Fabio Carosso, vicepresidente della Regione Piemonte
PARCO DEI 5 LAGHI. A smorzare le polemiche tra Coldiretti e Comuni ci pensa il Vicepresidente della Regione Piemonte, con delega ai parchi, Fabio Carosso che sul tema è tranchant: "Il Parco si farà. L'Iter ormai è molto avanzato e non sarà certo la Regione ad interromperlo. Ma occorre un confronto, questo è chiaro".
Non è stata senza strascichi lo scontro che ha visto impegnati i cinque sindaci dei territori che ospiteranno il Parco dei 5 Laghi e Coldiretti, contraria al progetto a causa delle ricadute che potrebbero aversi sul territorio.
La Regione non crede che si sia trattato di una polemica sterile: "Capisco la preoccupazione di chi vive in queste zone, a partire dagli agricoltori. L'istituzione di un Parco non è senza effetti e le cose cambieranno. Affinché cambino in bene per tutti è necessario che si lavori bene sulle regole e sulla gestione che seguirà l'istituzione dell'Ente".Il problema è legato al contenimento dei cinghiali?
"Sì certo, ma non è solo quello. In un Parco le regole sulla caccia cambiano. E questo nonostante il sito in questione sia già un Sic. Comprendo la preoccupazione degli agricoltori che si trovano a subire danni ingenti a causa del proliferare degli animali. Ma la caccia non è l'unico problema. L'istituzione di un Parco porta sicuramente benefici, ma anche qualche disagio. Ed è giusto che arrivino delle rassicurazioni a chi abita ed opera all'interno di esso".Poi aggiunge: "In Piemonte ci sono dieci Parchi. Cinque o sei di questi sono gestiti molto bene con un modello che spinge anche i Comuni che sono confinanti, ma fuori, a chiedere di entrare all'interno. E' il caso del Parco delle Alpi Marittime, ad esempio. Per questo reputo importante che le parti si incontrino prima e chiariscano i punti di non convergenza. Ma è solo un'indicazione che stiamo dando. In tutto questo, sia ben chiaro, la Regione non c'entra nulla perché non stiamo parlando di un parco regionale, ma provinciale. Per quanto attiene la sfera politica posso solo dire che l'approvazione della Regione ci sarà. La volontà dei territori è chiara in tal senso e in Consiglio Regionale, trasversalmente, c'è accordo".
Quel che da parte della Regione è cambiato è l'iter procedurale per l'approvazione, ma Carosso precisa: "Non si tratta di una frenata. Le strade erano due: inserire l'approvazione in un collegato alla legge regionale esistente, risparmiando sicuramente molto tempo, oppure procedere con una legge ad hoc per il nuovo Parco. Nei giorni scorsi ci siamo confrontati con Ivrea (capofila del progetto) per capire cosa fosse meglio e l'indicazione che abbiamo ricevuto è stata quella di procedere con una legge nuova, istitutiva del Parco. Certo, ci vorrà un po' più di tempo, ma permette di scendere molto meglio nel dettaglio".Di quanto verrà ritardata l'approvazione della nascita del Parco?"Contiamo di portare la delibera in Consiglio entro la fine dell'anno. Al massimo all'inizio del 2022. Considerate, poi, che il fascicolo è arrivato sulla mia scrivania a settembre, poco più di un mese fa. Non parlerei, quindi, di grandi ritardi".
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