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23 Dicembre 2021 - 10:01
È un disco in solitudine più che un “solo”, ne ho diversi alle spalle. Fanno parte di un lungo lavoro di ricerca e di sintesi che la critica specializzata sembra riconoscermi da tempo.
L’esperienza in solo, legata all’improvvisazione, nel jazz è una pratica che esiste da sempre, per la batteria e le percussioni forse meno, e spesso scade in rumorismo contemporaneo o peggio nel virtuosismo fine a se stesso. Diciamo che da sempre a me interessa la “musica” e quindi allotanarsi da certi canoni.
Credo, ma spetta ad altri giudicare, la ricerca timbrica, forse l’uso degli spazi, una certa dilatazione del tempo sia in senso metrico che se vogliamo che nel senso più assoluto di tempo.
Ho usato oltre alla batteria, marimba, vibrafono strumenti etnici e anche dell’elettronica per creare fondali lo sforzo di cercare un suono arcaico al contemporaneo…cercare x dirla con Levy Strauss di essere “attuale”, “necessario”.
Il titolo, e la stessa copertina possono sembrare poco allegri, ma semplicemente ad un libro di Thomas Bernhard, ho sempre la necessità di ispirazioni letterarie, di pittura, cinema e soprattutto danza con cui il solo è spesso in relazione anche dal vivo.
In quello passato “Foglie d’erba”, dicevo che l’improvvisazione è una sorta di preghiera laica, quindi la continuità, crescita, sviluppo… semplicemente una forma della vita. Si cambia cercando di comprendere se stessi ed il mondo che hai intorno.
Analizzare tecnicamente le cose del disco, penso potrebbe risultare noioso, o peggio narcisistico ancora di più di quanto lo sia già un cd in solo.
Qualche anticipazione?Forse l’uso della malletstation collegata ad Ableton, uno strumento elettronico collegato ad un sotfware con cui ho cercato strade un po’ diverse.
Che anno è stato questo che si sta concludendo, per te artisticamente?Un anno, come quello precedente, povero di lavoro e che ha visto crescere situazione durissime in ogni settore che spesso vengono taciute. Nel mondo dello spettacolo (chiamiamolo così) c’è stato praticamente un assoluto abbandono da parte della politica parlo a livello governativo.
Ma sono 30 anni che va così, il Covid ha solo amplificato l’Auto da fè…Cannettiano. Noi paghiamo una tv becera, la mancanza di educazione culturali nella scuola c’è stato un abbandono delle proprie responsabilità di troppi governi, ed oggi si vede il risultato.
Sarei ingenuo a credere in un mondo migliore. Si lavora per “lasciare tracce” come diceva il maestro Gaslini
Niente di particolare, sarei ingenuo a credere in un mondo migliore. Si lavora per “lasciare tracce” come diceva il maestro Gaslini, ma visto che siamo in vena di citazioni “si può portare un giardino nel mondo, ma non un mondo in un giardino” Hesse.
Ecco io faccio, o provo a fare
la mia parte senza scendere a compromessi, senza vendere materiale di scarto, cercando di far si che nel proprio lavoro morale ed etica vengano prima che il profitto e la necessità del consenso.
A giorni registreremo con il trio che ha registrato due anni fa Woland un lavoro sul "Maestro e Margherita di Bulgakov". Con Eloisa Manera al violino ed Emanuele Sartoris al pianoforte questa volte il tema saranno le poesie di “Verrà la morte e avrà i tuoi occhi” di Pavese. Poi dovremmo registrare un nuovo lavoro, complesso con Enten Eller uno dei miei progetti storici che quest’anno festeggerà i 35 anni di attività. Qualche altra registrazione e speriamo che escano concerti dove suonare. Fortunatamente qualcosa si muove.
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