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MONTALTO DORA. Tre cinghiali a spasso in paese: arriva la forestale e li uccide

MONTALTO DORA. Tre cinghiali a spasso in paese: arriva la forestale e li uccide

I tre cinghiali che martedì scorso, alle 5 di mattina, scorrazzavano in via Roma hanno avuto vita brevissima. Giusto il tempo di essere avvistati, poco dopo sono stati uccisi dalle guardie forestali che sono intervenute sul posto. A raccontare tutto è il primo cittadino di Montalto Dora, Renzo Galletto.

Sono entrati nel centro del paese, al mattino presto, c’era un signore che andava a lavorare e li ha filmati quando erano ancora vivi, in via Roma. Poco, dopo, però, sono state avvisate le guardie forestali, sono intervenuti e li hanno uccisi”.

Uno scenario che ha scatenato le polemiche sul gruppo cittadino “Sei di Montaldo Dora se” tra i “favorevoli” all’abbattimento degli ungulati e i contrari, animalisti. “Poverini. - scrive Antonella - Non fare loro del male. Chissà quanta fame hanno, per rischiare così. Non bisognerebbe prendersela con i cinghiali ma con i cacciatori che, per avere facili prede sicure, continuano ad immettere cucciolate nei nostri boschi dove una volta, di cinghiali, non ce n’era neppure uno!”.

La polemica, però, scoppia quanto Antonio annuncia: “Sono stati uccisi tutti e 3 i cinghiali”. E lì apriti cielo: “Che crudeltà. - scrive di nuovo Antonella - Si risolve sempre tutto con la violenza. Pessimo esempio”. Le fa eco, poco dopo, Selvaggia: “Povere creature erano così belli si sono avvicinati alla macchina non erano neanche aggressivi”. E poi anche Martina: “Non c’era nessun bisogno di ucciderli si potevano riaccompagnare tranquillamente nel bosco”, Angelica: “Poveri noi” e molti altri. C’è anche, però, chi, al contrario denuncia le problematiche portate dai cinghiali.

“Capisco l’amore per gli animali - ribatte Paolo - ma son cinghiali e sono tanti. Fai un giro a vedere come devastano gli orti e i campi e forse cambierai idea”.

La proliferazione abnorme e incontrollata degli animali selvatici è ormai una vera e propria emergenza. I cinghiali in particolare, oltre a essere una delle maggiori cause di danni alle coltivazioni agricole, hanno determinato un sensibile aumento degli incidenti stradali, alcuni dei quali purtroppo mortali. Per per i cittadini in generale e per il mondo agricolo in particolare, spesso, gli indennizzi per i danni patiti dalle imprese agricole vengono liquidati, nella maggior parte dei casi, soltanto in misura marginale e con pesanti ritardi.

Proprio nei mesi precedenti, nel territorio dei Comuni di Castellamonte, Colleretto Giacosa, Loranzè, Parella, Pavone, Perosa, San Martino Canavese, Scarmagno era andato in scena un intervento di contenimento del cinghiale. Interventi che, però, sembrano non bastare più. Il cinghiale, infatti, costituisce ormai una presenza costante nell’area provinciale e l’affermazione della specie anche in prossimità di aree fortemente antropizzate ha provocato un forte impatto sulle attività umane diventando causa di danni alle colture agricole e un elemento di rischio per la viabilità.

L’esigenza di fornire una risposta a questi problemi porta all’emanazione, da parte della Regione Piemonte, della L.R. 27 gennaio 2000 n. 9 con la quale, oltre a ribadire il divieto di allevamento di cinghiali per scopi venatori e di immissione sul territorio, viene anche prevista l’attuazione di piani di contenimento individuando nelle Province i soggetti preposti alla loro realizzazione e approvazione. Negli ultimi mesi molti consigli comunali hanno lanciato l’allarme chiedendo di “verificare i dati dettagliati degli abbattimenti, relativi al peso eviscerato e demografici, in rapporto ai sessi e alle classi d’età, per caratterizzare le popolazioni di cinghiali al fine di adottare programmi di contenimento e piani di prelievo adeguati”.

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