La notizia è sull’albo pretorio da qualche giorno. Si è definitivamente interrotto, con una triplice fattura da 5 mila euro l’una (emesse da Massimo Giuliani, Giovanni Sciuto e Marco Tosca) il rapporto con lo Studio Boeri a suo tempo incaricato per la stesura del nuovo Piano Regolatore. Chiuso un capitolo se ne apre un altrocon lo studio dell’architetto Gian Carlo Paglia di Agliè. Sarà lui ad occuparsi della parte urbanistica. Si aggiungono il geologo Daniele Chiuminatto, il naturalista Diego Marra e lo specialista dell’acustica Stefano Roletti. Lavoreranno tutti in staff e come supporto all’ufficio tecnico.
La notizia è giunta nel corso di una commissione “assetto e uso del territorio”. A darla -e non poteva essere altrimenti - è stato l’assessore Michele Cafarelli con un cronoprogramma che prevede, già entro l’estate, un progetto preliminare.
A crederci sono in pochi considerando le tante osservazioni a cui occorrerà dare una risposta, quelle della Regionee quelle dei cittadini e dei professionisti.
Insomma come annunciato nel corso dell’ultimo consiglio comunale, con l’approvazione di una variazione di bilancio di 55 mila euro riguardante l’affidamento di un “incarico per la variante generale di piano regolatore…”, l’Ufficio tecnico ha affidato (affiderà o sta per affidare) le prime consulenze.
“Esiste un piano di investimenti da qui ai prossimi tre anni – aveva ermeticamente chiarito in consiglio comunale Cafarelli – Questa è la prima tranche. Dal punto di vista economico non siamo lontani dalla richiesta dei precedenti estensori (Studio Boeri, ndr) che era di 278mila euro più 30 mila euro per l’aggiornamento cartografico…”.
E stando ai suoi calcoli se ne dovrebbero spendere circa 240 mila, detratti (ci vien da dire) i 100 già pagati a Boeri.
In ogni caso Paglia è un professionista decisamente noto in Canavese. Di lui s’era parlato, e pure tanto, ad Ivrea, nel 2015 in qualità di estensore del piano regolatore di Pavone Canavese e delle sue ricadute sul quartiere Bellavista.
Un tempo gran parte di questa area era infatti di proprietà del Comune di Pavone Canavese. Poi, con l’arrivo e lo sviluppo della Olivetti, venne ceduta ad Ivrea, perché vi si potessero costruire le abitazioni degli operai. Il risultato è che Pavone impone le norme urbanistiche ed Ivrea deve attenersi. Un po’ come fosse un privato qualsiasi.
Per farla breve nel 2015 l’architetto Paglia decimò i terreni edificabili destinando il grosso a servizi.
Immaginatevi la faccia del sindaco Carlo Della Pepa. Storse il naso e poi chiese agli uffici di scrivere subito all’ufficio tecnico di Pavone sottolineando che “con una diminuzione delle aree edificabili, Ivrea avrebbe avuto più difficoltà a trovare un acquirente...”
La risposta dell’Architetto Giancarlo Paglia non si fece attendere: “Ivrea critica la riduzione di capacità edificatoria - disse - ma godrà di una maggiore cubatura, il tutto nell’ottica di preservare un’area a Bellavista e destinarla a servizio pubblico”.
Non conosciamo il finale ma si tratta comunque di tutta un’altra storia....
Polemica del passato, quel che ci si chiede oggi è se l’amministrazione Sertoli riuscirà ad arrivare allo scadere del mandatocon qualcosa di concreto tra le mani.
“Un lavoro confuso e raffazzonato - aveva stigmatizzato il capogruppo in consiglio del Pd Maurizio Perinetti - Neanche una riunione dopo il preliminare. Ci sono un sacco di osservazione da discutere e non abbiamo avuto ancora il piacere di farlo…”.
E di fronte ad un attacco così frontale Cafarelli non se n’era stato zitto.
“Non stiamo facendo niente nelle segrete stanze … – aveva ribattuto rivolgendosi a Perinetti – Questa variazione serve per dare degli incarichi. Faremo un punto zero da cui partire…”.
Altra domanda: basterà la notizia su Paglia ai tanti professionisti (tra gli altri: Diego Ferrero Aprato, Giorgio Salamano, Manuele Scozzari, Piergiuseppe Signorino, Alberto Tognoli, Alessandro Torri) firmatari di un appello all’Amministrazione proprio sul piano regolatore che non va avanti?
Ci sa tanto di no! Troppo lunga l’attesa considerando che le linee guide generali vennero presentate alla città da Massimo Giuliani (Studio Boeri) ai cittadini il 20 marzo del 2018. Da allora, cioè da quel20 marzo del 2018, sono passati più di tre anni ma quel che si ha in mano oggi resta una semplice “proposta tecnica del progetto preliminare”, approvata con i soli voti della maggioranza e, praticamente “bocciata” dalla Regione Piemonte.
Il prossimo passaggio avrebbe dovuto essere l’adozione del “progetto preliminare” a cui sarebbe dovuta seguire la “proposta tecnica del progetto definitivo” e quindi il “progetto definitivo” vero e proprio, che l’assessore Cafarelli aveva più o meno previsto nel settembre del 2021. Come tutti sanno non se n’è fatto più nulla e si è risolto il contratto con lo studio Boeri.
Secondo la maggioranza che governa la città, il Prg si sarebbe incagliato nel solco di un cambiamento della legislazione regionale che avrebbe reso indispensabile non più una “variante strutturale” ma una “variante generale” con costi diversi.
“Alla fine del 2019 era già evidente un corto circuito tra l’ufficio tecnico e i progettisti …–gli aveva risposto il grillino Massimo Fresc –Più che un nuovo inizio sembra di essere giunti al capolinea…”.
Ed è di oggi l’appello del presidente della commissione assetto e uso del territorio Francesco Comotto.... “Con il piano regolatore si giocano i destini di una città - commenta - Non è mai positivo cercare di approvare il preliminare, con tutti i vincoli che si porta dietro, alla fine di un mandato. Parliamone...”.
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