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ROMANO CANAVESE. Distretto commerciale: una vittoria dell’ex Unione

ROMANO CANAVESE. Distretto commerciale: una vittoria dell’ex Unione

La Giunta regionale ha incrementato il numero degli enti locali piemontesi ammessi al finanziamento per la costituzione dei Distretti del Commercio e tra questi c’è anche quello dell’ex Unione dei Comuni dell’Anfiteatro Morenico,  guidati da Romano Canavese, capofila del progetto. In tutto il Piemonte crescono così a 62 su 77 gli enti che riceveranno la sovvenzione già nel corso del 2021.

Un successo per l’ex Unione che può ora contare su questi fondi per lanciare iniziative che aiutino il commercio locale.

A spiegare il progetto è il sindaco di Romano, Oscarino Ferrero: “Siamo tornati ad unire le forze. Noi, Strambino, Scarmagno, Perosa e Mercenasco, abbiamo creato un nuovo distretto commerciale. Ad aprile, con la collaborazione di Confesercenti, abbiamo aderito al bando della Regione che ora sta finanziando proprio queste realtà. Ognuno riceverà 20mila euro impegnandosi ad aggiungerne 5mila di tasca propria”.

Un’iniziativa per cercare di rilanciare l’economia dei piccoli centri.

“Gli aiuti verranno dati per creare una nuova figura - spiega Ferrero - un manager che gestirà i distretti commerciali. Serviranno per finanziare dei corsi di aggiornamento per i negozianti, proponendo nuove formule di vendita e per pubblicizzare le iniziative”.

Ma questo è solo un primo step del progetto.

“In un momento successivo  – piega Ferrero – verranno emanati sempre dalla Regione, dei bandi ai quali potranno aderire solo i distretti commerciali. Si tratterà di finanziamenti per la riqualificazione urbana, per gli acquisti di arredi urbani nelle aree commerciali. Finanziamenti ai commercianti per interventi come il rifacimento delle insegne, delle vetrine, per la realizzazione di un sito internet. Verranno organizzati corsi per imparare a promuovere la vendita tramite i social”.

Poi, in sindaco di Romano, che è anche architetto, spiega: “Il nostro territorio è giù piuttosto attenzionato dalla Regione a causa del progetto Italvolt. Se tutto andrà in porto e la giga factory si insedierà nell’ex polo Olivetti di Scarmagno, realizzando la nuova area produttiva sui terreni di Romano, i Comuni del territorio dovranno farsi trovare pronti. Servirà tutto, dai servizi al commercio. Per tutti noi è una grandissima occasione. E la parola d’ordine per noi sindaci, è non farci trovare impreparati”.

L’unico comune dell’ex Unione a non aver partecipato al bando è quello di San Martino Canavese.

A spiegare il motivo è la sindaca Silvana Rizzato: “A fine 2020 siamo stati coinvolti nel medesimo progetto che gravitava, però, sui comuni di San Giorgio, Agliè, Castellamonte e Torre Canavese. Dopo un primo momento di entusiasmo, noi e Torre abbiamo fatto un’analisi costi benefici e non è sembrato conveniente andare avanti. Ci siamo, così, sfilati dal progetto”.

A creare un primo disaccordo è stata la quota di partecipazione al progetto chiesta agli aspiranti distretti. Cinquemila euro: “Inizialmente si era detto di metterli dividendoli per comuni, ma non mi sembrava corretto che un comune piccolo come San Martino dovesse mettere la quota di Castellamonte o Agliè. Allora si è scelto una soluzione mista, parte in base al numero degli abitanti, parte per comune.  Non si trattava di grandi cifre, circa 400 euro, ma parlandone con la squadra abbiamo reputato che non si intravedesse un vero vantaggio e così ci siamo sfilati. E altrettanto ha fatto Torre Canavese. Mi è spiaciuto dover dire di no all’ex unione, ma sembrava davvero brutto. E così rinunciato”.

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