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IVREA. Un modo per non obbligare Gillardi a dire: "Sì! Sono un cretino!"

IVREA. Un modo per non obbligare Gillardi a dire: "Sì! Sono un cretino!"

Gillardi Piero, presidente della Fondazione dello storico Carnevale

Ricapitolando. Il milanese Roberto Binaghi se n’è andato via ancor prima di essere nominato. Sull’ultra eporediese  Franco Rosso ci sarebbero stati 45 secondi di discussione e, sul tavolo del sindaco Stefano Sertoli, altri non è rimasto che il nome di Piero Gillardi, l’attuale presidente della Fondazione dello storico Carnevale. Il sindaco lo ha chiamato. Si sono guardati negli occhi come il marito che guarda la moglie dopo averla tradita con l’universomondo e le dice che  si è pentito e non lo farà più, quindi lui, cioè Gillardi, si è preso qualche giorno di tempo per capire se è amore o solo un calesse....  Proprio così!  Insomma siamo alle comiche. Dopo quasi due anni passati a leggere i commenti al veleno, anche del sindaco, su di un presidente “incapace”. Dopo alcuni mesi trascorsi ad ascoltare le gesta, i fuochi d’artificio e le alchimie del “milanese” suggerito dalla senatrice Virginia Tiraboschi per internazionalizzare una manifestazione che in mano a lui sarebbe rimasta “provinciale” e avrebbe continuato a puppare soldi pubblici per andare avanti. Insomma, dopo essersi preso palate di cacca ed aver appreso che, se sono tornati da lui è solo perchè l’altro ha detto no, Piero Gillardi che fa? Anzichè mandarli a quel paese senza passare dal via come a Monopoli, fa finta di nulla e si prende un paio di giorni di tempo per riflettere. E non ci va un’ecografia alla testa per capire che cosa si è messo a pensare. Nel senso che poteva anche chiuderla lì e ritirarsi in solitudine lasciando gli eporediesi con il fiato sospeso e un interrogativo sull’utile idiota di Vladimir Lenin. Ma lui no, alla fine, come l’uomo Del Monte, ha detto “sì”. E dire che per salvare “capre”  e cavoli, soprattutto “capre” un modo ci sarebbe stato. E’ scritto chiaro e tondo nello statuto. Annullare il bando sulla manifestazione d’interesse e riprogrammare la chiamata a fine mandato. Considerando che, da statuto, chi è in carica ci resta “in proroga” il risultato non sarebbe cambiato di una virgola. Così facendo, se non altro, si sarebbe tolto a Gillardi l’imbarazzo di dire “sì” ci sto, nonostante tutto! Datemi pure del cretino... l.l.m.
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