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IVREA. Carnevale in consiglio. Sertoli vs Perinetti: "Pretendo le scuse". Ma comanda Gillardi

IVREA. Carnevale in consiglio. Sertoli vs Perinetti: "Pretendo le scuse". Ma comanda Gillardi

stefano sertoli

IVREA Fuochi e fiamme, l’altra sera, in consiglio comunale, quando il capogruppo del Pd s’è rivolto al sindaco dicendogli che “ci sta prendendo in giro” e ricordandogli che più di un anno fa aveva promesso di sedersi attorno ad un tavolo con le Componenti del Carnevale per “modificare lo statuto”, cosa che non è mai avvenuta.
Parole dure come le pietre, tant’è che Stefano Sertoli non ci ha più visto... “Io non prendo in giro nessuno, non mi permetterei mai - s’è inalberato - Siccome la conosco mi sorprendo e me ne rammarico. So che non la pensa così e io non serbo rancore. Pretendo le scuse. Pretendo rispetto Se io volessi prendere in giro qualcuno stia tranquillo che non avrei accettato l’incarico di sindaco...”. Ciliegina sulla torta di un dibattito a senso unico sulla Fondazione dello storico carnevale e su Piero Gillardi. Il sindaco l’ha chiamato “l’usato sicuro”. Ha detto di essersi presentato da lui con il cappello in mano. Ha spiegato di voler andare, sempre con lui, in Regione e poi in Prefettura per capire quali possibilità ci sono di poter organizzare la prossima edizione del Carnevale.  Nell’annunciare il nuovo consiglio di amministrazione “nel segno della continuità”, Sertoli ha ammesso però davanti a tutti, di essere stato portato a spasso come la Bela Maria in processione dalla senatrice Virginia Tiraboschi che gli aveva indicato il nome del milanese Roberto Binaghi.  Poi, come tutti sanno, Binaghi gli ha detto “no”. La maggioranza che lo sostiene ha detto no a Franco Rosso “il comunista” e altro non gli è rimasto da fare che chiedere al presidente uscente Piero Gillardi di continuare a stare lì seduto dove se ne sta da più di tre anni a questa parte. Con l’aggiunta che Gillardi, tronfio e col petto in fuori come un pavone, gli ha pure imposto due dei tre componenti, Marina Zanini e Paolo Cafasso, a cui si è aggiunto Pino Esposito, voluto dalla Lega. Claudio Roviera? S’era fatto il suo nome ma anche lui ha ritirato la disponibilità, perchè, sempre a detta del sindaco, era interessato ad un altro tipo di Carnevale. 
Binaghi mi ha evidenziato come non ci fossero i tempi per prestarsi al tiro piccione senza avere il tempo per mostrare che il piccione sapeva volare
“Ad una manifestazione che volava più in alto, a un progetto diverso - ha cercato di argomentare Sertoli -  Binaghi mi ha evidenziato come non ci fossero i tempi per prestarsi al tiro piccione senza avere il tempo per mostrare che il piccione sapeva volare...”. Insomma: è tornato a comandare lui, cioè Gillardi. Quanto conta il sindaco? Meno di zero. “E’ vero che io dissi che c’era l’intenzione di cambiare il presidente - s’è giustificato Sertoli -  C’era un progetto che faceva capo a Binaghi... In ogni caso Gillardi è uno che ci ha messo la faccia. Tutti lo criticavano e lui si è ricandidato. Io lo ringrazio. L’ho definito l’usato sicuro. In un momento in cui si vuole provare, sena alcuna certezza a fare il carnevale, sono andato da lui chiedendo la disponibilità con il cappello in mano”. E poi, cercando una via d’uscita...: “Come mai in questa città in cui il carnevale è così sentito, al bando si sono presentate solo tre persone...”. Inutile star lì a sottolineargli che, l’aver politicizzato la manifestazione ha creato più danni di un terremoto. Inutile aggiungere che il cda entrante è uguale a quello uscente.  “E’ vero! E’ lo stesso - ha ammesso - Ma in questo momento di grandissima difficoltà, la continuità serve perché i tempi sono stretti. Ho tardato ma non è che ci fosse tutto questo tempo. Basta leggere i giornali. Non abbiamo certezza del domani. Mettere in piedi il carnevale non sarà facile....”. Manca ancora un amministratore il cui nominativo arriverà dalla nuova associazione delle componenti prevista dallo statuto.  “Il presidente Paolo Diane mi ha assicurato che ce la faranno in due, forse tre settimane. A quel punto ci metteremo intorno ad un tavolo non  necessariamente per cambiare lo statuto, piuttosto per capire se ci sono aspetti che non vanno...”. Le argomentazioni non hanno per niente convinto il capogruppo del Pd Maurizio Perinetti. “Il sindaco si è arrampicato sugli specchi. Il problema è che c’è troppa politica. Se c’erano solo tre candidature, dobbiamo domandarci perchè. Una volta non era così. C’è molta sfiducia da parte dei cittadini. Non se la sono sentita in un clima di questo genere di mettersi in gioco. Ancor più se arriva uno da Milano, sollecitato dalla Senatrice, a condizionare la scelta del sindaco. Una situazione pessima. Brutta...”. “Lei - s’è rivolto direttamente al sindaco - Ha dovuto nominare uno che in questa sede aveva detto di volere cambiare. E peraltro questa persona le ha imposto il cda. La continuità è una scusa...”. E anche su quest’ultima critica Sertoli ha cercato di giustificarsi. “Gillardi non ha imposto nulla - ha ribattuto - Chiunque nel momento in cui si trova a gestire un cda chiede di avere la propria squadra, persone di fiducia e maggioranza blindata...”. Se lo dice lui...
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