DISORDINI ALLA MANIFESTAZIONE CONTRO IL GREEN PASS
PROTESTA NO GREEN PASS
A ROMA
SCONTRO SCONTRI TRA MANIFESTANTI E POLIZIA POLIZIOTTI IN TENUTA ANTI SOMMOSSA
Con un ordine del giorno sull’assalto del 9 ottobre scorso alla sede della Cgil romana, ad opera di soggetti appartenenti a Forza Nuova e ad altre organizzazioni di estrema destra, il gruppo consigliare del Partito Democratico chiede al sindaco Stefano Sertoli disegnalare al Prefetto la presenza sul territorio di gruppi, movimenti, associazioni riconducibili ad associazioni di chiara ispirazione neofascista che svolgano attività attraverso sedi fisiche ovvero attraverso i social network, ma anche, da oggi in avanti, di “negare loro qualsiasi richiesta di autorizzazione per manifestazione o altre iniziative...”.
Il pensiero corre immediatamente all’associazione Rebel Firm e alle polemiche nel 2017 con tanto di scambio epistolare tra gli aderenti e l’allora presidente del consiglio Elisabetta Ballurio. Acqua passata.
Diciamo che con questa richiesta, considerando le recenti posizioni assunte dai leader dei Fratelli d’Italia Giorgia Meloni e da Matteo Salvini della Lega - e non occorrerebbe neanche sottolinearlo - il Pd sembra avere tutta l’intenzione di far emergere le differenze tra chi siede in maggioranza e chi sta all’Opposizione. Difficile prevedere le reazioni dei consiglieri Anna Bono (Lega) o Marco Neri (Fratelli d’Italia).
“La nostra Costituzione - osserva il Pd - vieta la riorganizzazione, sotto qualsiasi forma, del disciolto partito fascista e sono tre i movimenti politici sciolti in virtù della cosiddetta legge Scelba: Ordine Nuovo nel 1973, Avanguardia Nazionale nel 1976, e nel 2000 Fronte nazionale. E’ fuor di dubbio che Forza Nuova sia un’organizzazione politica di estrema destra che si ispira al fascismo, come stabilito da una sentenza della Corte di cassazione in cui si legge “Nonostante la fine del regime fascista, sono sopravvissute associazioni e organizzazioni politiche che, come Forza Nuova, si ispirano a questa ideologia e che (...) pretendono di tutelare la propria identità politica.”.
Il Pd chiederà anche un impegno del sindaco a sollecitare il Governo in questa direzione.
La manifestazione pacifica era stata organizzata contro l’obbligo del green pass per i lavoratori (entrato in vigore il 15 ottobre), nel centro di Roma, per l’intero pomeriggio e fino a tarda sera. Ad un certo punto, stando alle cronache della giornata, mentre il corte si dirigeva verso Palazzo Chigi, sono andati in scena duri scontri con la polizia e numerosi episodi di violenza e di vandalismo culminati con l’irruzione nella sede della CGIL.
Da guerra civile il numero deli arresti (fra i quali Roberto Fiore, Giuliano Castellino, Luigi Aronica e un esponente dei Nar ) per violenza e resistenza a pubblico ufficiale, lesioni aggravate, danneggiamento aggravato, devastazione e saccheggio.Trentotto le persone risultate ferite e che hanno dovuto ricorrere alle cure sanitarie, tra agenti di polizia, finanzieri, giornalisti e semplici passanti. “Atti di violenza con “un’ inquietante carica eversiva” -stigmatizza il Pd di Ivrea - in cui erano evidenti la matrice neofascista, la premeditazione nella scelta degli obiettivi e l’utilizzo della violenza quale “metodo” di azione politica per realizzare un attacco alla democrazia, alle istituzioni e ai sindacati che della democrazia rappresentano un importante presidio...”“Purtroppo - aggiungono- si tratta dell’ultimo di decine di inquietanti episodi di violenza, verificatisi e intensificatisi negli ultimi anni, riconducibile a partiti e movimenti di estrema destra che si organizzano sui social network per infiltrarsi in manifestazioni organizzate allo scopo di alimentare la tensione sociale.Troppo spesso li abbiamo derubricati a gesti di pochi e isolati individui violenti, con la volontà di minimizzare in modo colpevole, ambiguo e irresponsabile l’ispirazione di queste organizzazioni politiche all’eredità del ventennio fascista e l’uso della forza e della violenza come “metodo” di azione politica in radicale contrapposizione con l’identità antifascista della Costituzione repubblicana...”
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