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18 Ottobre 2021 - 20:41
Sala Santa Marta, Pavone
Associazioni in rivolta. Con la ripartenza emergono tutti i problemi di chi ce la mette tutta per tornare alla normalità.
“Sono già diverse le associazioni che si sono rivolte a me spiegando i disagi che si stanno trovando ad affrontare - spiega Andrea Occleppo, capogruppo di “Insieme per Pavone” - e da quanto lamentano non fa che emergere un atteggiamento di disinteresse da parte dell’amministrazione nei confronti di questo mondo nonostante i proclami elettori”.
Il riferimento di Occleppo è al programma che aveva accompagnato la candidatura di Endro Bevolo a sindaco nel 2019: “Non si fa che parlare di attenzione all’associazionismo. Di recupero di spazi inutilizzati per farne nuove sedi. Insomma, una montagna di parole perché qui, all’atto pratico, Bevolo non solo fa che i suoi programmi restino lettera morta, ma fa l’esatto contrario di quanto promesso”.
Ma ecco cosa sta succedendo in paese: “I problemi stanno venendo a galla con la ripartenza e con l’arrivo dell’inverno - spiega Occleppo -. Sedi troppo piccole e riscaldamento troppo caro, in estrema sintesi. Accade, dunque, che la Filarmonica del paese, per ridurre i costi, stia suonando nella sua sede dell’ex Asilo Quilico al freddo. A riscaldamenti spenti. Mentre il coro “Castello In..cantato” non sa più dove riunirsi. Il numero degli iscritti è aumentato. Sono quasi in 40 adesso e già da tempo nella sede dell’ex Asilo non possono più ritrovarsi. Utilizzavano la Sala Santa Marta, ma con l’arrivo dell’inverno il Comune ha chiesto loro di pagare il canone come da regolamento: 105 euro ad incontro. Parliamo di più di 400 euro al mese per un Coro che si auto tassa per pagarsi un insegnante di canto. Come si fa a chiedere un canone di questo tipo? A stabilire le tariffe è un regolamento. Ed è assurdo che non sia prevista una cifra differente per le associazioni che operano sul territorio comunale. Ecco perché dico che Bevolo disattende il proprio programma elettorale, facendo l’esatto opposto di quanto proclamato e promesso prima del voto”.
Cosa intende fare?
“Innanzitutto vorremmo organizzare una serata con tutte le rappresentanze delle associazioni per fare il punto della situazione, raccogliendo tutte le loro istanze. Poi presenteremo un’interrogazione al sindaco”.
Per Sala Santa Marta cosa proporrebbe?
“La Sala è della Curia, ma data in uso e gestione al Comune che ne ha scritto il regolamento. Innanzitutto si possono modificare le tariffe per le associazioni. Non sono certo scritte sulla pietra. In cambio si potrebbe chiedere un programma di eventi in favore della comunità, arricchendo così l’offerta culturale della Città”.
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