in faccia e siamo onesti con noi stessi - ha stigmatizzato - Quella sede lì per un inceneritore probabilmente non va bene perchè ci sono altre criticità ma l’inquinamento alle falde è stato provocato dalle discariche e l’alternativa alle discariche sono gli inceneritori. Insomma non si può fare un ragionamento generale. A Montecarlo l’inceneritore è in pieno centro e se oggi bloccassimo l’impianto di Torino  dovremmo portare i rifiuti in Germania. Il problema del Piemonte è capire dove fare il secondo inceneritore. ... Va bene la raccolta differenziata ma l’indifferenziato non potrà mai essere zero e quel che residua non può essere portato in discarica se non con il pre trattamento.  Io ho visto come si fa e ci sono persone che aprono i sacchetti e dividono la roba. E che non si dica che non c’è progettualità. In Canavese, 15 anni fa, eravamo al 48% di raccolta differenziata, oggi siamo al 65% Non basta girare la chiavetta per raggiungere gli obiettivi.” Insomma Perinetti tutto vuole fare tranne dare per scontato che un inceneritore genera inquinamento. Al contrario - a suo dire - rappresentano un’opportunità a cominciare da quello del Gerbdio che brucia 540 mila tonnellate di rifiuti all’anno Suoi una serie di “emendamenti”, digeriti anche da Fresc e da Comotto, che pur lasciando immutata la finalità della mozione di contrapposizione all’impianto A2A a Cavaglià salvano l’inceneritore in quanto tale.  Chiara a tutti una diversità di vedute con tanto di invito finale di Fresc a Perinetti  a leggere il rapporto Isde (Associazione Italiana Medici per l’Ambiente), con tutte le evidenze sui rischi alla salute a cominciare dal cancro. “Gli emendamenti li accettiamo - hanno chiuso il dibattito Fresc e Comotto - ma denunciamo l’assenza di politiche territoriali e ambientali e le mancanze di tutti i governi anche di centrosinistra. Il problema è complesso ma ci sarebbe piaciuto un cambio di passo...”. La storia Per la cronaca la prima richiesta di A2A risale all’8 luglio del 2012. Si chiedeva il rilascio delle autorizzazioni ambientali necessarie per il progetto di un “Impianto per la produzione di energia elettrica e termica mediante combustione di rifiuti speciali non pericolosi in località Gerbido a Cavaglià (BI)” e Santhià (VC)”.  La procedura viene svolta di concerto tra la Provincia di Biella e la Provincia di Vercelli. Il 23 gennaio del 2018 al Parlamento Europeo arriva una petizione promossa dal sindaco di Tronzano Vercellese, grazie alla quale nel dicembre dello stesso anno nell’area di Valledora si presenta una delegazione per un controllo. Nel report finale si esprime preoccupazione per l’impatto sulla salute pubblica e sull’ambiente e per la contaminazione delle acque sotterranee. Infine ci si raccomanda, manco a dirlo, di emanare norme vincolanti a livello regionale per promuovere la responsabilità del produttore, quindi si ritorna a parlare della raccolta porta, della riduzione dei rifiuti indifferenziati, della riparazione, del riutilizzo e del riciclo, muovendosi così verso un’economia circolare. Il 17 settembre scorso, 29 Comuni compresi nel raggio di 20 km attorno al sito ipotizzato dalla Società A2A hanno sottoscritto e inviato una lettera al Presidente della Regione  Alberto Cirio, all’Assessore regionale all’Ambiente e ai Presidenti delle Provincie di Biella e di Vercelli esprimendo il proprio dissenso e il  27 settembre anche il Consiglio Comunale  di Cavaglià ha deliberato la propria contrarietà  allegando il resoconto della commissione del Parlamento Europeo. Infine è del 6 novembre l’annuncio del Movimento Valledora (comitati ambientalisti di comuni delle province di Biella e Vercelli)  del conferimento di un incarico all’avvocato Michele Greco. Lavorerà per preparare osservazioni che esprimano contrarietà sull’impianto.
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