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VALCHIUSA. Per la commemorazione di Italo Tibaldi, anche un pensiero di Liliana Segre

VALCHIUSA. Per la commemorazione di Italo Tibaldi, anche un pensiero di Liliana Segre

Italo Tibaldi

Sono in corso questa mattina a Vico Canavese le iniziative per commemorare Italo Tibaldi, ex deportato ed ex sindaco di Vico Canavese. In queste ore è giunto anche un toccante messaggio della senatrice Lilia Segre: “La vita di Italo Tibaldi è stata una vita preziosa, per le sofferenze che ha patito da deportato, per l’indefessa attività di testimone del dramma dei campi di concentramento, per la sua opera di ricercatore, ma anche di amministratore pubblico e di “operatore di pace”, come amava definirsi. Una vita intensa che questo documentario, con il suo corredo di testimonianze, ben rappresenta. Il taglio scelto, quello del racconto dei “viaggi della deportazione” è particolarmente toccante per una sopravvissuta come me, perché si tratta effettivamente di una esperienza dirimente, estrema, terribile, a rigore indicibile. Autentica porta di passaggio fra il prima e il dopo, fra il bene e il male, fra la vita e la morte. Spero che quanti vedranno questo documentario sappiano apprezzare il senso ultimo del messaggio che Italo Tibaldi ci ha lasciato, che vorrei riassumere con le parole di Primo Levi: “io non perdono e non dimentico, ma non odio”.

Italo Tibaldi nel 1980 si trasferì in Valchiusella, prima a Meugliano, poi a Vico. In paese è stato presente nel campo amministrativo ricoprendo la carica di sindaco di Vico e, per un mandato, quella di Presidente della Comunità Montana Valchiusella. Il 27 gennaio 2009, Giorno della Memoria, è stato ricevuto al Quirinale dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano al quale ha presentato la sua opera “Il libro dei deportati politici”. Nel giugno dello stesso anno è stato insignito della cittadinanza onoraria dal Comune di Vico. Il 26 ottobre 2006 il collegio Accademico della Western States University gli ha conferito la laurea honoris causa in Storia Contemporanea. Italo Tibaldi è stato insignito il 4 maggio del 2004 del Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi dell’onorificenza di Grand’Ufficiale della Repubblica Italiana. Sopravvissuto ai campi di concentramento nazisti di Mauthausen ed Ebensee ha contribuito, fin dal 1945, a fondare l’ANED – Associazione Nazionale Ex Deportati nei campi nazisti. La ricerca dei nomi dei suoi “compagni di viaggio”, 49 uomini partiti con lui il 13 gennaio 1944 con destinazione Mauthausen, iniziata nel 1950, ha avviato gli studi sulla deportazione dall’Italia ai lager nazisti. I suoi libri Compagni di viaggio e Calendario della deportazione politica e razziale italiana nei campi di eliminazione e sterminio nazisti negli anni 1943-1944-1945 sono una base ineludibile per ricerche e studi sulla deportazione dall’Italia. Il rigore della indagine di Italo Tibaldi sui “treni della morte” ha permesso a molti familiari di ritrovare le tracce dei loro cari e ad alcuni superstiti di risalire ai loro “compagni di viaggio” dei quali avevano smarrito la memoria, e magari di rincontrarli. Per merito di questa ricerca hanno ritrovato un nome i deportati italiani per motivi politici e/o razziali, uomini e donne che rischiano di subire, dopo l’orrore della deportazione, anche l’umiliazione dell’oblio. L’intera documentazione relativa al suo lavoro di ricerca durato oltre 50 anni è conservata presso la Fondazione Memoria della Deportazione in un cospicuo Fondo che porta il suo nome.

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